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Valorizzare il centro di Modena anche con i mercati, ma di qualità. News 

Valorizzare il centro di Modena anche con i mercati, ma di qualità.

 

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Nel pubblicare il comunicato stampa diffuso dalla Lapam interveniamo nel dibattito che si è aperto sulla questione dei mercati allestiti in Piazza Grande. A nostro avviso non si tratta di esaminare la cosa soltanto dal punto di vista del sito Unesco. Se facessimo questo passeremo da una situazione che ha visto l’uso di Piazza Grande per le iniziative più strampalate e spesso sbagliate ad una situazione di protezione della piazza impedendo ogni iniziativa e ogni allestimento di gazebo o dehor.
Non può essere così e la questione va allargata a tutta la città.
Non si tratta di decidere se in centro storico e in Piazza Grande debbano esserci o no dei mercati, dei gazebo, ecc. Piuttosto bisogna entrare nel merito e una volta tanto decidere che occorrono delle iniziative di qualità.
Si ai mercati anche in Piazza Grande come in tutta la città ma devono essere dei mercati di qualità.
Basta con le sagre paesane, basta con i prodotti scadenti, basta con gli allestimenti improvvisati. Bisogna essere in grado di sviluppare un marketing urbano con iniziative di rilievo, progettate anche in termini di impatto ambientale e architettonico. 
Però una domanda si impone: i gazebo e i mercati possono essere progettati con una certa cura ma come ci difendiamo dalle autentiche porcate che il Comune sta costruendo, ad esempio il box fieristico, la passerella trasparente lunga 10 metri che sarà l’ingresso ai bagni pubblici in Piazza XX settembre ?

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Modena e il patrimonio Unesco. Manicardi (Lapam): “Non a decisioni autoreferenziali”

“Siamo molto compiaciuti del fatto che l’area attorno alla cattedrale (il Duomo, la Ghirlandina, Piazza Grande e la facciata del Comune) sia, dal 1997, inserita dall’Unesco fra i siti patrimonio dell’umanità. Ora che, dopo un confronto durato anni e nel quale Lapam si è fortemente impegnata, si è arrivati, da parte dei responsabili culturali di Comune, soprintendenza e arcidiocesi a una bozza condivisa di regolamento per l’utilizzo del sito da parte della città, ci auguriamo che l’amministrazione intenda coinvolgere, prima che le norme siano adottate, chi in città e attorno alla piazza vive e lavora”. Così Silvia Manicardi, presidente Lapam Confartigianato della Zona di Modena, che prosegue: “Un luogo sia inserito nella lista dei siti Unesco deve significare un elemento forte di rispetto e di valorizzazione, e non un ulteriore gravame per chi vive e lavora nei pressi. Quello che temiamo è che in città si scatenino pulsioni autoreferenziali circa i criteri di gestione di un’area che qualcuno ambisce non già valorizzare ma a ‘imbalsamare’, facendone una sorta di giocattolo per un club chiuso di studiosi (?), custodi (o padroni?), del bene.

Facciamo semplicemente notare come sarebbe opportuno che le regole d’uso dei luoghi non fossero astrattamente definite, ma che sia opportuno tenere conto di come al mondo si gestiscono, preservano, rispettano e valorizzano questo tipo di situazioni.

Senza andare troppo lontani: tutta la città antica di Ferrara, non come a Modena, solo l’area di piazza, ma l’intero abitato storico e l’insieme del Delta Po, sono sito Unesco; l’intera città di Mantova è sito Unesco, e oltre al capoluogo, nel caso specifico, è stata giustamente definita per tale anche tutta la vicina città ideale di Sabbioneta; Vicenza antica, nel suo complesso, è essa pure sito Unesco.

Non ci risulta – spiega Manicardi – che a Mantova, Ferrara, Vicenza, nel Delta del Po, le persone non vivano, lavorino, prendano moglie (anche in auto: a Modena qualcuno ha detto che bisogna vietare alle spose di andare sotto il Municipio con l’auto…), commercino (anche con gazebo) e quant’altro”.

La presidente Lapam della Zona di Modena conclude: “Chiediamo che la città prima di decidere in solitudine che fare dei luoghi dell’attività di tante famiglie consideri la situazione non in solitaria. Lapam Confartigianto si augura che l’Amministrazione Comunale riesca a far sintesi critica e positiva di tutte le spinte e i desideri che a Modena convergono su Piazza Grande”.

 

 


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