Parco Rimembranza 

Modena, i chioschi delle polemiche, il 55% vorrebbe dei chioschi prefabbricati in legno e metallo.

chioschiparco

C’è un sondaggio sulla Gazzetta di Modena a cui tutti possono partecipare in cui è possibile esprimere la propria opinione votando una delle soluzioni proposte.
E’ soltanto una raccolta di pareri che non ha valore sul piano scientifico ma che riteniamo estremamente indicativa di come la pensano i cittadini modenesi.
Attualmente soltanto un 11% dei votanti si dichiara favorevole alla costruzione dei chioschi come da modello proposto dal Comune. 

Un 8 % preferisce dei chioschi prefabbricati in ferro, ma soprattutto il 55% vorrebbe dei chioschi prefabbricati in legno e metallo. 
Da notare che un 16% toglierebbe completamente i chioschi e lascerebbe soltanto il parco. 

La vicenda dei chioschi nel parco delle mura è stata gestita nel modo peggiore dal Comune e dalla Soprintendenza. Come abbiamo già riportato la conferenza stampa dei gestori che sono stati costretti ad accettare l’imposizione del Comune ad investire sul progetto, non ha chiarito i tanti dubbi su una riqualificazione che prevede la costruzione di veri e propri locali (non più semplici chioschi) aperti tutto l’anno.
Noi pensiamo che oltretutto ci sia un rischio d’impresa elevatissimo e forse anche una controproducente concorrenza con altri locali del centro storico, mentre si sarebbe dovuto procedere alla realizzazione di un progetto complessivo di riqualificazione del centro insieme ai viali del parco. 

Ci dispiace vedere alcuni gestori che difendono in modo acritico la scelta del Comune, scelta bocciata clamorosamente dal sondaggio proposto dalla Gazzetta. A Modena abbiamo bisogno, dopo tanti interventi sbagliati voluti dall’amministrazione comunale, alcuni iniziati e abbandonati subito, di un progetto e di una visione complessiva della città del futuro.
Procedere con interventi scollegati tra di loro è un grave errore, è quello che si è sempre fatto e il risultato è sotto gli occhi di tutti.


Aggiungiamo il parere di Eugenia Rossi, tratto dal suo sito web.

Non finisco mai di stupirmi riguardo alla pervicacia dimostrata da questa amministrazione nell’eludere normative e mostrare disattenzione nell’esecuzione di opere architettoniche più o meno impattanti. Mi riferisco ai chioschi delle Mura di cui abbiamo sotto gli occhi il primo esemplare in viale Caduti in Guerra, esemplare a mio avviso contestabile e oggetto di una precisa interrogazione a cui ha regolarmente risposto l’assessore Sitta, assicurando l’assoluta regolarità del procedimento. Sembrava che tutto si riducesse ad una questione di estetica, per me comunque di primario valore in ambiente storico e paesaggistico ed ora scopriamo che c’è ben altro: è un pasticcio la costruzione che grava in parte sul demanio pubblico. E allora, al di là della soluzione del caso singolo, tutto il progetto dei chioschi delle mura si profila come esempio di sciatteria e faciloneria di una amministrazione che, qualsiasi operazione voglia compiere, è obbligata a verificare in tutti i suoi aspetti e invece scopre in corso d’opera le difficoltà e gli intoppi. E quindi, se la superficie appartiene in toto o anche in piccola parte al demanio, è indispensabile partire da questa situazione e procedere preventivamente ad un eventuale accordo con il demanio. esaminare poi la situazione vincolistica dello stesso terreno e, se la sovrintendenza, come ci ha assicurato l’assessore ha dato il permesso, sapere i limiti e assicurarsi, soprattutto visti i tempi lunghi della concessione d’uso, che sia sottoposta e vistata dalla Direzione Regionale. In parole povere, per il progetto la parola passa al Ministero, che magari sarà favorevole, vista la “manica larga ” adottata negli anni recenti, ma che comunque non può essere bypassato.

Una preoccupazione ulteriore resta comunque l’attuale federalismo demaniale, un vero e proprio caos, che se poteva essere auspicabile in via di principio, rivela già i suoi limiti e le sue confusioni, per cui anche il rapporto tra competenze comunali, regionali e statali, invece di essere agevolato si dimostra un dedalo confuso e foriero di gravi imprecisioni e difficoltà, soprattutto normative.

Non ci resta quindi che chiedere la presentazione del progetto in commissione e consiglio comunale e comunque sperare in una assunzione di responsabile chiarezza da parte della amministrazione che, purtroppo anche in questa occasione si è dimostrata carente e disattenta alla qualità del suoi interventi.

Eugenia Rossi

 

 


 

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