Balordaggini Parco Rimembranza 

Clark Kent, la dinamite e gli ecomostri di Modena

imagesDormito male, svegliata peggio.

Prendo un caffè doppio e penso.

Se avessi un po’ di dinamite e Clark Kent dalla mia, Modena cambierebbe faccia in un attimo. Certo non sarebbe un’azione democratica ma tanto poi, come dice anche Prampolini, alla fine i cittadini sarebbero contenti.

Fermerei i cantieri nel parco delle Rimembranze subito, metterei sotto i ragazzi del Venturi e del Guarini che dovrebbero progettare dei chioschi eleganti, leggeri, smontabili e il meno visibili possibile di giorno. Di notte sarebbero le luci a dare risalto alle costruzioni.

Come premio potranno disegnare per loro un locale esattamente come lo vorrebbero recuperando le vecchie acciaierie sulla Nonantolana. Un paio di tecnici comunali controllerebbe l’aspetto stabilità e la sismica.

Chiamerei un giovane paesaggista, gli farei girare tutti i giardini del mondo in un mese e gli farei mettere a posto il parco e le luci assieme ad un botanico esperto e a un elettricista in gamba. Via tutto l’asfalto, anche dalle ciclabili.

Mi sposterei ai giardini Ducali e lo stesso paesaggista (gli abbiamo pagato il giro del mondo quindi adesso lavora per noi finché non ha finito), assieme al botanico e all’elettricista farebbe il progetto per la sistemazione di verde, luci e vialetti.

Nel frattempo io e Clark Kent tireremmo giù il palazzone dietro ai giardini.

Visto che siamo da quelle parti prendiamo i progettisti dei palazzoni sulla rotonda della Nonantolana e li scuotiamo nel vuoto un attimo finché si convincono che è meglio togliere subito i mattoncini rossi. Il tempo di riportarli a terra e sono d’accordo con noi. E già che ci siamo con qualche candelotto tiriamo giù le palazzine nuove dietro al  Mef e tutto il parcheggio di fianco al ponte sulla Nonantolana. Il paesaggista non ha finito, deve progettare un parco nel posto che rimane vuoto.

Facciamo un salto in comune e li convinciamo con le buone, scuotendoli fuori dalle finestre per un paio di minuti al massimo,  a finire il Parco Ferrari esattamente come Jellicoe l’ha  progettato. Ci portiamo anche l’elettricista così vede come sistemare l’impianto di illuminazione per portare fuori il cane.

E i soldi?

Ma dobbiamo fare tutto io e Clark Kent?

Nel frattempo i ragazzi avranno finito i progetti. E noi abbiamo finito la dinamite. E i manufatti nel parco delle Rimebranze come li tiriamo giù?

Nessun problema.

Giacobazzi ha dichiarato a Radio Radicale davanti ad Oliviero Toscani, Lo Savio e ormai tutto il web che sono rimovibili. Quindi ci fermiamo in ferramenta, prendiamo delle brugole, uno svitatore elettrico, una bella cassettina con tutto dentro, ci fermiamo a prendere l’assessore e lo portiamo direttamente al parco.

Noi ci mettiamo lì con una birra in mano e lo guardiamo mentre li smonta.

Donatella Franchi


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