Parco Rimembranza 

Sul Parco della Rimembranza questa volta occorre andare fino in fondo

parco della rimembranza

I gestori dei chioschi e i concessionari delle licenze hanno tutto il diritto di chiedere e ottenere risarcimenti dal Comune che li ha in un qualche modo ingabbiati all’interno di un progetto pieno di illeciti e, a nostro avviso, anche sbagliato sul piano commerciale. Pensano di fare ricorso al Tar, liberi di farlo. Appare più che evidente che qualcuno di loro abbia fin qui cercato di arrampicarsi su tutti gli specchi per difendere quello che poteva essere un grande business, una catena di locali per la ristorazione collettiva all’interno di un parco storico.
Uno scempio, se fosse andato avanti, unico al mondo.
Persa la scommessa sul business gastronomico che oltretutto avrebbe rappresentato una concorrenza sleale nei confronti dei locali del centro storico, ora si cambia e si scopre che la colpa è tutta del Comune. E’ molto probabile che sia così, ma bastava dirlo con chiarezza fin dall’inizio senza giocare a fare gli equilibristi.
Prendiamo atto che il consigliere comunale Andrea Galli dica oggi che aveva ragione l’ambientalista Gaetano Galli. Un po’ tardi e forse sono lacrime di coccodrillo ma va bene ugualmente.
Ci rimangono i dubbi sull’innocenza e il candore di chi – forse – ha fiutato l’affare che se fosse andato a buon fine avrebbe reso molto sul piano finanziario e avrebbe distrutto e devastato molto sul piano ambientale e sul piano dei danni commerciali al centro storico. 

Il problema in ogni caso è un’altro e riguarda il fatto che questa volta non è possibile passare un un colpo di spugna e far finta di niente. I cantieri sono sotto sequestro da parte della magistratura e se ci sono delle responsabilità queste devono essere accertate.

Come si fa a consentire la riapertura dei chioschi rimasti in piedi come chiede a gran voce Andrea Galli, concessionario di due licenze ?
Il Lido Park è un esempio clamoroso di abusivismo tollerato e consentito per anni dall’amministrazione comunale. Attorno al vecchio chiosco liberty sono state costruite delle baracche per contenere arredi e materiali. E’ tutto in regola ? Abbiamo qualche dubbio al riguardo e vorremmo che fosse chiarito.
Il Paseo non è certamente da meno e nel lato dalla parte di v.le Muratori anch’esso ospita piccole sistemazioni che di regolare sembra abbiano ben poco. Sul lato verso v.le delle Rimembranze le radici degli alberi costrette sotto la pavimentazione hanno addirittura sollevato la stessa in un estremo tentativo di mantenersi in vita. Anche su questo facciamo finta di niente ?
E la Capannina che è stata smontata o la gelateria accanto che entrambe hanno rinunciato all’investimento giudicato troppo oneroso non avrebbero nulla da obiettare se venisse concessa l’apertura dei soli due chioschi rimasti in piedi.
Vogliamo aggiungere un altro pasticcio a quello gigantesco già creato ?

L’occasione del disastro che Pighi lascia in eredità alla città, va colta al contrario per una riqualificazione vera di tutto il parco, sul piano della manutenzione del verde, della cura delle piante, della demolizione dei capannoni di cemento e del ripristino di quanto è stato manomesso e danneggiato.
Sul piano del progetto di allestimento di chioschi occorre poi procedere con il coinvolgimento dei cittadini per elaborare un intervento in sintonia con la riqualificazione commerciale di tutto il centro storico. Non si può improvvisare ancora, non possono essere quelli che hanno creato il disastro a rimediare con una soluzione rimaneggiata all’ultimo momento.
Questa volta bisogna fare sul serio e andare fino in fondo. Anche i cittadini vogliono essere risarciti. 

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