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La comunicazione politica e internet: il caso Maletti

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Modena Come è un blog che parla anche di politica ma non scende in campo. Il nostro obiettivo non è schierarci, ci limitiamo a guardare quello che succede intorno e a scriverci su.

Ci occupiamo di comunicazione e marketing. E a proposito di questo abbiamo deciso di realizzare un osservatorio sulla campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative. Sotto la lente sono ovviamente i candidati che si muovono e comunicano di più.

Ci occupiamo in questo post di Francesca Maletti e di una sua dichiarazione in relazione alla recente polemica sui chioschi in cemento armato nel parco delle Mura. Avendo fatto parte della giunta uscente, per rispondere a chi le rimprovera di aver avallato tutte le azioni intraprese dall’amministrazione negli ultimi 10 anni deve faticare parecchio per convincere gli elettori che il suo progetto politico possa rappresentare il nuovo che avanza.

La risonanza mediatica che hanno avuto le polemiche sui manufatti spuntati nel parco (colonne di cemento armato 50X50), le critiche arrivate anche dal suo stesso partito, l’hanno spinta a mettere da parte la prudenza e a rilasciare una dichiarazione in cui prende le distanze da quelli che sono ancora i suoi colleghi in comune, dicendo di non essere stata mai d’accordo e spingendosi fino ad affermare di non aver votato l’ok definitivo al progetto.

E qui entra in ballo il nuovo modo di fare politica nell’era di internet. E’ la Maletti stessa a promettere nella sua campagna elettorale dati aperti e facilità di accesso per tutti. E noi l’anticipiamo. Bastano una persona curiosa, un computer e una serie di circostanze abbastanza comuni durante polemiche e scontri piuttosto duri: la dichiarazione, richieste di chiarimento da parte di un quotidiano e un consigliere che mette a disposizione i numeri delle delibere. Si fa presto a sapere come stanno le cose e a ridimensionare le dichiarazione o puntualizzare, dati alla mano, come sono andate in realtà le cose.
Se Corassori, Triva, Bulgarelli e altri tra i sindaci più amati non hanno mai dovuto fare i conti con la quantità di informazioni a disposizione di chiunque,  adesso la trasparenza e la completa sincerità sono d’obbligo, oppure internet, lo strumento meraviglioso che usi per diffondere le tue idee e fare marketing di te stesso ti si può rivoltare contro in un momento.

Francesca Maletti, sulla questione dei chioschi nel parco cittadino, dichiarava alla Gazzetta di Modena:

Maletti dich.

 

“L’ok definitivo io non l’ho votato.”

Scrive Grimaldi sul Resto del Carlino:

grimaldi

“TROPPI PUNTI OSCURI
CI SONO tanti punti oscuri nella vicenda dei chioschi che stanno costruendo al Parco delle Rimembranze. Forse sono troppo impattanti. Ieri la Soprintendenza ha mandato propri ispettori a controllare. Ma la Soprintendenza non aveva dato l’ok? Vuol forse dire che qualcosa è cambiato tra la delibera approvata in consiglio e il progetto effettivamente messo in opera? Una domanda senza risposta. Bocche cucite. Dal Comune si limitano a rispondere che i lavori vanno avanti. Ma in che modo? Non si sa. Altro dilemma. L’assessore Maletti dice che il Pd si è sempre opposto al progetto. L’assessore Sitta nega. Chi ha ragione? La commissione paesaggio in sede di delibera auspicava strutture più leggere. Auspicio disatteso. E’ davvero andata così? E’ giunta l’ora di chiarire.

Ok allora proviamoci. Sandra Poppi mette a disposizione i numeri delle delibere di giunta che riguardano l’approvazione del programma di riqualificazione del Parco delle Mura e varianti.

sandra poppi 1

Sono sul sito del Comune scaricabili in pdf, non nascoste in archivi polverosi. Come si fa a resistere? Trovate, guardate tutte.

Francesca Maletti, aspirante candidata a sindaco di Modena nonché assessore nelle 2  giunte Pighi, ha votato a favore (voto palese e unanime) per 4 di queste 6 delibere.

Per le altre due (la prima e l’ultima) non ha votato perché assente giustificata. Tanto per chiarire, non ha votato per il documento “linee programmatiche e di indirizzo progettuale per la riqualificazione urbanistica e valorizzazione commerciale del parco delle mura” del 2007 e la “variante di aggiornamento del progetto preliminare – anno 2013”

Ha però votato tutto quello che c’era in mezzo compresa la delibera n 676 2012, la “variante di aggiornamento al progetto preliminare per l’attuazione del programma di riqualificazione urbanistica e valorizzazione commerciale del parco delle Mura” costituito da vari elaborati tra cui la scheda tecnica del chiosco tipo: ottobre 2012.

Per scaricare la delibera di Giunta cliccare qui.

Per vedere la scheda tecnica del chiosco tipo si può sfogliare la rivista qua sotto o scaricarla in pdf.

Alla luce di questo, qualsiasi dichiarazione sarebbe stata meglio di “L’ok definitivo io non l’ho votato.” Non significa niente altro che una presa di distanza tardiva. E si presta ad alcune semplici considerazioni :

– non ha votato in sole due occasioni perché era assente.
Se fosse stata presente avrebbe votato l’ok in modo palese e all’unanimità con i membri della giunta come tutte le altre volte. Non ci sono elementi per pensare il contrario;

– cavalcare il polverone mediatico e scaricare una giunta ancora in essere con cui si è lavorato per 10 anni, sindaco compreso, senza aver fatto uscire mai una dichiarazione contraria al progetto o parte di esso in tempi non sospetti è una mossa che in un qualche modo insospettisce riguardo il futuro.

Da molto tempo ormai internet consente a chiunque di ricercare informazioni, documenti e di produrre a sua volta altre e nuove informazioni da immettere in circolo. Pare che molti politici e aspiranti tali non abbiano ancora ben compreso la potenzialità dello strumento a disposizione di cittadini consapevoli a cui le dichiarazioni pubbliche e le promesse elettorali non bastano più.
Ogni atto compiuto dalla pubblica amministrazione deve essere disponibile in formato aperto e utilizzabile da parte di chiunque. Come già ricordato è la stessa Maletti che ne parla in suo manifesto elettorale.
1607033_1443783355853306_440907162_nLa trasparenza, l’accessibilità ai dati, agli atti sono il nuovo obiettivo della democrazia lungo il percorso di costruzione della città intelligente. In questo seno abbiamo semplicemente dimostrato come un cittadino qualsiasi, anche in una fase in cui gli open data non sono attivati, può controllare la veridicità delle dichiarazioni dei politici, specialmente in campagna elettorale. 

Non sarebbe stato meglio un onesto : “al momento mi era sembrata una buona idea”?

 

 

 

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