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Primarie PD: la vergogna!

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La superiorità etica e morale della sinistra sprofonda nella vergogna! Non ci può essere altro che biasimo e indignazione. Non capisco come mai sulla gravità delle denunce non ci sia ancora nessun fascicolo aperto in procura.

A Reggio Emilia per la fotocopia di quanto successo a Modena c’è! E non capisco come mai nel PD si giochi a scaricabarile tra il segretario e il Collegio di Garanzia: l’inchiesta è chiusa dice il primo, siamo a disposizione il secondo. Il segretario è nella confusione totale. Cosa aspetta per tutelare partito, persone e cittadini a sospendere i presunti responsabili di quella che può diventare la caporetto del PD, e non solo una farsa come qualcuno l’ha definita. E’ lotta spietata e senza esclusione di colpi fra chi vuole imprimere una svolta e i difensori dei poteri forti, fra chi vuole fare politica vera e chi pensa agli affari.

Chi vincerà a Modena? Se si continua così i grillini.

Ma il dubbio è che nessuno possa oramai tutelare un partito, il PD, che non c’è più, liquefatto, nel quale non possono più riconoscersi coloro contro i quali è stata messa in scena una spregevole operazione che, a quanto sembrano affermare alcuni testimoni, non può che essere definita di puro stampo mafioso. Così è  lo sfruttamento della fame, della povertà. Cosa immaginare  di peggio? Certo non è stato fatto un buon servizio alla causa degli immigrati. E’ questo ruolo di subalternità, di affiancamento che la sinistra prefigura per loro? E in questo modo che vogliono dare loro il diritto di voto?

Ahimè, la disperazione mi assale quando vedo coloro che da sempre si sono opposti al PD, almeno per tradizione, paralizzati davanti alla più ghiotta occasione degli ultimi settant’anni. Divisi, impacciati, senza guida, incapaci di dialogare, di trovare la quadra ad una situazione favorevole, insperata e irripetibile che i clamorosi autogol della sinistra gli sta offrendo su un piatto d’argento.

Oggi, ho l’impressione che ci siano tanti voti, e non solo al centro, disposti a sostenere la buona causa del cambiamento. Modena è una città infiacchita che non riesce a trovare una meta, rallentata da amministrazioni condizionate dai potentati economici. Ha bisogno di una spinta per riprendere la strada del superamento delle contraddizioni e difficoltà, per ritrovare coesione sociale e una nuova capacità progettuale, per ridestare entusiasmi ed energie. Cercasi leadership che la faccia sperare.

Gian Carlo Pellacani, capogruppo UDC in Consiglio comunale di Modena


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