Parco Rimembranza 

Nuova eccellenza modenese: il rigiro della frittata. Chioschi e sicurezza

20140314_150600Osservando (a volte molto da vicino) la vicenda dei chioschi nel Parco della Rimembranza , si ha l’impressione che si stia facendo largo un’altra eccellenza modenese: il rigiro della frittata.

Si sta cercando di far passare l’idea che il parco sia in una situazione di estremo degrado e che questo sia direttamente connesso al blocco dei cantieri dei 3 chioschi iniziati o che comunque il provvedimento abbia aggravato la situazione preesistente.

Vorrei cercare di fare il punto su alcune cose.

Il parco era in una situazione di degrado nonostante i chioschi negli anni scorsi anche durante l’estate . Alzi la mano chi si è sentito sempre e completamente tranquillo attraversandolo di sera. A venti metri da un chiosco può succedere di tutto senza che nessuno si accorga di niente. Al Novi Ark è stato accoltellato un ragazzo pochi giorni fa davanti al bar appena aperto. Quindi, si può certamente dire che gli esercizi commerciali siano un utile presidio, quanto meno per chiamare aiuto, ma sullo spaccio di droga e il controllo del territorio da parte di bande rivali sono le forze dell’ordine ad agire in prima linea.

Non può nemmeno passare l’equazione “chioschi in funzione = sicurezza nel parco”. Non è affatto automatico. La zona di cui stiamo parlando è un parco che ha una ciclabile da una parte, una passeggiata pedonale dall’altra e qualche chiosco. Queste zone saranno illuminate mentre il resto del parco resterà ovviamente quasi al buio. Nessuno può pensare che i gestori, il personale dei chioschi e gli avventori siano in grado di presidiare queste zone. Le grandi concentrazioni di persone non significano più sicurezza. Musica, brusio, luci  impediscono di fatto di vedere cosa succede a pochi metri. La passeggiata convoglia le persone lungo un unico percorso. Fuori da quello, spaccio e attività illegali potranno essere svolte esattamente come è stato finora.

Non si può dimenticare che a due passi dal parco, in Carlo Sigonio, esiste un’altra situazione di degrado che deriva dalla mancata attuazione del progetto AMCM e dalla parte opposta intere vie del centro storico in cui non c’è passaggio. Non si può sottovalutare la sinergia tra parco e queste zone se parliamo di sicurezza.

Non ci si possono fare grandi illusioni su un intervento che non ha le caratteristiche per poter garantire la sicurezza di un’area del genere.

I cantieri sequestrati possono certamente facilitare situazioni di bivacco e degrado, ma proprio perché questo è prevedibile, comune e forze dell’ordine dovrebbero vigilare con molta più attenzione vista l’attuale estrema vulnerabilità dell’area.

I cantieri vanno doppiamente tutelati perché sono sotto sequestro. Le indagini sono in corso e l’epilogo potrebbe essere lo smantellamento di tutto ma anche la ripresa dei lavori. Questo con buona pace di chi pensa di demolire quello che è stato fatto e mettere su delle baracche qualsiasi prima dell’estate e lo fa passare per idea concreta. Quello che è stato fatto non si può toccare ad oggi.

Si sta strumentalizzando la questione sicurezza per avvalorare la tesi che i chioschi siano l’unica tutela possibile del parco.

Chi ha presentato gli esposti in procura ha ravvisato nell’inizio dei lavori molte cose che non convincevano, in primis il fatto che si stava cementificando un parco storico sottoposto a tutela. H

Sulla base di questi esposti, come noto la procura ha chiesto il sequestro, realizzato dal pm e confermato dal tribunale per il riesame.

La sospensione dei lavori in questo caso è doverosa perché eventuali danni ulteriori al parco non potrebbero essere riparati. Impossibile ripristinare quello che c’era prima. Quando una radice primaria viene tagliata non c’è modo di riattaccarla. Se ci sono degli abusi edilizi è ovvio che è meglio bloccarli prima di doverli poi abbattere e prima che intacchino aiuole storiche.

La responsabilità del degrado non è di chi denuncia quello che ritiene un abuso ma di chi sarebbe comunque preposto a garantire la sicurezza.

Chiunque può vedere che l’intervento di riqualificazione deciso dal comune, anche se risultasse tutto in regola (e da come si sono messe le cose qualche fiero dubbio è legittimo) ha la stessa grazia, la stessa eleganza e lo stesso impatto distruttivo di una mano di flatting da barca su un mobile del ‘700 .

Occorre un progetto diverso, un progetto che renda il parco complementare e non alternativo al centro storico e che sia inserito in un disegno complessivo che comprenda la città per quanto riguarda sia la sicurezza che la frequentazione di centro e dintorni. Che il parco sia vivo è ovviamente indispensabile e funzionale al centro storico. Ma vivo non significa snaturato e trasformato in un polo attrattivo per la movida. Così com’è, fuori dal centro con il parcheggio gratuito durante tutta la sera e la notte, come fa a portare un vantaggio al centro? Cosa è stato pensato perchè la gente si sposti e percorra tutte le vie del centro? Quali azioni di marketing e promozione sono state pensate per amalgamare il tutto? Qual’è il disegno complessivo se ce n’è mai stato uno?

Donatella Franchi


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