Montanini e Pellacani: c’è una città da salvare!

innovazione politica

I risultati del primo turno delle amministrative ci restituiscono un quadro politico inedito per Modena. Il partito democratico si è indebolito, la gente distingue tra il voto alle europee, un voto che ha una valenza ideologica e di ampio respiro, e il voto a livello locale. Qualcosa non ha funzionato. Quello che in altre città potrebbe essere considerato un grande risultato, a Modena ha il sapore di una protesta da parte dell’elettorato storico

Il PD non è l’unico partito in difficoltà. Anche la destra lo è. Sembra una coalizione in cui ognuno va per i fatti suoi, in cui ognuno sostiene se stesso piuttosto che un insieme di forze con un obiettivo comune. Un cavallo di razza come candidato sindaco non può sopperire alle mancanze che da troppo tempo sono nel centro destra modenese. Alla prima occasione si fanno fregare il ballottaggio atteso per 70 anni da una forza atipica come il movimento 5 stelle. Fossi in loro, in ognuno di loro, quelli della vecchia guardia, mi chiederei “come ho lavorato per queste amministrative?”

Ma al di là di ogni valutazione sui vecchi partiti, quello che è emerso chiaro è che ci sono nuovi personaggi forti, con competenze e personalità in grado di esercitare una buona leadership al di fuori del partitone. Sono Bortolotti, Pellacani e Montanini.
E’ un momento davvero storico, irripetibile. Questi leader, al di là delle idee di partenza, hanno l’occasione di mettere in campo qualcosa che farebbe bene a tutti: il pensiero libero, fuori dai soliti schemi.

Ci chiediamo ora quale sia l’obiettivo degli schieramenti. Perdere con onore? Accontentarsi di un seggio in consiglio?

E se Bortolotti avesse una possibilità datagli da tutti o dai maggiori partiti dell’opposizione, quali sarebbero le conseguenze sulla composizione del consiglio e sulla possibilità effettiva di cambiamento?

Lasciamo stare per un attimo le diffidenze che possono esserci sul movimento 5 stelle. Alle amministrative si votano le idee e soprattutto le persone. Bortolotti potrebbe andare bene. Se vincesse non si troverebbe comunque un consiglio a maggioranza grillina. Sarebbe un consiglio eterogeneo che non è affatto detto porti all’immobilismo e all’ingovernabilità. Questo potrebbe succedere solo se in campo ci fossero grandi interessi economici nel governo di una città. E tutto sommato sarebbero quelli a cui molti darebbero volentieri una mazzata in testa. Sarebbero costretti ad uscire spudoratamente allo scoperto. Sicuramente il consiglio sarebbe più vivace e questo farebbe forzatamente emergere soluzioni di compromesso ma anche innovative.

Se la cosa non funzionasse si potrebbe sempre tornare al voto ma in questo caso le opposizioni avrebbero la consapevolezza di essere più forti e la loro autostima permetterebbe un’aggressività maggiore. Nello stesso tempo la sberla farebbe riflettere il partitone che sarebbe spinto a rinnovarsi e migliorarsi, ponendo in campo forze inedite, meno disincantate ed eticamente ineccepibili. Il che per un elettore di sinistra andrebbe benissimo. Insomma, la concorrenza effettiva avrebbe un effetto balsamico sulla città intera.

Quindi, riassumendo, crediamo che una possibilità nel voto dell’8 giugno sia quella di convergere su Bortolotti, per una mera questione di calcolo e non ideologica. E’ una possibilità per scardinare l’esistente, l’unica possibilità.

Non votare è una eventualità ma non servirebbe a cambiare. Muzzarelli sarebbe comunque il sindaco legittimamente eletto e il premio di maggioranza in consiglio gli consegnerebbe la città. Non so quanto valga poi dire: tu non rappresenti la maggioranza. La risposta sarebbe ovviamente: sono stato eletto secondo le regole. E non farebbe una piega.

Pensiamo che sia un’opportunità su cui riflettere prima di scartare a priori l’ipotesi. Questo non significherebbe automaticamente abdicare ai propri principi, semmai servirebbe per avere qualche consigliere in più.

Quello che deve acquistare forza e concretezza è la nascita di una nuova classe dirigente libera, in grado di competere con forza con il partito democratico e di rappresentare una valida alternativa, credibile e competente per la guida della città.

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