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Primarie PD: viva San Seggio


barbolini pighi

Beh, il primo commento che mi viene è che Pighi e Muzzarelli dovrebbero accendere un cero a San Seggio. Pighi è stato salvato dal ballottaggio per 130 voti dopo che un seggio delle scuole Carducci fu chiuso per quasi 4 ore (dalle 20 a oltre le 24). La vittoria di Muzzarelli viene dal seggio 2 dove votavano ordinatamente gli extracomunitari (che tra l’altro non hanno diritto di  voto alle amministrative), coordinati e controllati da fidi pasdaran muzzarelliani. Nel seggio 2 i votanti sono aumentati miracolosamente del 300%, rispetto alle primarie del 2013, mentre in tutti gli altri seggi sono calati del 50%. Identiche le risposte delle commissione di garanzia del tribunale, caso Pighi, e del partito,caso Muzzarelli, che non vi sono “elementi per assumere alcuna determinazione”. Miracoli che può permettersi solo il PCI, scusate PD

Ma passo alle cose serie perché dalle  primarie in casa PD esce una sentenza preoccupante. Possibile che nel momento in cui a livello nazionale si assiste ad un tentativo di cambiamento, di dare una spinta nuova a questo Paese, a Modena, dove più che altrove c’è bisogno e richiesta di nuovi comportamenti, di nuove persone, di nuove idee, si debba dare fiducia a chi ha iniziato a fare il sindaco PCI di Fanano nel 1980? Se la sentiranno i piddini che hanno votato la Maletti? E’ questa la risposta a chi chiede di rompere un monopolio politico che ha portato Modena alla  rassegnazione di fronte a degrado, insicurezza e crisi irreversibili? E’ questa la risposta innovativa da dare a coloro che si sono allontanati dal voto delusi dalla politica?

Questo netto  spostamento a sinistra  è un pessimo segnale, antistorico, che però apre una voragine al centro, che va colmata adeguatamente calando nel presente i temi e le istanze dei cittadini modenesi che chiedono il rinnovamento urgente della politica. Il rischio è la disaffezione alle urne e il conseguente via libera ai grillini. Cosa succederà all’elettorato di centro, fatto di gente operosa, di giovani ricercatori che si occupano di innovazione, di lavoratori, di famiglie, chi potrà chiedergli la fiducia guardandolo negli occhi e assicurandogli la realizzazione delle sue speranze?

Certo queste primarie definiscono un panorama antico, impensabile fino a pochi giorni fa, ma finalmente le bocce sono ferme. Sappiamo esattamente chi è l’avversario da battere se vogliamo dare un futuro a Modena. Oggi, questo risultato rende Modena contendibile alla sinistra. Dobbiamo solo impegnarci a individuare chi ha l’autorevolezza per unificare  la grande area dei moderati modenesi e condurla allo scontro con l’obiettivo di vincere.

Questa volta è possibile.

Gian Carlo Pellacani, capogruppo UDC in Consiglio comunale di Modena

 


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