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San Francesco e i giochi dei bei tempi andati

san fracescoHo letto sulla Gazzetta di Modena la risposta dell’associazione di strada Sanfra (San Francesco) alle critiche mosse dall’ing. Galli all’iniziativa che ha portato un gonfiabile per bimbi e una casetta in legno che cucina crêpes e frittelle davanti alla chiesa di San Francesco.

Onestamente non so se devo ritenermi più sconcertata o divertita per il tono risentito utilizzato dal presidente dell’associazione. E’ come ascoltare un dialogo tra sordi. Galli se la prende con la qualità dell’iniziativa, con l’opportunità di inserire una casetta di legno e un enorme scivolo gonfiabile di fronte alle facciate della chiesa di San Francesco e del palazzo settecentesco Lolli-Venturelli, l’associazione di strada risponde rivendicando la riqualificazione della zona, la scomparsa degli spacciatori e il ritorno al gioco semplice e pulito dei bei tempi andati.

Diciamo subito che gonfiabile e casetta non rappresentano un pericolo per la piazzetta in cui sono inseriti perché completamente rimovibili.

Mi vengono tuttavia in mente alcune domande per l’associazione di strada e l’assessorato al centro storico.

Voglio premettere che non ci sto alla polemica sul diritto dei bambini ad avere un sano divertimento. Utilizzare questo argomento è una strumentalizzazione bella e buona in una città come Modena fornita come poche di spazi per i bimbi. Non stiamo parlando di un quartiere completamente cementificato e privo di qualsiasi posto in cui giocare: siamo a 50 metri dal parco. E non saranno i gonfiabili a riportare in vita il modo sano di divertirsi di una volta visto che quello presupponeva una libertà di movimento da parte dei bambini che purtroppo è scomparsa da tempo assieme alla possibilità di stringere nuove amicizie in modo autonomo.

Ma veniamo alle domande

Primo. Quali sono esattamente i compiti e gli obiettivi di un’associazione di strada? La rivitalizzazione? Benissimo, ma gli interventi non dovrebbero perdere di vista che si agisce per conto di commercianti e gestori di locali e quindi la rivitalizzazione dovrebbe portare gente dentro i negozi oltre che intorno. Non credo che queste associazioni siano nate per mettere in piedi una specie di dopolavoro condominiale.

Secondo  Sicuri che quell’intervento sia adatto al target della clientela che frequenta i negozi di Canalchiaro? Verificati i numeri? A gonfiabili aperti ci sono più clienti? Non era questo l’obiettivo?

Terzo Modena si pone come una città turistica. Non sarà sfuggito all’associazione e ai residenti che Canalchiaro non è tra i percorsi consigliati dal Comune per i turisti. Non sarà sfuggito neanche che la mappa turistica davanti alla banca è rivolta solo verso la strada e non verso il marciapiede ne’ che la fontana di San Francesco avrebbe bisogno di manutenzione. La qualità delle informazioni turistiche dovrebbe preoccupare e parecchio l’associazione della strada che porta direttamente al sito Unesco.

Quarto. Quanto le iniziative che vengono prese sono in grado di coinvolgere positivamente il primo pezzo di Canalchiaro davanti alla Banca Popolare in cui quasi tutti i negozi hanno il cartello affittasi?

Quinto Ci sono sinergie tra Canalchiaro e le altre associazioni di strada? Mi spiego meglio. Modena ha un centro storico piccolo, ogni iniziativa dovrebbe prevedere vantaggi per chi la organizza ma anche coordinarsi con il resto della città antica. Quali iniziative possono dire di aver raggiunto questo risultato? Esiste il richiamo per esempio ad un’altra iniziativa in Sant’Agostino,  in Via Farini o altro  che stimoli chi si ferma in San Francesco ad andare a vedere anche dall’altra parte percorrendo tutto Canalchiaro? Sono chiare le dinamiche che spingono la gente a passere in massa da una sola parte della strada?

E’ possibile che l’associazione Sanfra si sia data grandi obiettivi, ma passando adesso in San Francesco si vedono solo un gonfiabile da fiera di paese, una baracca che vende frittelle, una serie di bidoni del rusco (però con un design niente male) che hanno tolto per sempre la possibilità di fotografare in modo pulito la facciata di palazzo Lolli-Venturelli, persone che bivaccano sulle panchine e ovviamente bimbi che vanno su e giù dal gonfiabile. Non ci si può lamentare se chi passa a volte si ferma e si chiede: “ma questo cosa vorrebbe rappresentare?…”


 

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