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La verità del 07/04/2014 sulle costruzioni di via Canizzaro

via cannizzaro

Dal sito di Eugenia Rossi pubblichiamo.

Dato che tanti hanno parlato senza spiegare, ci teniamo a fare chiarezza su tutto quello che abbiamo presentato e le motivazioni di ciò in merito alla Delibera che prevede la costruzione di edifici in via Cannizzaro.

Innanzitutto inseriamo qui sotto l’Emendamento presentato da EUGENIA ROSSI ub corsa di seduta consigliare:

PROPOSTA DI EMENDAMENTO ALLA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE ” Provvedimento di iniziativa popolare, proposta di deliberazione Consiglio comunale ai sensi dell’art.11 dello Statuto comunale del comune di Modena ” prt.gen.40441

Sostituire il punto ” 4  di bloccare qualsiasi ipotesi di trasformazione urbanistica e di edificazione sulle aree dei campi acquiferi di via Cannizzaro e via Aristotele”

con ” 4 di impegnare l’amministrazione a non elaborare , non approvare e non dare corso ad alcun piano urbanistico di attuazione delle previsioni urbanistiche relative alle aree di via Cannizzaro e via Aristotele interessate da campi acquiferi ”

Eugenia Rossi

Etica e legalità

di seguito la DICHIARAZIONE IN SEDUTA CONSILIARE DOPO INTERVENTO DEL SINDACO A SOSTEGNO DEL LORO ORDINE DEL GIORNO

Si è miseramente consumata la fine della grande illusione della delibera di iniziativa popolare sulla richiesta di non dare corso ad alcun piano urbanistico nelle aree di via canizzaro e via aristotele . La grande illusione è diventato il grande inganno politico ad opera del Pd e di quanti si schierano con esso alle future elezioni. A partire da sel. .  nella ripetizione di un film già visto di appoggio alla politica urbanistica di questi ultimi 10 anni.

Ancora una volta sento il dovere morale, prima ancora che politico, di avvisare quanti credono alle promesse degli slogan non suffragati dalle azioni concrete e dalla responsabilità individuale di operare con coerenza da parte dei consiglieri comunali di non farsi incantare dalle false sirene e dalle false promesse. Tocca ai cittadini, e dico cittadini, non sudditi, assumersi a loro volta la responabilità di non cerdere per fede ma valutare gli atti giuridici precisi, e non le promesse, che soli tutelano la loro volontà di indirizzo e di scelta.

Nella riunione dello scorso giovedì, alla presenza di Giacobazzi, abbiamo sollecitato la presentazione e la votazione della delibera di iniziativa popolare , con una serie di motivazioni a nostro avviso chiare che pensavamo condivise dai firmatari. Invece sono stati sufficienti meno di cinque minuti dopo che abbiamo lasciato il tavolo, il tempo per me di mettermi il cappotto, per ritrovarci una decisione che stravolge tutto il significato di quella delibera e del dibattito di mesi se non anni: Trande , Favarin e Silingardi hanno deciso di sostituire la delibera con un ordine del giorno. Opla. Funambolismo politico di grande rapidità, non c’è che dire. Non contesto il diritto di cambiare idea o anteporre gli equilibri di un partito travagliato da una crisi senza precedenti specie a livello locale ai precedenti impegni sottoscritti con tanto di firma con i cittadini. Io non lo farei mai ma ormai assistiamo a una mancanza di coerenza politica in seno ai partiti che disorienta, ma di cui ognuno si assume la responsabilità e che forse verrà anche premiata dalla diffusa credulità collettiva.

Ma per chi volesse chiarimenti sulla operazione dal punto di vista giuridico e amministartivo specifico quanto segue .

1 la partecipazione non è un elastico da tirare a seconda delle circostanze ma un diritto , come stabilito dallo Statuto all’art 4, comma 2 , che recita ” il Comune assicura il diritto a partecipare alla formazione delle proprie scelte politico amministrative , secondo principi e forme stabilite dallo Statuto”

2 i tempi prescritti per esame e presentazione sono prescritti sempre dallo Statuto , art. 11, comma 2 , che recita” le modalità di esame e i tempi di risposta sono previsti dal regolamento e comunque non possono superare i 90 giorni” .( e si sono aspettati più di 5 mesi per presentare la delibera ! ) Già questa è una grave inadempienza.

