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E se…un bel voto disgiunto e poi tutti insieme in analisi? News 

E se…un bel voto disgiunto e poi tutti insieme in analisi?

scheda elettoraleAndare a votare ed uscire dalla cabina con una strana sensazione, quasi un’esperienza extracorporea: uno sdoppiamento di personalità.

Proviamo ad analizzare le possibilità del voto alle comunali calandoci nella realtà modenese.

Caso 1. Perdoniamo tutto al partitone ma  Muzzarelli non è abbastanza modenese? Allora possiamo votare partitone e un candidato  a piacere sostenuto da un’altra lista. Silvio o la Meloni sono i nostri idoli ma siamo stati bocciati in chimica e vogliamo vendicarci sui posteri? Votiamo la coalizione che sostiene Pellacani e mettiamoci come sindaco Muzzarelli. Ci sta sulle balle l’inceneritore? Lista a piacere e sindaco Ballestrazzi. Innamorati di Pellacani ma vogliamo i grillini al potere? Nessun problema, si può. Bortolotti è il nostro sindaco ideale ma vorremmo abbinarlo alla lista della Querzè? Facciamolo. Montanini ci ha convinto ma lo vogliamo alla guida di un consiglio Pd? Mbè, niente di strano.

Perché dovremmo dare un voto del genere? Per divertimento, perché la psicoterapia non è riuscita a compensarci bene, perché abbiamo una scarsa vita sociale e vogliamo guardarci con i pop corn tutte le sedute del consiglio comunale, perché i Simpson non ci bastano più, perché siamo portati per la sperimentazione scientifica, perché un briciolo di perversione non guasta. E’ come attaccare la testa di un topo su un’iguana e poi stare a vedere cosa succede. E anche perché non si può mai dire, potrebbe funzionare alla grande.

Caso 2. Non ci piace la politica, non ci interessa, non l’abbiamo seguita ma ci è simpatico uno dei candidati. Allora votiamo solo per il candidato o la candidata e lasciamo che le cose vadano come devono andare.

Caso 3. Ci piace un partito o una lista, ci piace anche il candidato collegato e vogliamo dare un voto assolutamente coerente. Allora votiamo per il simbolo . Verrebbe da collegare questa tipologia di voto all’elettore normale, ben compensato.

Ma seriamente, come funziona il voto disgiunto? Come ho detto sopra, ma per avere una situazione chiara con figure esplicative rimandiamo alla gazzetta di modena

Quali sono le possibili conseguenze del voto disgiunto a parte uno sdoppiamento di personalità che potrebbe assalire i politici coinvolti?

Al primo turno vince il candidato che ha il 50% +1 dei voti e se la lista che lo sostiene prende il 40 % automaticamente ha il 60% dei voti.

Questo è quello che si è verificato finora. Ma questa volta il ballottaggio si profila come qualcosa di più di una semplice eventualità. E Muzzarelli chissà se ha fatto breccia nel cuore dei modenesi. E se vincesse come al solito il partitone e che so, come sindaco uno dei 3 degli schieramenti maggiori, modenese e con la faccia da bravo ragazzo? Ingovernabilità? Personalmente non la vedo come un’ipotesi impossibile perché le differenze non sono così scontate e le distanze incolmabili. Dopotutto Pellacani è dell’UDC, Montanini rientra comunque nell’ala del centro che piega verso sinistra (poco forse, ma un po’…), Bortolotti prende i voti dei delusi Pd. Ma è così per tutti gli altri tranne la lega forse.

Oppure il sorpasso, vento nuovo, aria diversa.

In ogni caso il risultato che auspichiamo  è quello del cambiamento, che induca il partitone o quello che ne rimane a riflettere seriamente sugli ultimi anni. Una sberla sonora da non dimenticare. Un obbligo a rimettersi in  discussione e a tirare fuori finalmente nuove risorse e una innovativa umiltà. E l’abitudine a combattere, a non dare niente per scontato.

Perché vengano fuori le risorse migliori, la possibilità di cambiare, di risalire la china, a votare bisogna ANDARCI.
Niente scuse, tutti al voto e poi, tutti in analisi.

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