Il trio che litiga per le primarie PD …. ma sapete almeno fare campagna elettorale ?

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Ad osservare la campagna locale per le primarie del PD ci si potrebbe anche divertire se non fosse per il fatto inquietante che ci apprestiamo ad eleggere un nuovo sindaco con la delega ad amministrare Modena per i prossimi anni. Considerato il declino in cui è caduta la città non è sicuramente una cosa da trascurare.
Il divertimento sta nelle dichiarazioni degli stessi candidati che si arrampicano dove possono per distinguersi in qualche modo dagli ultimi 10 anni di amministrazione Pighi senza però arrivare mai ad un chiarimento completo con se stessi e con i cittadini che li devono eleggere. Tra promesse elettorali mirabolanti quanto improbabili, gite per Modena con il triciclo dei gelati, utilizzo più o meno segreto di sondaggi, manifesti con slogan in cui si evita il congiuntivo come se fosse una malattia infettiva c’è veramente di tutto e di più.
Noi ci occupiamo molto poco di politica nel senso delle schermaglie di schieramento, di corrente o di altro, ci occupiamo di comunicazione, di marketing, di strategie di marketing urbano e crediamo che questa città, se vuole uscire dalla serie C in cui è stata retrocessa, non possa fare ameno. Crediamo cioè che si debba passare dalla politica delle polemiche e della demagogia alla politica delle competenze. Se hai competenze specifiche ti candidi a sindaco oppure fai l’assessore, altrimenti fai un altro lavoro. Noi, cercando di fare il nostro, vi proponiamo alcuni spunti per concludere la campagna per le primarie del PD o del PDR (Partito di Renzi)

 


Con l’avvicinarsi del giorno del voto la campagna elettorale deve passare da una strategia di informazione (“mi candido”, “vieni a ritirare i santini da diffondere”, “porta 3 amici alla festa elettorale”, ecc.) ad una di capitalizzazione del voto (“Votami!”). Insomma non basta più informare le persone che ci si candida bisogna spronarle a recarsi a votare per te.

Una tecnica per capitalizzare il consenso che si è costruito sul territorio è quello di inviare una email elettorale che convinca le persone a votare per te. Deve essere un appello al voto dichiarato.

Perché serve un’email?

Perché dovrebbe servire un’email per spingere delle persone che mi stimano e che sanno già della mia candidatura a recarsi a votare?

Un’importante regola della politica è che anche le azioni più scontate vanno invocate. E’ ovvio che se ti candidi vorresti essere votato, ma per molte persone questo non è scontato. Quindi prenditi la briga di invitare i tuoi elettori a recarsi al voto.

Come scrivere una lettera

L’Oggetto:

L’oggetto dell’email deve essere invitante e per niente sterile. Un buon oggetto è “Mario, chi l’avrebbe mai detto”. Sembra una frase inutile, ma in realtà è molto coinvolgente e tra decine di email noiose questa spicca sicuramente nella casella di posta del destinatario. Con un oggetto simile ti garantisci un tasso di apertura molto elevato.

Alcuni oggetti di successo possono essere:

  • Mario, hai visto quello?
  • Mario, chi l’avrebbe mai detto
  • Mario, questa la devi sentire

L’incipit

La prima cosa da fare quando si scrive un’email politica è inserire il nome del destinatario. Le email a differenza delle lettere cartacee possono essere personalizzate con pochissimo sforzo. Quindi anziché iniziare con “ciao, ti ringrazio molto per…” devi scrivere “ciao Mario, ti ringrazio molto per…”.

Insomma devi sempre personalizzare l’email in questo modo il destinatario si sente maggiormente coinvolto. Quando faccio una campagna email capita che molte persone mi rispondano direttamente credendo si tratti di un’email personalizzata destinata unicamente a loro.

E’ importante anche che l’incipit si ricolleghi all’oggetto. Quindi se nell’oggetto scrivi “Mario, questa la devi sentire” nell’incipit devi ricollegarti con una storia o un aneddoto che ti è successo durante la campagna elettorale. In questo modo l’oggetto faceva riferimento ad una storia che vuoi raccontare. Se invece scrivi “Mario, chi l’avrebbe mai detto” puoi ricollegarti nell’incipit dicendo “ciao Mario, finalmente ci siamo, chi l’avrebbe mai detto che sarebbe giunto il giorno del voto…

Il testo

Il testo dell’email deve essere interessante ma non troppo lungo. In generale non dovrebbe rubare più di 5 minuti del tempo di un elettore.

Ci sono due odi per scrivere il testo di un’email politica:

1) La maggioranza dei politici nel testo di una mail politica fa un discorso scritto sulla necessità di votare per lui. Prima espone i motivi per cui le cose non vanno bene (“le strade sono sporche, l’amministrazione è lenta, c’è corruzione…”) e poi espone i motivi per cui il suo intervento può essere determinante (“farò questo, mi impegnerò in quello, ecc“.).

Tuttavia con questo stile cd.tradizionale c’è il rischio che l’elettore si annoi subito. Io preferisco un’altro approccio molto più coinvolgente.

2) Hai mai ascoltato una storia? Hai mai notato che davanti alle storie le persone si sentono rapite, ipnotizzate quasi? Ebbene racconta una storia o un aneddoto che ti è successo nel tuo passato.

Per esempio se vuoi concentrare la tua politica contro l’evasione fiscale racconta un episodio di un commerciante onesto che paga il fisco rispetto ad un commerciante che non lo paga. Racconta le vicissitudini dell’onesto che si trova ad avere a che fare con un’amministrazione lenta e farragionosa e che alla fine possiede meno soldi del commerciante disonesto e ha maggiori difficoltà a competere con lui. Insomma racconta una storia ed entra nei dettagli, parla delle figlie di tale commerciante, digli che va in giro in una fiat punto e che il disonesto in una porsche…..

Sono i dettagli che affascinano maggiormente e che tengono il lettore incollato alla tua email.

Call to action

Questa è la parte più importante dell’email, è il motivo per la quale è stata iniziata la campagna email. “Call to action” in italiano significa “chiamata all’azione”. Il concetto è chiaro: dopo le chiacchiere l’elettore deve agire altrimenti non cambia nulla.

Quindi dopo aver spiegato all’elettore perché le cose non vanno bene e come potrebbero andare meglio devi chiedergli esplicitamente di andare a votare per te il giorno delle elezioni.

Non dare per scontato questo passaggio. Se vuoi che una persona faccia una cosa chiediglielo esplicitamente! Sembra una cosa banale ma lo fanno in pochi.

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