Parco Rimembranza 

Lettera sui chioschi del Parco della Rimembranza

chioschi

Pubblichiamo una lettera giunta alla nostra redazione (lettera firmata) 

Mi accingo a scrivere alcune riflessioni sul problema dei chioschi perché mi sembra che in proposito continuino ad essere divulgate affermazioni non corrette.

Prima di tutto,però vorrei esprimere all’Ing.Gaetano Galli profonda gratitudine per la competenza e il meticoloso impegno da lui profuso con l’obiettivo di difendere il patrimonio arboreo e storico del Parco.

La prima considerazione riguarda la continua, ormai insopportabile confusione sul nome;Parco della Rimembranza,Parco delle Mura.Può sembrare un cavillo,ma non e’ cosi’,se anche l’Ing.Castelnovi,autore del progetto, insiste a giustificare la denominazione”Parco delle Mura”,facendo riferimento a presunte ma non documentate ricerche storiografiche che avvallerebbero tale scelta.

Sta di fatto che a nessun modenese verrebbe in mente di chiamare”il Parco”con quel nome;appare pretestuoso,fuorviante e ingannevole usare proprio ora,solo ora questa,variante,mentre due stele presenti nel parco lo definiscono inequivocabilmente “PARCO DELLA RIMEMBRANZA”in sintonia con la cartografia ufficiale.

Nel volume “Baluardo S.Pietro e dintorni di Giuseppe Panini 1995,vengono menzionate distintamente la passeggiata delle Mura che si snodava proprio sopra le mura ,quando ancora esistevano e il parco della Rimembranza progettato nel 1913 ed inaugurato nel maggio 1923.Il volume, certamente ben noto ai modenesi che si interessano di storia cittadina,e’ corredato da diverse fotografie dell’epoca,che ben documentano le due realta’ differenti nel tempo e nella collocazione.

In secondo luogo vorrei precisare che i chioschi non rappresentano un presidio per il parco come molti giornalisti continuano a ripetere ,quasi a dare una risonanza piu’ autorevole alle tesi dei gestori.

In realtà lo spaccio di droga,la presenza di ubriachi, lo sporco diffuso sono problemi antichi percepiti da tutti anche quando i vecchi chioschi erano in attività.In proposito lo stesso Sindaco Pighi,nell’Ordinanza emanata lo scorso anno in data 29-04-13(n°520003/IX.04) e in questi giorni riaffermata,ordinanza volta nel suo complesso a contrastare i problemi legati al consumo di alcolici e al conseguente degrado,nel foglio secondo si esprimeva in questi termini”…….in relazione a ricorrenti problematiche dovuti a rumori molesti e schiamazzi e ad altri comportamenti derivanti dall’aggregazione e stazionamento di persone e avventori,richiamati dalla concentrazione di “chioschi bar che per la loro naturale collocazione possono originare fenomeni di “movida”………

Dunque i chioschi erano considerati una concausa del degrado non certo una soluzione e la cosiddetta”movida”,una conseguenza da evitare,non certo un obiettivo da perseguire!

Terza osservazione:se l’amministrazione pubblica ha preso decisioni non legittime,se ha concesso autorizzazioni non dovute che hanno recato danno ad un patrimonio di tutti,come cittadina,beneficiaria di un bene comune,mi considero parte offesa e dunque mi appare ulteriormente illegittimo che siano risarciti con denaro pubblico i commercianti che si dichiarano danneggiati da questa assurda vicenda e che avanzano,in tal senso,richieste sempre piu’ onerose.

Infine vorrei che fosse chiaro a tutti che molti danni al Patrimonio arboreo sono gia’ stati arrecati,non soltanto dall’edificazione dei chioschi in cemento e dalle loro fondamenta ma anche dalle opere di urbanizzazione che il Comune,con delibera del dicembre 2013 ha realizzato per fornire ai futuri chioschi le infrastrutture necessarie ad attività commerciali non consentite in un parco storico.

Concludendo: il ridimensionamento del progetto non e’ sufficiente ma deve rivisto completamente il concetto di riqualificazione escludendo qualsiasi cedimento alla commercializzazione selvaggia


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