Parco Rimembranza 

Chioschi bunker: puntuale smentita punto su punto al sottosegretario ILARIA BORLETTI BUITONI

danni ambientali chioschi modena

RISPOSTA alle DICHIARAZIONI  RILASCIATE  alla stampa locale dal SOTTOSEGRETARIO ILARIA BORLETTI BUITONI a cura di Gaetano Galli.

Leggiamo con stupore ed assoluta incredulità le dichiarazioni rilasciate dal Sottosegretario ai Beni Culturali On. Ilaria Borletti Buitoni, quando afferma “ le nostre autorizzazioni sono state strumentalizzate politicamente, mentre abbiamo accolto positivamente il principio di riqualificazione della zona, posta in posizione infelice”.

Cerchiamo di fare verità: “la zona “ non è altro, purtroppo per Lei Onorevole,  un bene denominato Parco delle Rimembranze,  che la Direzione Regionale del Ministero dei BB. CC., di cui sempre Lei è in questo momento Sottosegretario, nell’ottobre del 2005  per precisione il giorno 11,  ha dichiarato, con DECRETO , DI  INTERESSE CULTURALE, ai sensi degli artt. 10 comma 1 e comma 4 e 12 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n.42 e quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto Decreto Legislativo.

Per quanto riguarda  la ” posizione infelice”, le Sue affermazioni forse risentono dell’effetto del  disegno ben concepito dalla Pianificazione Territoriale e Trasformazione Edilizia del Comune di Modena  che , nell’intento di sminuire volutamente agli occhi della Soprintendente GRIFONI,

la qualità e l’importanza storica del Bene , lo ha sempre definito impropriamente e volutamente in tutti i progetti presentati alla Soprintendenza di Bologna, “Parco delle Mura” così da evitare il più possibile, nei titoli del progetto, di andare col pensiero ai divieti imposti dai vincoli di tutela ,

che il termine Rimembranza, avrebbe indotto.  

Per quanto concerne, il film preciso che Lei dichiara essersi fatta fare dalla struttura del direttore  regionale Carla Di Francesco, se i funzionari che hanno relazionato alla Di Francesco, sono gli stessi, che sono venuti a Modena a “ verificare” i cantieri, allora , siamo in una botte di ferro ;

basti pensare che non si sono nemmeno accorti che le strutture del Chiosco Ex Tosco di Andrea Galli, erano in CEMENTO ARMATO ( PILASTRI E FONDAZIONE A PLATEA), mentre la relazione tecnica del progettista  Arch. Maria Carolina Arletti  che ha avuto nulla osta ed approvazione  dalla Soprintendente Grifoni dichiarava: I pilastrini saranno  in tubolare di acciaio  in laterizio ed intonacati , mentre le fondazioni sono a plinti isolati e collegati da un cordolo!

Credo  pertanto che sia stato molto difficile, se non impossibile per Lei ,farsi di conseguenza una “chiara opinione sul ruolo rivestito dalla Soprintendenza a questo riguardo” come dichiara.


Ho verificato come  molti   atti e documenti progettuali , faticosamente reperiti dalla Consigliera Luigia Santoro al Comune di Modena, non siano mai giunti ( anche perché molti di essi mai richiesti) all’esame della Sua Soprintendenza, che ha finito con rilasciare autorizzazioni (che peraltro non poteva, costituendo le opere in progetto, INTERVENTI VIETATI  come Lei sa benissimo in base all’art. 20 del D.Lgsvo sopraccitato ) senza conoscere appieno e approfonditamente quanto approvava. (con favorevole riscontro, peraltro dal Comune di Modena).

Il risultato finale, mi creda Signor Sottosegretario è che a tutt’oggi ,  la Sua Soprintendenza ha approvato progetti di opere, senza averne vagliato aspetti fondamentali e di importanza primaria ( penso agli scavi per impianti gas, acqua , elettrici, gas metano , fosse Imhoff. degrassatori per deiezioni cucine , scavi per pavimentazioni sulle aiuole, scavi di fondazione, cementificazione di zanche di ancoraggio strutture di base per pilastri in acciaio e così via ..) quando dette opere si debbono realizzare in un parco , per di più storico .

Per di più , e questo si  evince  dalle affermazioni della Soprintendente, la situazione e la confusione nella  pratica a  Bologna deve essere ormai tale, che non si sa più nemmeno per che cosa si è rilasciata l’autorizzazione e  che cosa invece non si è approvato.

Per quanto riguarda” il luogo degradato “, non è buon motivo , essendo degradato adibirlo a funzioni commerciali di ristorazione al fine di recare cosi’ pregiudizio alla conservazione di quel che rimane. (Art. 20 . Interventi vietati).   

Quanto al cemento armato con funzioni e necessità antisismiche,  i cittadini modenesi hanno capito benissimo , che il tema non è pertinente ( vedasi strutture  Chiosco Bobotti .

Quando assicura poi che non c’è  alcun problema al verde ( i suoi funzionari Le debbono aver detto anche questo) , esiste una ampia  completa  ed esauriente documentazione fotografica  (circa 150 fotogrammi in formato A4 + n. 5 filmati video degli escavatori in funzione nel Parco)  acquisita dalla squadra investigativa della Procura, che ritengo Lei non abbia mai  visto, al contrario di tanti cittadini modenesi, per cui le consiglio di essere molto prudente nel rilasciare tali dichiarazioni

Contrariamente a quanto Lei afferma , Le assicuro che negli  atti della Soprintendenza, non è per niente tutto regolare, basta che Lei faccia l’umile sacrificio di documentarsi meglio e più compiutamente , senza prestar  fede a quanto Le hanno esposto i suoi  tecnici (che hanno dormito , ma  per 7 anni ?) per comprenderlo e farsene una ragione. I modenesi ormai tutti lo hanno già capito benissimo.

Che poi Lei , scambi e voglia ridurre ad una faida politica o polverone da campagna elettorale, come l’Amministrazione modenese vorrebbe, per far archiviare velocemente e finire nel dimenticatoio lo  scempio di un Parco naturale storico vincolato dal Suo Ministero dei BB. CC. , ci fa sorridere e ci induce a pensare come proprio  non abbia ancora capito qual è il vero problema.

Forse se scambia due chiacchiere  sull’argomento  con un qualsiasi cittadino , prendendo un caffè in un bar di Modena , avrà certamente informazioni dirette e spontanee che le permetteranno di valutare diversamente le cose. 

Modena , 2 aprile 2014                                                                    Gaetano Galli


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