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Crisi, accise, Grande Distribuzione e ‘no logo’, spazzano via i gestori degli impianti carburante

giberti_stampa2Comunicato Stampa FAIB-CONFESERCENTI 

Sul territorio modenese nei primi 10 mesi dell’anno cessate 22 attività

È parecchio il malumore che serpeggia tra i gestori delle aree di servizio e rifornimento. La crisi dei consumi interni, combinata ad un incremento record dell’imposizione fiscale sui carburanti e sulle imprese, sta spazzando via i gestori degli impianti distribuzione: secondo i dati dell’Osservatorio Confesercenti, nei primi 10 mesi dell’anno sul suolo nazionale già 1.009 hanno cessato l’attività. Situazione che si rispecchia anche sulla realtà modenese: contro 7 nuove aperture sono 22 quelli che hanno chiuso (-15 il saldo). “Non bastassero questi dati di per sé gravissimi – spiega Franco Giberti, presidente di Faib-Modena il sindacato dei gestori delle stazioni di servizio aderente a Confesercenti – siamo costretti a fare fronte all’incalzare della concorrenza da parte della Grande Distribuzione Organizza (GDO) come pure quella delle pompe bianche la cui nascita è in deciso aumento anche sul nostro territorio”.

È nei confronti della politica dei prezzi extra-rete praticata dalla Compagnie petrolifere che punta il dito Giberti, rea di avvantaggiare GDO e stazioni ‘no logo’. “Si tratta di un sistema commerciale che penalizza ed erode i margini di guadagno condannandoci al fallimento –prosegue Giberti – I gestori sono obbligati a rifornirsi dalle Compagnie, le stesse che riforniscono la GDO a prezzi enormemente inferiori. Senza contare, le richieste onerose avanzate dalle Aziende petrolifere, e cioè di adesione a politiche commerciali, che producono solo perdite e impoverimento dei gestori, con un permanente saccheggio dei diritti e delle gestioni economiche. Il canale extra rete, alimentato dalle Compagnie, sta uccidendo il servizio di rifornimento carburanti a favore della collettività, sta cannibalizzando la rete ed eliminando il lavoro delle stazioni di servizio, spingendole alla chiusura. Violano di fatto la normativa di Legge che impone di attenersi a regole eque e non discriminatorie così da garantire pari condizioni concorrenziali a tutti gli operatori per riconoscere sconti e prezzi più convenienti ai cittadini, e non solo a GDO e no logo”.


“Il risultato è tragico e sotto gli occhi di tutti: vendite in picchiata (-20% su 2012) e azzeramento dei margini di guadagno (sotto il 2% del prezzo finale). Se poi consideriamo anche il fisco che tartassa il settore – continua  Giberti – a partire dagli incrementi record della accise – in nemmeno tre anni l’accisa è stata rialzata già 5 volte, arrivando ad aumentare di quasi il 46% sul gasolio, del 29% sulla benzina e del 17% sul gpl – fino a tasse incomprensibili come sulle piogge presunte, è chiaro che non ci sono alternative alla chiusura”.

“Abbiamo sempre chiesto una razionalizzazione ‘governata della rete di distribuzione. Così però la razionalizzazione la sta facendo la crisi, in modo selvaggio e senza una logica di governo della rete, coadiuvata anche dalla politica delle Compagnie. Le stesse che si sottraggono ormai da anni all’obbligo di rinnovare i contratti di gestione. È impellente una soluzione, pena un ulteriore incremento di disoccupati ed un impoverimento del tessuto imprenditoriale”, conclude Giberti.  


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