Politica web 2.0 

Facebook, i Trolls e la Politica Italiana

facebook

Ogni giorno per­so­naggi poli­tici, orga­niz­za­zioni, e sin­goli indi­vi­dui creano pro­fili, pagine e gruppi sui social net­works: su Facebook ci sono più di 54 milioni di pagine, 1,5 miliardi di utenti, e 1 milione di links sono con­di­visi ogni 20 minuti. In Italia, la man­canza di fidu­cia nei media tra­di­zio­nali ha ele­vato Facebook a primo canale d’informazione politica.

Tuttavia, nono­stante molti ana­li­sti poli­tici sosten­gano che lo scam­bio d’informazioni sui social net­works crei un elet­to­rato più infor­mato, recenti ricer­che dimo­strano non solo che Facebook non è immune da un’esposizione selet­tiva, ma spie­gano anche quali per­sone non sono in grado di rico­no­scere quando un’informazione è inesatta.


Al fine di esplo­rare il rap­porto tra poli­tica e social media, in quest’articolo verrà prima esa­mi­nato uno stu­dio sulle rea­zioni degli utenti di Facebook riguardo alle noti­zie poli­ti­che durante l’ultima com­pe­ti­zione elet­to­rale ita­liana, e, in seconda bat­tuta, verrà fatta un ana­lisi dei limiti di Internet nel ren­dere le per­sone più informate.

Alcuni scien­ziati social-computazionali della Northeastern University di Boston hanno sta­bi­lito che le per­sone espo­ste a fonti d’informazioni alter­na­tive su Facebook sono più inclini a cre­dere a false teo­rie poli­ti­che. Questo stu­dio — basato su un cam­pione di 2,3 milioni di utenti del social net­work – si con­cen­tra sulla pro­li­fe­ra­zione dei gruppi poli­tici e le pagine di Facebook durante la com­pe­ti­zione elet­to­rale del 2013 in Italia, e la paral­lela com­parsa dei trolls. Come spiega la ricerca, i trolls si distin­guono dal resto dei gruppi poi­ché costrui­scono pagine di Facebook come imi­ta­zione delle fonti d’informazione alter­na­tive e degli altri gruppi politici.

In breve, gli scien­ziati prima indi­vi­duano tre cate­go­rie – fonti d’informazioni prin­ci­pali, fonti d’informazione alter­na­tive e movi­menti poli­tici auto-organizzatisi online — che for­ni­scono infor­ma­zioni riguar­danti i pro­blemi poli­tici attra­verso il social net­work, e poi ana­liz­zano come le per­sone inte­ra­gi­scono con tali fonti e notizie.

Nel corso della ricerca hanno sco­perto che un post creato da uno di que­sti troll, apparso su Facebook durante l’ultima ele­zione ita­liana e con­te­nente infor­ma­zioni ingan­ne­voli, diventa rapi­da­mente virale. Il titolo del post è il seguente:

 “Il senato ita­liano ha appro­vato con 257 a favore e 165 aste­nuti il dise­gno di legge dal sena­tore Cirenga che pre­vede la nascita del fondo per i “Parlamentari in crisi” creato in vista dell’imminente fine legi­sla­tura. Questo fondo pre­vede lo stan­zia­mento di 134 miliardi di euro da desti­narsi a tutti i depu­tati che non tro­ve­ranno lavoro nell’anno suc­ces­sivo alla fine del man­dato. E que­sto quando in Italia i malati di SLA sono costretti a pagarsi da soli le cure. Rifletti e fai girare.”

