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Modena sul piano del commercio deve essere reinventata

i negozi chiudono

Pubblichiamo il comunicato stampa della Confesercenti, aggiungendo soltanto una nostra convinzione: Modena, dopo i gravi errori commessi, sul piano del commercio deve essere completamente reinventata. 

MODENA, CENTRO STORICO LE RIFLESSIONI DI CONFESERCENTI

“Bene denunciare la gravità della situazione, ma occorrono anche proposte concrete di rilancio”

“Riteniamo che l’approccio alle problematiche gravi, vissute dal centro debba essere rigoroso in termini di analisi e credibile sul versante delle proposte – così inizia la riflessione di Confesercenti Modena, riguardo il cuore cittadino modenese – È sicuramente positivo denunciare la gravità della situazione come gli effetti distorsivi che hanno prodotto le recenti politiche liberiste nel fragile equilibrio della rete distributiva, congiuntamente alla crisi economica. Certo è che, lo sforzo in termini di proposte dovrebbe essere comune: una visione strategica di sviluppo unitario del cuore di Modena, da parte di Associazioni ed Istituzioni. E, senza avere la pretesa di esaurire i contributi alla discussione di merito che sarebbe auspicabile a 360 gradi, la questione andrebbe anzitutto affrontata con un approccio nuovo, di sistema, per focalizzare il dove e il come intervenire, individuando le situazioni di maggior sofferenza, come punto di partenza”.


“Un’area del centro in particolare, mostra necessità di rilancio, per la sofferenza che la contraddistingue e non solo da oggi; ha una superficie che corrisponde più della metà del cuore del capoluogo, ma stenta a mantenere un’identità attrattiva, ad eccezione di pochi punti. Si tratta del cosiddetto ”Quadrante sud”, o meglio la zona compresa tra Via Emilia e i viali, Vittorio Veneto, Martiri della libertà e della Rimembranza. Per la sua fisionomia si adatta ad una serie di riflessioni sul cuore cittadino: prima tra tutte quella, di renderlo un luogo di eccellenza commerciale perfettamente integrato con l’aspetto storico/architettonico e culturale. In che modo però aumentarne appeal e vivibilità? Partendo da quello che già c’è, dai locali inutilizzati o valorizzando gli spazi in disuso riconvertendoli in esercizi commerciali; qualificando le zone più in ombra con nuove attività e facilitarne l’accesso. L’insediamento di nuove attività commerciali e il rinnovamento di quelle esistenti sono tra i principali fattori di vitalità urbana per i centri storici. Oltre al fatto che consentirebbero la nascita di percorsi commerciali differenti, che andrebbero a saldarsi con quelli più noti aumentando la frequentabilità e di conseguenza l’attrattività dell’intero cuore di Modena”.


“Recuperare e rafforzare la funzione commerciale del centro quindi, non solo come opportunità imprenditoriale, bensì come valore aggiunto per l’intera città. Il cuore storico di Modena ha subito in due decenni parecchie trasformazioni. Le persone che vi lavorano sono ancora molte, malgrado il forte calo dell’occupazione nel commercio e la diminuzione degli esercizi. È sempre più luogo di studio, grazie alle facoltà di Economia, Lettere, Giurisprudenza, ma anche di cultura e di intrattenimento, se consideriamo la riconversione dell’ex ospedale S. Agostino e la prossima riqualificazione dell’ex ospedale Estense. Parca purtroppo l’offerta di pubblici esercizi innovativi come luoghi di incontro e socializzazione, rivolti soprattutto ai giovani;  resistono alcune vie e piazze più densamente frequentate rispetto ad altre. Più ombre che luci, nel complesso. Che s’infittiscono nel quadrante sud, da risultare fin troppo evidenti. Pur spezzando una lancia a favore della varietà dell’offerta, che resiste i problemi iniziano a mostrarsi nell’area di piazza XX Settembre. Poco frequentata, con le attività in affanno, nonostante la presenza dello storico Mercato di via Albinelli. La cui attrattività, si esaurisce (ad eccezione del sabato) la mattina, data – unico mercato coperto in Emilia Romagna – la chiusura della struttura al pomeriggio”. 

“Il permanere di determinate resistenze ai cambiamenti, anche in questo caso non mancano di influire sulla rivitalizzazione commerciale (compreso quello delle aree adiacenti) generale. Come pure l’assenza di quel necessario impulso di iniziativa da parte della Amministrazione comunale che sarebbe oltremodo necessario ed auspicabile. Ampliando l’orizzonte poi all’intero quadrante sud si aggiungono altri aspetti negativi: locali e spazi vuoti e in disuso, interrompono l’offerta commerciale, i negozi concentrati principalmente lungo via Emilia centro e corso Canalchiaro, intere zone con le saracinesche abbassate etc.. Tutto questo, malgrado le potenzialità dell’area in esame, a partire dal recupero degli spazi e di quelle strutture edilizie inutilizzate. Interventi che permetterebbero di rilanciare non solo il quadrante sud, ma l’intero centro cittadino”.

“L’attrattività commerciale è risaputo si sviluppa e cresce in rapporto al rafforzamento e al consolidamento del sistema dell’offerta e non della singola realtà. Ampliare l’offerta significa quindi irrobustire il sistema distributivo, creando veri e propri poli di richiamo che possono aumentare la frequentazione del centro. Non si potrà quindi prescindere dall’integrare la  rete commerciale esistente con format commerciali  innovativi il cui apporto oltre a riqualificare le zone in cui sorgeranno, contribuirà a saldare tra loro i principali assi commerciali. Ed è di nuovo e sempre la zona del quadrante sud a venirci in aiuto: la presenza di importanti palazzi e delle sedi direzionali di istituti di credito, largamente sottoutilizzati presentano potenzialità di recupero e riutilizzo; come pure dove è possibile, pensare di eliminare, fratture e discontinuità – che di fatto allontanano i frequentatori – di itinerari pedonali dal forte interesse commerciale per garantire maggior accessibilità e fruibilità. Non vogliono e ne siamo consapevoli, essere che proposte per un primo spunto di riflessione concreta non solo su come recuperare e riqualificare spazi, quanto piuttosto creare nuove opportunità per il centro storico”.

Le riflessioni di Confesercenti, però volgono anche sulla società di promozione del cuore cittadino, “Che dovrebbe diventare imprescindibilmente un unico soggetto in cui sono allocate le risorse da destinarsi alla promozione e che per tale ragione si candida a diventare il punto di riferimento a cui dovrebbero necessariamente rivolgersi le altre forme aggregate che nel centro si sono costituite”


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