Parco Rimembranza 

La voce degli alberi e del Parco ferito , è stata ascoltata

parco della rimembranza

Pubblichiamo una nota a cura di Gaetano Galli, ambientalista, a cui tutti i cittadini modenesi dicono grazie per l’impegno e la competenza dimostrata nella difesa di un bene comune: il Parco della Rimembranza che questa amministrazione comunale voleva riempire con dei capannoni industriali. 

Alla  grande soddisfazione  con la quale accolgo la notizia del  rigetto del Ricorso del Comune di Modena – Chioscai ( guidati dal Capolista di una lista di opposizione  Andrea Galli), da parte del Tribunale del Riesame, dopo la già avvenuta  richiesta di sequestro avanzata dalla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Modena e la successiva  Convalida del provvedimento di sequestro da parte del Giudice per le Indagini Preliminari, si associa la  grande preoccupazione per gli esemplari di Cedro dell’Hymalaia  e Gingko Biloba  pesantemente danneggiati, (alcuni bisognosi di interventi urgenti da svolgere assieme a verifiche statiche di stabilità ) ai Taxus baccata mutilati , allo scempio del verde in generale assieme  alla  enorme quantità di terreno vegetale sottratto al Parco, portato alle discariche e sostituito con inerte e cemento armato.

Danni evidenti, documentati inequivocabilmente al Procuratore Capo Dott. Vito Zincani , negli esposti dei cittadini modenesi , MA SEMPRE NEGATI  dalla Soprintendente ai BB. AA. e per il Paesaggio dell’ Emilia  Dott. Paola Grifoni, sostenuta dalla Direzione Regionale del Ministero dei BB. CC. Arch. Carla Di Francesco, (attualmente sotto inchiesta) e incredibilmente dall’Ex Presidente del FAI ed ora Sottosegretario al Ministro dei BB. CC. On. Ilaria Borletti Buitoni.

Esprimo grande fiducia nell’operato della magistratura, che  farà il suo corso, individuando ne sono certo responsabilità e correità in questa brutta storia per la nostra città , pagina molto buia dell’Amm.ne Comunale a guida Giorgio Pighi , ma ancor di più per Chi era  preposto alla tutela dei Beni Architettonici e  per il Paesaggio dell’Emilia e non ha mosso un dito per fermare lo scempio di un Parco naturale storico vincolato, anzi ha sempre affermato nel corso delle verifiche del progetto proposto per il rilascio dei Nulla Osta e nelle visite compiute sui cantieri, durante la costruzione dei “ chioschi” : TUTTO REGOLARE!

Erano queste affermazioni non vere , che hanno portato peraltro il danno a concepirsi, compiersi ,   svilupparsi ed estendersi, finchè  non è stata ascoltata dalla Procura, la voce degli alberi e del Parco portata da tanti  cittadini modenesi che hanno firmato gli esposti .

Oggi la magistratura  ha detto basta e lo scempio è stato fermato.

Adesso, si puo’ finalmente pensare al Parco, ai suoi alberi ed al suo verde . I rivestimenti dei pilastri   di pietra travertino, per nascondere e mimetizzare il cemento armato,  i vari colori Ral  ed i dettagli tanto cari , quanto inutili, caldeggiati  dalla  Soprintendente  Dott. Paola Grifoni  vanno finalmente in soffitta . Alla Dott. Paola Grifoni, voglio ricordare che il bene da tutelare , da difendere nella sua integrità  ed al quale dedicare tutte le attenzioni, era il Parco naturale con le sue piante e d il verde e non i fabbricati “ chioschi” in costruzione , peraltro inedificabili in un Parco.

Adesso per il Parco si può finalmente  cominciare a pensare come ridare vita al verde, curandone le ferite, seguendolo amorevolmente , con una costante ed assidua manutenzione (non dimenticandolo per molto tempo, per poi mutilarlo ogni tanto con potature improvvide)  espellendo e rimuovendo superfetazioni ed abusi , peraltro ancora presenti.

Poi se è possibile,  nel progetto di  restauro atto a recuperare  il disegno  dell’impianto storico originario , collocare qualche piccolo chioschetto , non di certo con fondazioni in cemento armato sulle aiuole,  non di certo con funzione di  ristorante, tavola calda o pizzeria, e canne fumarie  sotto i cedri, non certo con tavoli e sedie degli avventori collocati  sulle aiuole, ( soprattutto se  pavimentate allo scopo, con porfido) si  vedrà . Sempre comunque, nel totale rispetto dell’impianto a verde, che non deve essere danneggiato e nel rigoroso mantenimento delle sole funzioni ed usi consentiti perché compatibili con il suo carattere naturale e, nel nostro caso, anche Storico.

Gaetano Galli


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