Come gli scien­ziati osser­vano, gli utenti accet­tano al volo il con­si­glio di “con­di­vi­dere” il post, in quanto, come si può notare dalla foto in basso, è stato con­di­viso più di 35.000 volte in meno di un mese; tut­ta­via, lo stesso non si può dire per quanto riguarda il con­si­glio di riflet­tere. Infatti, se si legge il mes­sag­gio con più atten­zione, è pos­si­bile indi­vi­duare quat­tro falsi ele­menti: il sena­tore in que­stione è inven­tato, il numero totale dei voti è supe­riore al numero reale dei sena­tori, la quan­tità di denaro in gioco è supe­riore al 10% del PIL ita­liano, e la legge stessa è un’invenzione.

sen-cirenga


Come i risultati della ricerca mostrano, gli utenti che condividono tali messaggi dei trolls sono quelli che preferiscono informarsi tramite fonti d’informazione alternative. Queste persone, che cercano di evitare qualsiasi forma di manipolazione, sono anche quelle più esposte alla disinformazione. Tale disinformazione è quindi diffusa attraverso i trolls, i quali creano pagine e gruppi al fine di mistificare e diffondere talvolta notizie prive di ogni fondamento, talvolta notizie contraddittorie a quelle ufficiali. Il riquadro in basso mostra la percentuale di persone che condividono informazioni false in relazione alla loro fonte d’informazione favorita: il 56% di chi crede alle notizie false fa affidamento su fonti d’informazione alternative, mentre solo il 18% di essi si affida ai media ufficiali.

Al fine di contrastare il proliferare di pagine e gruppi non ufficiali e ingannevoli, le istituzioni politiche, così come le amministrazioni pubbliche, dovrebbero aumentare la loro presenza ufficiale nei social network. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, infatti, il 92% delle pagine dei comuni italiani sui social network non è ufficiale. Come lo studio indica:

L’uso ufficiale dei social media, il loro patrocinio, e la loro attenta gestione non rappresenta solo un’opportunità, ma sembra anche obbligatorio per evitare che qualcun altro faccia uso del ruolo degli amministratori locali, fornendo informazioni ambigue ai cittadini

Inoltre, nonostante i social networks siano oggi canali importanti d’informazione politica, essi tuttavia hanno dei limiti nel costruire una società più informata. Come suggerisce un’altra ricerca, ci sono diversi limiti da considerare quando si analizzano gli aspetti democratici di Internet. In primo luogo, vi è una grande quantità d’informazioni sui social networks, ma le persone sono capaci di elaborare solo un numero limitato di queste. In secondo luogo, Internet non è immune dalla struttura di potere che opera nel mondo offline, e i motori di ricerca, a loro volta, favoriscono alcuni siti web piuttosto che altri. In terzo luogo, a causa della diseguale distribuzione delle risorse, Internet favorisce le persone che si trovano già in una posizione migliore in termini di competenze, di reddito e di accesso fisico alle informazioni politiche. In quarto luogo, le persone con basso livello d’istruzione tendono a utilizzare Internet per l’intrattenimento, mentre le persone più istruite utilizzano Internet per scopi più informativi. In quinto luogo, nonostante gli analisti politici sostengano che i social networks agevolino la formazione di un elettorato più consapevole, è da evidenziare come esista una tendenza per gli utenti di Facebook, ed in generale per tutte le persone, a favorire le informazioni che rafforzano i loro punti di vista, anche quando tali informazioni non sono supportate da alcuna evidenza.

Quest’ultimo aspetto è molto importante e chiarisce il perché le persone, in Italia, – nel corso di un periodo di malcontento economico e politico – credano nella notizia falsa del senatore Cirenga; ciò spiega anche perché tali cittadini siano attratti da falsi slogan politici, che si sostituiscono alla chiarezza morale e alla ricerca della conoscenza. Come risultato, questo mondo virtuale permette ai suoi partecipanti di sentirsi virtuosi anche agendo sulla base dell’ignoranza.

In conclusione, non c’è dubbio che i social network si sostituiranno ai media tradizionali come canali d’informazione politica. Tuttavia, le istituzioni politiche e gli amministratori pubblici dovrebbero iniziare a rafforzare la loro presenza online al fine di contrastare il proliferare di pagine e gruppi non ufficiali e fuorvianti creati da trolls. Infine, tali social network hanno diversi limiti e non possono essere considerati sostituti delle tradizionali fonti di conoscenza.

viaFacebook, i Trolls, e la Politica Italiana Il Globo.

Related posts

Modena Come giornale online Modena Come giornale online Emilia Romagna. GMComunicazione - modenacome@gmail.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: