Alcuni punti che vorremmo fossero chiari in merito al parco della Rimembranza

20140422_173947Alla luce delle recenti infinite polemiche sulla vicenda dei chioschi sequestrati nel Parco della Rimembranza e dei rimandi a questo blog per la visione dei filmati che hanno come oggetto le denunce di Gaetano Galli, dato il livello bassissimo a cui è giunta la discussione, la redazione ha deciso di ribadire la propria posizione in merito alla vicenda in modo sintetico e per punti.

  1. Modenacome si è detta contraria alla realizzazione di questo tipo di chioschi in cemento fin dal 2011, quando sono usciti sui quotidiani alcuni articoli che indicavano  nel chiosco di fianco al cinema Principe la tipologia di quanto sarebbe stato costruito. All’epoca si parlava di un numero spropositato  di chioschi (11 forse) tutti uguali da realizzare nel parco;
  2. Abbiamo ripreso a dire la nostra nel dicembre del 2013, quando è stato chiaro che per i cantieri esisteva una data di inizio e fine lavori;
  3. Non ci siamo mai opposti ad una vera riqualificazione del parco, ne’ alla costruzione di chioschi più funzionali rispetto alla situazione preesistente;
  4. Non abbiamo mai ritenuto i gestori dei chioschi responsabili di un progetto che riteniamo sbagliato per tipologia costruttiva e dimensioni, sia per le proporzioni del cemento rispetto alle dimensioni del parco sia per le conseguenze commerciali negative che l’apertura estiva e invernale di locali di grandi dimensioni in quella zona avrebbero potuto avere sui locali del centro storico. Inoltre, avremmo preferito l’assegnazione delle concessioni per bando pubblico;
  5. sul fatto che non si possa parlare di riqualificazione ma di edificazione ex novo, i dubbi della procura ci sembrano assolutamente fondati;
  6. I cantieri sono bloccati su decisione della magistratura in seguito agli esposti presentati dagli ambientalisti e che riguardano i vincoli di parco storico;
  7. che il blocco dei cantieri avrebbe determinato una situazione di pericolo e ulteriore degrado nel parco era ampiamente prevedibile. Riteniamo quindi che i custodi giudiziari dei cantieri, il sindaco, l’assessore alla sicurezza e le forze dell’ordine avrebbero dovuto predisporre un piano di sorveglianza strettissima;
  8. I manufatti in cemento devono essere trattati con il massimo rispetto da tutti fino a quando la magistratura si esprimerà su quale sarà il loro destino. Se dovranno essere smantellati o ripartiranno i cantieri non è possibile saperlo in questo momento. Chiunque si intrufoli nei cantieri commette un reato e le forze dell’ordine non possono far finta di niente. Non riteniamo corretta la strumentalizzazione di chi addita nel sequestro un tracollo della sicurezza nel parco. I cantieri devono essere salvaguardati nel miglior modo possibile anche perché,  tra gli oggetti degli esposti, oltre ai vincoli del parco, ci sono alcune presunte irregolarità, quindi i cantieri sono oggetto di indagine su più fronti;
  9. rifiutiamo la tesi secondo cui le uniche due alternative possibili siano lo sblocco dei cantieri o il completo degrado dell’area. E’ possibile mettere in atto una sorveglianza con luci, telecamere e allarmi sonori per evitare l’avvicinamento e violazione dei sigilli da parte di chiunque. La situazione attuale di mancata sorveglianza crea un potenziale pericolo soprattutto ai bambini che giocano al parco; se la zona è degradata ci sono gravi responsabilità da parte delle istituzioni. Non basta guardare la gente che entra ed esce e dire “visto?”, è necessario segnalare la cosa alle forze dell’ordine;
  10. la zona era degradata prima dell’inizio dei cantieri, certe situazioni non si creano in pochi giorni ma nel giro di anni di incuria da parte. Le situazioni di degrado riportate nei nostri servizi e dai giornali riguardano principalmente i vecchi chioschi;
  11. siamo contrari alla soluzione di strutture rimovibili provvisorie di fianco ai cantieri perché riteniamo che possano creare un ulteriore danno ambientale;
  12. se verranno accertati abusi e violazioni di vincoli, è logico pensare che a determinare quali chioschi sarà possibile inserire nel parco non sarà il capriccio di qualcuno ma le leggi vigenti;
  13. siamo sconcertati dalla posizione della soprintendenza e dalla apparente leggerezza con la quale sono stati condotti gli accertamenti;
  14. riteniamo non comprensibile il silenzio del sindaco;
  15. ci auguriamo una soluzione rapida della questione ma non pensiamo che sia l’unico elemento determinante per la sicurezza del parco. Al parco, luogo pubblico, deve essere garantita la sicurezza con o senza chioschi. Adesso.
  16. Per quanto riguarda la notizia che i gestori sarebbero stati pronti a garantire la sicurezza con un servizio di vigilanza 24 ore rispondiamo che per i chioschi avrebbero fatto benissimo ma per il parco nel suo insieme, essendo un luogo pubblico, sono le istituzioni con l’aiuto delle segnalazioni dei cittadini a dover agire.
  17. riteniamo che non ci sia nessun accanimento contro il progetto dei chioschi e che non sia corretto attribuire a chi presenta esposti in procura la responsabilità di aver fatto in modo che intere famiglie fossero in difficoltà. Esercita un suo diritto  non viene dato corso a tutti gli esposti. Se dopo un’attenta osservazione si rilevano delle difformità, degli abusi o danni ambientali o vincoli non rispettati  la procura ritiene di agire lo fa in assoluta autonomia di decisione, come richiede il ruolo dei magistrati. Al limite le responsabilità vanno attribuite a chi ha elaborato quei progetti;
  18. Non è più una questione politica ma giudiziaria, quindi le firme a sostegno della riapertura dei chioschi sono legittime ma non possono cambiare le cose.

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Quella dei chioschi nel parco è solo l’ultima e più discussa vicenda in una città che si sta degradando a vista d’occhio. Non sono solo le situazioni nelle aree in cui non è stato ancora possibile attuare progetti di riqualificazione come l’ex amcm e le ex acciaierie, ma ci sono intere zone del centro storico, i giardini del palazzo ducale, parte del parco Ferrari, l’ area del parco XXII aprile, l’ex mercato bestiame, la zona Cialdini ecc ecc. che sembrano abbandonate.

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Si sono sommate una serie impressionante di concause, dal patto di stabilità che ha ridotto drasticamente i fondi utilizzabili dai comuni, alle forze dell’ordine costantemente sotto organico, al blocco dei progetti per varie ragioni. Ma quello che a noi sembra più evidente è che a mancare sia stata la semplice gestione ordinaria, quella che impedisce alle situazioni di sporcizia e degrado di sommarsi, quella manutenzione spicciola e quella sorveglianza attenta che rendono comunque accettabili anche i grandi scheletri. Il Parco della Rimembranza non fa eccezione.

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