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Il giardino degli angeli

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  • Riceviamo e volentieri pubblichiamo, come facciamo sempre dando spazio a chi invia alla nostra redazione comunicati stampa e messaggi. 

Sulla questione etica sollevata da Gian Carlo Pellacani, per la delicatezza del tema, vorremmo che la coscienza e la libertà di ognuno potesse esprimersi o semplicemente avvertire l’esigenza di una riflessione. 
Dopo il comunicato a firma di Pellacani, pubblichiamo anche la reazione del capogruppo PD ripresa dall’articolo pubblicato dalla Gazzetta di Modena. 
Una sola considerazione, una ci sembra sofferta e meditata, l’altra grezza e inutilmente ideologica. 

Comunicato stampa: IL GIARDINO DEGLI ANGELI

L’ordine del giorno UDC presentato in Consiglio comunale di creare anche a Modena un “giardino degli angeli” per i bambini mai nati ha provocato il rabbioso anatema di Paolo Trande, capogruppo PD . La reazione scomposta, il turbamento del capogruppo è la miglior conferma dell’opportunità e appropriatezza della nostra proposta, che trova precedenti, già realizzati, a Roma, Milano (e comuni lombardi), Agrigento, Caserta e tanti altri comuni, da ultimo Firenze, nei quali è stata regolamentata un’area specifica dedicata all’interno dei rispettivi Cimiteri.

Perché a Modena no? Perché non riconoscere il diritto alle donne, se lo vogliono,  di onorare con la sepoltura il feto, che altrimenti in Ospedale verrebbe incenerito come rifiuto ospedaliero? Perché negare un luogo specifico dove una mamma che lo desideri  possa recarsi a pregare sulla tomba del suo bambino che avrebbe voluto ma non è mai nato? Oltre che un diritto è un atto di civiltà che Modena laica e civile deve garantire. 

Capisco che ci siano enormi diversità di vedute e di cultura fra noi e il PD, quanto meno con lo zoccolo duro allattato a pensiero unico. Due pensieri rappresenterebbero una turbativa sconvolgente. Però, Trande non parla mai a caso (arriva perfino ad evocare apocalittiche visioni di manifestazioni di integralisti pro-life contro donne e sanitari, cioè l’uso di metodi consoni all’estremismo di casa sua, il PD) per cui va ricercata la vera motivazione e i veri destinatari del messaggio. Non credo che tanto onore sia riservato a noi, che considera “entità immateriali”, come se la ragione dipendesse dai numeri. Penso, piuttosto, che tanta agitazione derivi dall’ansia del sospetto che su questo argomento ci siano “eretici” anche tra le fila del PD. A costoro invia un pesante e minaccioso preavvertimento.

Il compagno Trande si deve mettere in testa che se il Comune di Modena, che fa parte delle Cities for life (Città per la vita), si mobilita (oggi) in difesa della vita di accertati criminali (Modena contro la pena di morte), non può contraddirsi domani non riconoscendo gli stessi diritti umani anche agli innocenti bambini mai nati. Perché la vita è un diritto che va riconosciuto dal momento del miracolo del concepimento fino alla morte e non solo dalla sentenza di una condanna a morte

Gian Carlo Pellacani, consigliere comunale UDC

 


L’Udc, nei giorni scorsi, ha chiesto che si realizzi anche a Modena il cimitero dei bimbi mai nati, adducendo, come motivazione, il fatto che a Firenze la cosa sia stata già approvata da Renzi. Ieri su questo tema è intervenuto Paolo Trande, capogruppo del Pd: «Arriva puntuale la strumentalizzazione, pure maldestra, dell’Udc di Modena. L’errore o orrore vero sta nell’identificare un luogo specifico, dedicato che può divenire la sede in cui movimenti di integralisti e fanatici pro-life inscenano manifestazioni per colpevolizzare le donne e i sanitari. I politici integralisti nostrani non si sono fatti scappare l’occasione per fare un ordine del giorno facendo riferimento alle decisioni fiorentine (citandole in maniera strampalata perché non è stata istituita un’area ma è stata regolamentata un’area già esistente a Trespiano). È straordinario e mostra tutta la natura strumentale, depurata dal riferimento nauseabondo agli animali, la chiusura dell’articolo che riferisce dell’ordine del giorno: “sarebbe singolare che una città negasse il diritto di sepoltura ai feti”. Non bisogna essere degli esperti in legge per sapere che questo diritto esiste già e il Comune di Modena, che io sappia, non può e non si è mai sognato di negarlo a nessuno. Quello che non è in alcun modo immaginabile che nella laica e civile Modena il Comune possa costruire uno spazio specifico, dedicato, per dare la possibilità agli integralisti religiosi di ogni risma, a quelli che vogliono un conflitto perenne sulla 194, a quelli che vogliono colpevolizzare le donne, a quelli che vogliono colpevolizzare i sanitari, di fare le loro manifestazioni insensate e offensive. Quelli del mio partito che vagheggiano intese con quella entità immateriale (dopo le vicende di Scelta Civica), auto-definitasi moderata, ma culturalmente ancora regressiva per la tendenza ad innescare conflitti ideologici per un pugno di voti (ma poi è così?), dovrebbero riflettere». In altre parole? «Scordatevelo», tuona Paolo Trande.

 


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