Riqualificazione urbana a Parigi: il Parco André Citroën

A Modena si costruiscono delle autentiche porcate urbane, basta citare per tutte il Novi park, un brutto garage sotterraneo ricoperto da una archeopatacca, il ponte ciclabile all’incrocio della tangenziale con  via Emilia Est, prima e dopo non ci sono le ciclabili, i chioschi di cemento in stile bulgaro lungo il Parco della Rimembranza.
Nel resto del mondo al contrario la riqualificazione urbana è una cosa seria e i risultati sono sorprendenti.
Il problema è grave dato che noi viviamo a Modena. 

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Il Parc André Citroën di Parigi è uno dei primi esempi europei di riqualificazione urbana e tra i più conosciuti a livello internazionale. Si tratta di 14 ettari affacciati sulla riva sinistra della Senna, nel XV arrondissement, precedentemente destinati alla sede della casa automobilistica Citroën, operativa dal 1915 al 1970.

L’area (anticamente corrispondente al piccolo porto di pescatori di Javel) è stata inclusa nella politica di urbanizzazione della Capitale e, sulla base di un concorso internazionale, è stata rasa al suolo, livellata con l’apporto di 43 000 m³ di terra e riqualificata intorno a un grande parco, con la costruzione di un ospedale, di uffici e alloggi che vi si affacciano. Il parco, che mescola suggestioni spaziali e d’assetto della tradizione francese (i modelli di spazi pubblici ortogonali alla Senna) alla tradizione dei parchi inglese e giapponese, offre una splendida vista sulla Senna ed è l’unico spazio verde della città direttamente aperto sul fiume con i suoi prati, fontane, serre, alberi e piante perenni.

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Opera dei due gruppi di paesaggisti francesi vincitori ex-aequo, Gilles Clément, Alain Provost con gli architetti Patrick Berger, Jean -François Jodry e Jean – Paul Viguier, il progetto è disposto perpendicolarmente al fiume e suddiviso in tre grandi sezioni tematiche, ciascuna con le sue caratteristiche: ilJardin Blanc (giardino bianco, dedicato alle passeggiate e al gioco, prende il nome dalle nuance della vivace vegetazione), il Jardin Noir (giardino nero, dal colore degli arredi in granito nero e della vegetazione fitta di pini e rododendri, che ospita al suo interno ben 64 giochi d’acqua) e il grande prato rettangolare, in posizione centrale, attraversato da un percorso diagonale alberato, attorno al quale gravita il tutto.


Il prato su uno dei lati più lunghi è delimitato da un canale monumentale, ilfuturistico Jardin des Métamorphoses, (attrezzato con torri di guardia e passerelle pedonali) e, se da un lato lambisce l’argine della Senna, dal lato opposto confina con un basamento animato da giochi d’acqua, sul quale si affacciano due grandissime serre (padiglioni alti 15 metri e lunghi 45), l’una destinata al giardino mediterraneo e l’altra all’orangerie, con collezioni di piante rare ed esotiche.

Sul lato nord completano la serie di spazi verdi i 6 giardini seriali, piccoli giardini numerati e chiusi da rampe e giochi d’acqua, completamente diversi l’uno dall’altro per uso dei materiali, arredi e vegetazione. Ogni giardino per una lettura analogica è basato su proprie corrispondenze, cioè associato a un differente pianeta, giorno della settimana, metallo, organo sensoriale (compreso il sesto senso), tipo di canalizzazione dell’acqua, che come avrete capito, qui è onnipresente. Ad esempio il giardino verde, ricco di piante acquatiche, è collegato a Giove, quindi al Giovedì, allo stagno, al senso dell’udito e all’acqua di sorgente.

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Nel Parc Citroën per la prima volta in un progetto pubblico Gilles Clément realizza il suo Jardin en Mouvement (giardino in movimento): un giardino urbano dove i prati naturali e le erbe selvatiche crescono libere di muoversi dove le porta il vento, secondo i ritmi biologici delle stagioni, modificando nel tempo l’ambiente seguendo cicli vitali che il giardiniere deve comprendere, rispettare e favorire con il suo operato.

In questo paesaggio, fondato sui principi della regola compositiva e del movimento ciclico e biologico della vegetazione, sintesi perfetta tra piante, fiori, acqua ed elementi architettonici in vetro, acciaio, legno e pietra, il visitatore trova continue sorprese frammiste ad aree dedicate al relax o al gioco dei bambini. Un pallone aerostatico offre la vista a volo d’uccello sul giardino e sulla Capitale. Soprattutto in estate, il prato centrale è molto utilizzato per soste e picnic, mentre i giochi d’acqua del Parc Citroen, diffusi un po’ ovunque, consentono ai cittadini di rinfrescarsi dalla calura.

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