Parco Rimembranza 

Arch. CASTELNOVI, il terremoto proprio non ha proprio nulla a che vedere con le scelte esecutive operate nelle costruzioni dei chioschi, in base al modello tipo da Lei proposto

chioschi

Pubblichiamo la risposta dell’ing. Gaetano Galli all’intervista pubblicata dalla Gazzetta di Modena all’arch. Castelnovi, responsabile del progetto dei chioschi – capannoni nel Parco delle Riemembranze.

Arch. CASTELNOVI,  il terremoto proprio non ha proprio nulla a che vedere con le scelte esecutive operate nelle costruzioni dei chioschi, in base al modello tipo da Lei proposto .

La nuova  normativa  sismica  NTC 2008,  che Lei peraltro, con le sue affermazioni dimostra di non conoscere affatto, nemmeno nelle sue linee essenziali , non impone a nessun progettista di strutture di edificare platee in cemento armato con pilastri pure ,di sezione cm. 40 – 45 di lato per organismi edilizi modulari come quelli da Lei  concepiti.

Forse non sa,  che il “Chiosco” N. 1 , “Bobotti ,” è stato edificato con strutture in elevazione leggere in acciaio tubolare , secondo le nuove norme antisismiche;  purtroppo per  le stesse si è  reso  obbligatorio  un rivestimento  con lamiera , intonaco e materiale lapideo, per adeguarsi  al Suo modello di  “modulo  tipo” , così da rendere i pilastri , visivamente massicci ed impattanti .

La tipologia di chioschi come da Sua concezione progettuale, è totalmente  inidonea ad inserirsi in un ambito di  parco ( per di piu’ storico), ove dominano la leggerezza , il movimento  libero delle strutture di ramificazione degli alberi, il rispetto delle proporzioni, i differenti profili del terreno, il gioco delle variazioni delle masse vegetali, l’equilibrio tra le  forme dei diversi volumi  arborei ed altro, tutti caratteri e peculiarità che  la  natura  ha  sapientemente e rispettosamente sviluppato, l’esatto contrario di  quanto da Lei  ha concepito ed ideato.

Relativamente , poi alle sue dichiarazioni , … “ faccio una previsione……….questa situazione mi sembra destinata a spegnersi in un nulla di fatto, “ credo sinceramente che per Lei  , che  non ha sottoscritto alcun atto progettuale esecutivo, né firmato nulla , compresi eventuali  documenti allegati alla documentazione ed alle autorizzazioni rilasciate dagli enti  “competenti”,  mi permetta queste virgolette,  possa essere davvero così.

Il problema, Arch. CASTELNOVI  è  per lei un altro,  l’ avere accettato un incarico per  proporre progetto di “riqualificazione urbanistica e valorizzazione commerciale”, corredato da uno studio di fattibilità , con DELIBERA DELLA GIUNTA COMUNALE N. 327 del 5/6/2007, ove , si prevedeva, oltre al “ progetto di edificazione dei  chioschi “ anche quello di  “una struttura più consistente rispetto i chioschi, ovvero  di un attrattore  destinato ad ospitare eventi e manifestazioni all’interno del Parco , nonché funzioni commerciali attrattive, legate  alla ristorazione , ma non obbligatoriamente”.

Ora, era Suo preciso dovere informare L’Amministrazione, che quanto richiesto era in contrasto con il vincolo di inedificabilità che gravava sul Parco in base all’art. 13.21 del PSC-RUE del Comune di Modena  vigente,  ma che sopratutto che , in base all’art. 20 del D. Lgsvo. N. 42 /2004 , già operante  sul Parco della Rimembranza  dall’11/10/2005,  al capoverso “ i beni culturali, non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico  o artistico, oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione, non si poteva affatto realizzare.   

Le ricordo che nel suo planning di progetto per la  “riqualificazione e valorizzazione ”  del  PARCO DELLA RIMEMBRANZA, ( per LEI , PARCO DELLE MURA)  aveva previsto,  5.622 mq. di occupazione di suolo pubblico , più  2710 mq. per spazi a dehors , mq. 2090 di area coperta per fabbricati /chioschi , per un totale di 133 moduli  e  la previsione di 1.800 circa di posti a sedere per ristoranti  pizzerie ,  tavole calde, bar di cui circa la metà ricavati sulle aiuole

PROBABILMENTE, lei  riteneva ( ma pensava davvero  che i modenesi potessero credervio credervi?) che questa mega operazione commerciale per insediamento massivo di attività prevalentemente di ristorazione , non fosse tale da recare pregiudizio alla conservazione del Parco!

CI HANNO  PENSATO  LA PROCURA, PRESSO IL TRIBUNALE DI MODENA,  IL GIP ED IL TRIBUNALE DEL RIESAME A SMENTIRE LEI e la SOPRINTENDENTE Arch  PAOLA GRIFONI , PONENDO SOTTO SEQUESTRO IL COSTRUITO E QUELLO ANCORA DA COSTRUIRE ( CHIOSCO DEL CEDRO).

Lei  invece, aveva  accettato l’incarico professionale proposto in data 3/7/2007, ( tempo di svolgimento max  8 mesi)  che è costato ai cittadini modenesi la somma  totale  di Euro 30.000 ,incassando la somma di Euro 15.000 (pari al 50%) anticipati,  quale acconto alla firma di accettazione .

Apprendiamo, Arch. CASTELNOVI , che  non si è nemmeno preoccupato di accertare  che  PARCO delle MURA  non era,  bensì  PARCO della RIMEMBRANZA (storico , peraltro).

Questa del PARCO STORICO, non è una bugia, come forse qualcuno Le ha fatto convenientemente credere,  bastava  che Lei si documentasse  presso l’Archivio Storico Comunale  ( a. 1914 (e segg.) , F. 1047 ) ; IL PARCO DELLA RIMEMBRANZA  è  stato inaugurato infatti  il 24 maggio 1923  , presente per S.M. il Re, S.A.R. il Principe di Udine Ferdinando di Savoia – Genova)  con questa denominazione ( prima era il Parco Regina Elena) e dedicato ai giovani militari  modenesi caduti  nel primo conflitto mondiale .

Architetto , se non si è documentati al meglio, in questo momento e su questo argomento, è preferibile  evitare di parlare e soprattutto rilasciare interviste ai giornali  perché  i modenesi , mi creda, conoscono il Parco, hanno l’intelligenza per comprendere e discernere e non lasciano certo passare senza repliche e precisazioni, nonché smentite, dichiarazioni  inavvedute e per taluni  aspetti , assolutamente non  vere.

Ing. Gaetano Galli

 

 

 


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