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Qualcuno ha voluto evitare il cambiamento, ma la maggioranza dei modenesi non vuole Muzzarelli sindaco News 

Qualcuno ha voluto evitare il cambiamento, ma la maggioranza dei modenesi non vuole Muzzarelli sindaco

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Nelle elezioni, amministrative o politiche che siano, i risultati non accadono per caso.
C’è sempre un motivo da cercare e da capire. Ancora una volta a Modena qualcuno ha voluto, consciamente o no, evitare il cambiamento.
Improvvisati strateghi politici, candidature decise in modo irresponsabile, una disparità enorme di mezzi per la campagna elettorale hanno impedito che il risultato fosse ancora più sorprendente: 
Il PD (Partito Disastri) che negli ultimi 20 anni con le giunte Barbolini e Pighi ha declassato Modena ai livelli più bassi, ha aumentato il degrado, ha perseguito politiche urbanistiche sbagliate, ha realizzato soprattutto opere incompiute, ha aumentato burocrazia e tasse locali oltre ogni limite di decenza, il PD che ormai non è più nemmeno un partito, ma è costituito da tre partiti diversi, ognuno dei quali assomiglia più ad un cadavere che non a un movimento politico … il PD non ha più in mano la città.
E’ sicuramente un fatto positivo. Ora il Partito Disastri può iniziare ad avere paura. 

Pighi lascia in eredità una città moribonda, una di quelle eredità che e accadessero a livello privato ognuno rifiuterebbe per non ritrovarsi nei guai.

Siamo per la prima volta nella storia di Modena al ballottaggio.

Da questa tornata elettorale emergono alcune considerazioni che devono essere espresse con il massimo della chiarezza:
1) anche a livello locale i partiti, gli schieramenti, i vari centro destra, centro sinistra, centro di fianco, le varie etichette politiche non esistono più.
Speriamo che nessuno provi a resuscitarle.

2) dalla campagna elettorale emergono alcune figure, che prima di essere candidati di schieramento o di partito, si sono imposti all’attenzione dei cittadini come persone portatrici di un nuovo modo di fare politica e di proporsi con una faccia pulita alla guida della città, sul piano delle idee, dei progetti, delle soluzioni innovative.
Senza fare troppi nomi si tratta di Giuseppe Pellacani, di Antonio Montanini e di Marco Bortolotti. Valutandoli bene, sul piano personale, si assomigliano molto in termini di progettualità e capacità di trasmettere una immagine onesta.
Sarà sicuramente fuori dagli schemi ma noi pensiamo che in questo difficilissimo ballottaggio, Pellacani e Montanini, possano adoperarsi a partire dai loro specifici programmi, dalle loro personali convinzioni, per esercitare un ruolo di comunicatori del cambiamento.

La maggioranza dei cittadini modenesi vuole cambiare, a questa speranza diamogli ancora una possibilità.

3) la campagna elettorale ha rivelato inoltre altre figure che si sono caratterizzate soprattutto per la loro imbecillità. Non facciamo nomi in questo caso, perchè non meritano nemmeno questo, ma nel gruppo ci sono vari esemplari, ognuno portatore di un tratto personale e particolare di imbecillità, si va da qualche vecchio consigliere comunale che ha fatto più propaganda per sè che non per il proprio candidato sindaco, a chi ha polemizzato inutilmente e senza argomenti, a chi ha messo in campo la propria candidatura con lo scopo incomprensibile di introdurre divisioni ed impedire confronto e cambiamento vero.

4) Sinceramente siamo contenti che qualcuno di questi rimanga fuori dal consiglio comunale, ad altri che entreranno nonostante tutto, vorremmo consigliare di farsi da parte e fare entrare al loro posto chi è stato messo in lista per la prima volta. Ci riferiamo soprattutto a qualche consigliere di Forza Italia, auspicando l’espressione pubblica di un minimo di dignità.

Per quanto difficile sia questo ballottaggio, diamogli una possibilità buttando via distinguo e gelosie, particolarismi sterili, rassegnazione e disfattismo, ideologie e schemi appartenenti ormai solo alla storia.
O siamo per il cambiamento oppure vogliamo che tutto rimanga immobile. 

Tra la brutta faccia di Muzzarelli e la faccia pulita di Bortolotti non ci ci vuole molto a capire chi scegliere. 
Anche perchè Muzzarelli ha dimostrato che la marcia in più proprio non ce l’ha. 

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Gabriele Morelli

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Social media Manager at GMComunicazione
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