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La risposta di Gaetano Galli sui chioschi sequestrati Parco Rimembranza 

La risposta di Gaetano Galli sui chioschi sequestrati

gaetano galli

Ieri abbiamo pubblicato una nota su un articolo del Resto del Carlino che lasciava intendere che la responsabilità dell’attuale degrado del parco fosse da imputare al sequestro e al blocco dei lavori. Abbiamo espresso una nostra valutazione diversa.
Oggi interviene anche Gaetano Galli esprimendo il suo parere che pubblichiamo integralmente

Appare oggi sul quotidiano a seguito di titoli CHIOSCHI & DEGRADO -Parco nelle strutture sotto sequestro sbandati e rifiuti, un fotogramma, ove a pagina intera, il Sig. Roberto Mantovani , indica un  telo ( in cattivo stato ) della recinzione del cantiere , con all’interno, un sacchetto di rifiuti , “segno del passaggio di tossicodipendenti”.

Desidero ricordare al protagonista delle immagini, che purtroppo, la città di Modena, in special modo il Centro storico, al mattino presto, si ritrova purtroppo, sui marciapiedi , sedi stradali,  aiuole, piazze , residui di  bottiglie vuote, sacchetti di immondizie e sostanze varie,  imbrattamenti da escrementi liquidi e talvolta  ahimè anche solidi, nei luoghi  più vari , (addirittura una volta, sulla soglia di un esercizio commerciale in Via Carteria ) e così via, segno , probabilmente “del passaggio di orde di tossicodipendenti”.

Nei cantieri , poi del Centro storico , ma non solo, ed in ambiti presso edifici abbandonati o luoghi di passaggio od in prossimità di aree verdi esempio (largo Moro o Novi –Park) , accade molto spesso di trovare resti di attività legate al consumo di stupefacenti.

Precisato questo, voglio illustrare al Signore in questione, come, sia un espresso obbligo di legge, ( art. 109 del Decreto Legislativo 9 Aprile 2008 , N.81 “ dotare il cantiere di recinzione avente caratteristiche idonee ad impedire l’accesso agli estranei alle  lavorazioni.” Purtroppo, lo stato di conservazione dei teli ( rotti, aggiuntati, rattoppati ecc.), i fissaggi e d i collegamenti tra i pannelli di rete elettrosaldata, il mancato ancoraggio a terra dei basamenti in calcestruzzo prefabbricati di sostegno dei montanti ( Le ricordo che il giorno domenica, 23 marzo , a seguito di una folata di vento tutta la recinzione lato Viale delle Rimembranze è ruotata al suolo, con grave pericolo per i passanti) , rendono la  stessa facilmente superabile e l’ingresso facile.

Anche l’art. 33.5 del RUE di Modena, recita: Ogni cantiere deve essere sicuro e ben organizzato in conformità alle norme del DPR n. 164 del 1956 e D. lgs.vi n. 494/ 1996   e n. 81 / 2008 ….… deve essere recintato decorosamente ( ci sono teli bianchi rotti, teli verdi, rete plastificata rossa a buchi, pannelli in rete elettrosaldata e non , c’e’ un po’ di tutto! e mantenuto libero da materiali inutili e dannosi , apposito contenitore deve essere allestito per la raccolta dei materiali di scarto / inerti(rifiuti) ,dove vicino al quale, se vi fosse stato, il nottambulo, avrebbe depositato il sacchetto.

Il cantiere deve poi essere adeguatamente illuminato nelle parti ( tutto attorno  pertanto, essendo in un parco aperto anche la notte)  , che possono interferire con il passaggio pedonale e segnalato per i non vedenti.

Nel cartello di cantiere (sempre Art. 33.5) del RUE devono essere indicati la posizione INPS, INAIL e Cassa Edili dell’Impresa Esecutrice ( dati che non compaiono assolutamente, nel Cartello di cantiere Bar Elio )

Pertanto prima di additare responsabilità del degrado nel Parco , forse è meglio farsi un esame di coscienza personale.

E’inoltre vietato scaricare detriti e terreno di risulta da scavi , assieme ad inerti sulle aiuole circostanti ( fuori dal Cantiere) , fatto che invece è avvenuto con gravi danni all’apparato vegetale del prato e floreale dell’aiuole. Queste sono azioni di danneggiamento e deterioramento del parco,  credo ben più gravi di un sacchetto di immondizie buttato al di là della recinzione di cantiere o di quella pipi’ di donna che in difficoltà ha cercato un luogo appartato , peraltro molto facile in cui entrarvi , visto lo stato ed il tipo di recinzione allestita dall’Impresa per in Cantiere Bar Elio.

Per quanto riguarda poi,” il progetto che ho in mano ma che non possiamo svelare, ma che consente di non far morire il Parco e permetterci di lavorare, e l’affermazione “ che  bisogna far presto perché il  degrado dilaga”, forse Il Sig. Mantovani  non ha ancora compreso che l’area del fabbricato “ Bar Elio “ è sotto sequestro , a disposizione della magistratura e che l’azione della Procura è in pieno corso .

Pertanto nessuna fretta, soprattutto non dimentichi, che adesso per il Parco si può solamente in primis, finalmente  cominciare a pensare come ridare vita al verde, curandone le ferite, seguendolo amorevolmente , con una costante ed assidua manutenzione (non dimenticandolo più per  molto tempo, come è avvenuto in passato, per poi mutilarlo ogni tanto con potature improvvide)  espellendo e rimuovendo superfetazioni ed abusi , peraltro ancora presenti.

Poi voglio ripeterlo, se sarà possibile,  nel progetto di  restauro atto a recuperare  il disegno dell’impianto storico originario , COLLOCARE QUALCHE  PICCOLO CHIOSCHETTO,

NON  DI  CERTO CON FONDAZIONI IN CEMENTO ARMATO SULLE AIUOLE, DIMENTICANDOSI  COMUNQUE DA SUBITO  I  RISTORANTI,  LE TAVOLE CALDE LE PIZZERIE,  NON PENSANDO A CANNE FUMARIE DI CUCINE  SOTTO I CEDRI , O COMUNQUE SUI TETTI DEI CHIOSCHI, SENZA SPARGIMENTO DI  TAVOLINI E  SEDIE   SULLE  AIUOLE ,  MEN CHE MENO PAVIMENTATE ALLO SCOPO CON PORFIDO OD ALTRO , SENZA LOCALI  SPOGLIATOIO  PER  IL  PERSONALE  ( sarà molto modesto , poche persone), SENZA BAGNI E WC  PER I CLIENTI E  DIPENDENTI COMPRESO DISABILI  ( avete mai visto un chiosco di quelli tipo edicola già presenti a Modena con doppi servizi? – certamente  dovrà  essere  potenziato  e  tecnologizzato il servizio pubblico in Viale Fabrizi , adesso fatiscente, fuori contesto e ridicolo), SENZA LOCALI  MAGAZZINO PER DISPENSA, SENZA AREE LAVAGGIO CARNI E VERDURE  SEPARATI  E COSI’ VIA , si potrà vedere.Sempre comunque, nel totale rispetto dell’impianto a verde, che non deve essere danneggiato e nel rigoroso mantenimento delle sole funzioni ed usi consentiti perché compatibili con il suo carattere naturale e, nel  nostro caso, anche Storico.

Gaetano Galli

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Gabriele Morelli

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Social media Manager at GMComunicazione
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