Smart City 

Modena città turistica? Percorso stazione Museo Enzo Ferrari

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Com’è essere un turista a Modena? Abitando qua diamo tutto per scontato, ma cosa vede una persona che per la prima volta decide di visitare la nostra città? E’ davvero così facile raggiungere il nostro centro storico? Come sono i cartelli, quali i percorsi turistici proposti? Ci sono luoghi privilegiati e luoghi escusi? Siamo andati un po’ in giro, entrando e uscendo da Modena sud e Modena nord, facendo finta di arrivare in treno, parcheggiando al Novi Park. Con una serie di piccoli video e post evidenzieremo quelli che sono problemi potenziali o reali e metteremo in campo alcune proposte fattibili, ancorate alla realtà e facilmente adeguabili alle nuove tecnologie che cambiano. La strada migliore è sempre la più semplice, quella che parte dallo stato delle cose e le modifica solo quel tanto che serva ad innescare circoli virtuosi tra commercianti, gestori di locali e residenti.

Cominciamo da una visita al Museo Enzo Ferrari.

stazione

Come arriva un turista a vedere il mef? Potrebbe arrivarci in treno, dal momento che è vicinissimo alla stazione. Arriviamo e ci guardiamo intorno. I problemi emergono subito. Il punto informazioni in stazione (un brutto gabbiotto esterno) è chiuso. Apre solo al mattino e noi siamo arrivati di pomeriggio. La chiusura non è l’unico problema, la sciatteria che circonda l’ufficio informazioni è inaccettabile.

Inaccettabile anche la situazione del percorso fino al mef, con il marciapiede sconnesso, i portici a dir poco inospitali, cartelli turistici poco visibili, cartine al rovescio e via Paolo Ferrari che nonostante un inizio di restyling resta sostanzialmente deserta.

All’uscita dal mef, non si trovano cartelli che invitino ad andare verso il centro e per come sono messi gli attraversamenti pedonali, chi torna verso la stazione per decidere se andare in centro o ripartire, rischia di non vedere nemmeno il Pitlane che rimane alle spalle. Questa situazione è invariata da due anni, dall’inaugurazione del mef.

Quindi cosa si potrebbe fare? Sicuramente potenziare i cartelli turistici evidenziandone anche la posizione perché i colori scelti (tortora/grigio), certamente non invasivi, li rendono praticamente invisibili. Poi ci vorrebbero dei percorsi ben evidenziati con frecce e distanze dei vari punti di interesse.

Per quanto riguarda i portici, le attività commerciali devono essere coinvolte se possibile nell’informazione turistica e nel rendere gradevole la camminata. Si può pensare ad un arredo urbano ad hoc, magari centrato proprio sul vicino museo (giallo, in modo da creare un percorso naturale). Se il percorso è chiaro, ben illuminato e ben tenuto, non si creano quelle situazioni in cui chi si ferma a guardare una piantina o lo smartphone si sente in una condizione di insicurezza.

Inoltre, la stazione deve avere un punto informativo al suo interno che funzioni sia con un operatore che con pannelli interattivi nel momento in cui l’operatore è assente o occupato. Deve esserci materiale informativo cartaceo e deve esserci la possibilità di raggiungere i siti dei musei attraverso codici qr . In questo spazio deve assolutamente essere offerta una connessione wifi gratuita e finalmente app per la città e per i principali musei. Bisogna tenere presente che il turismo e l’informazione turistica passano soprattutto da internet e sono consultate su mobile. A questo proposito abbiamo proposto diversi post su turismocome e fmcomunicazione.

Nell’ottica di una Modena smart city, il turismo non può essere lasciato fuori. E sono anche  i dettagli a fare di una città una città intelligente.

 


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