3 la delibera, di per sè chiara, può comunque essere emendata , come io ho fatto, per renderla giuridicamente più puntuale , in base al Regolamento del consiglio comunale che assegna ai consiglieri tale facoltà: art. 3, comma 1 per cui i consiglieri possono “presentare emendamenti alle proposte di deliberazione poste in discussione e votare su ciascun oggetto all’ordine del giorno” art. 4 , comma 1, per cui ” ciascun consigliere ha il diritto di presentare al consiglio proposte di deliberazione relative ad oggetti di competenza del consiglio stesso “. E tra i firmatari figurano alcuni consiglieri tra cui la sottoscritta .

Ma ancora più importante chiarimento che la delibera è ben diversa dall’ordine del giorno con cui la maggioranza avrebbe  vorrebbe racconatre ai cittadini che si tratta della stessa cosa. Attenzione dunque:

La delibera è un atto amministrativo avente forma giuridica VINCOLANTE PER L’AMMINISTRAZIONE . Per renderla non operativa occorre un nuovo atto deliberativo dello stesso organo che la revochi

L’ordine del giorno è una manifestazione di volontà politica che non comporta alcun vincolo nè giuridico nè amministrativo.

E ne  abbiamo visti tanti casi , a partire dall’ODG sugli inceneritori diventati carta straccia . Come sarà questo. Crederci è come credere all’elitropia del Boccaccio!

ed ecco infine le CONSIDERAZIONI SULLA LORO DELIBERA DA ME OVVIAMENTE RESPINTA PERCHE’ FUORVIANTE DELLA VOLONTA’ DELLA DELIBERA POPOLARE

Che è successo poi?

il sindaco ha sostenuto con forza e assicurato, seguito da Trande, che un ordine del giorno ha la stessa forza vincolante di una delibera. Affermazione che ho smentito con tutta la capacità di informarmi autonomamente senza credere alle favole .

A quel punto, e solo a quel punto, Trande e SEL hanno proposto di ritirarsi per elaborare un nuovo emendamento che recepisse il loro ordine del giorno, in cui, oltre a modificare i punti 1 e 2, si sostituisce il punto 4 con la presente dicitura: “NEL RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI, DELLE MOTIVAZIONI E DELLE PROCEDURE IMPOSTE DALLA LEGGE di bloccare l’edificabilità delle aree di via Cannizzaro e via Aristotele”.

CHE RESTA IN VIGORE LA TRASFORMAZIONE DELLE AREE F IN RESIDENZIALE VOLUTA DALLA MAGGIORANZA PD e successive delibere comprensive delle aree di Via Cannizzaro e Aristotele votate da tutta la maggioranza. Chi vuole può controllare gli atti pubblici sul sito del comune.

Naturalmente è stato respinto il mio emendamento che rafforzava il punto 4: “impegnare la amministrazione a non elaborare, non approvare, non dare corso ad alcun piano urbanistico di attuazione delle previsioni urbanistiche relative alle aree di via Cannizzaro e Via Aristotele interessate da campi acquiferi”. Credo che la differenza sia assolutamente evidente. Emendamento che tutelava completamente l’area e che è stato respinto da SEL e PD

Resta un testo assolutamente fuorviante delle intenzione dei firmatari della delibera popolare, sottoscritto da PD, SEL e Forza Italia. Questa è la maggioranza inusitata.

Leggere sulla stampa le auto celebrazioni di Trande e Silingardi, a partire dalla forza giuridica della delibera, che io ho comunque preteso e attaccare la mia persona come quella che ha tradito la volontà popolare è roba che fa tremare i polsi a qualsiasi persona.

Roba che mi fa addirittura rimpiangere Sitta che, almeno, era una controparte chiara e responsabile nell’assumersi le sue responsabilità politiche . Al peggio non c’è mai fine … aggiungo che, amando rivolgermi a cittadini pensanti che sanno leggere scrivere e pensare, li invito a confrontare con attenzione gli atti, a pensare con attenzione ai modi e a leggere, tra qualche giorno la registrazione della seduta, che pubblicherò sul sito.

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