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Giuseppe Pellacani: Comunicato stampa

giuseppe-pellacani-1(riceviamo e pubblichiamo)

Il ballottaggio a Modena si è chiuso con la vittoria, prevedibile e ampiamente scontata, del candidato del partitone, Giancarlo Muzzarelli. Mi congratulo con lui e gli auguro buon lavoro.

I numeri però ci dicono qualcosa di importante e impongono qualche riflessione.

Al ballottaggio si sono recati alle urne solo 62.000 elettori sui 137.000, il 45% degli aventi diritto. Un dato storico per Modena, che mai in passato aveva registrato un’affluenza così bassa. 

I segnali che se ne ricavano sono chiari.

Primo. I candidati alla carica di sindaco, quello della sinistra in particolare, non hanno fatto breccia nel cuore dei Modenesi, che per lo più hanno preferito disertare il ballottaggio.

Secondo. Se Renzi rimane dietro le quinte, il PD ottiene risultati quantomeno modesti: gli esiti di Livorno e di Padova sono eclatanti, ma anche Modena dice molto.

Terzo. A Modena il neo sindaco Muzzarelli parte con svariate debolezze: nel suo “viaggio” verso l’elezione ha perso per strada quasi tutti i passeggeri e alla fine è stato scelto da poco più di un modenese su quattro (38.000 su 137.000); eredita una città in evidente difficoltà; dispone di una squadra che in buona parte è quella che già ha governato (con i risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi) negli ultimi anni; dovrà gestire una compagine eterogenea per estrazione (dai centristi moderati alla falce e martello) e con personalità di peso, per esperienza e consensi ottenuti, ma con visioni anche molto distanti.

Mi auguro quindi che l’apertura, dichiarata ieri da Muzzarelli, verso le “idee intelligenti” dell’opposizione trovi riscontro nella realtà. Sarebbe un cambiamento epocale in una città in cui l’arroganza di chi gestisce ininterrottamente il potere dal dopoguerra ha sino ad aggi permesso al PD e ai suoi alleati (e a chi li ha preceduti)  di ignorare le istanze e le proposte della  minoranza, rispondendo sempre e solo agli ordini di partito e ai “suggerimenti” di cooperative, fondazioni, gruppi economici, e chi più ne ha più ne metta.

Oggi, con una legittimazione così bassa, un simile atteggiamento non sarà più possibile. Forse qualcosa di nuovo sta per accadere anche qui. Modena ha bisogno della collaborazione di tutti per il suo rilancio. E’ un obiettivo che nessuno può ignorare e nessuno da solo può realizzare.

Mi permetto di suggerire al nuovo Sindaco Giancarlo Muzzarelli di promuovere una nuova stagione nei rapporti tra maggioranza e opposizioni e nei comportamenti della politica con due semplici mosse.

La prima, confrontandosi con i gruppi che in Consiglio comunale siederanno per 5 anni per ascoltare pareri, suggerimenti e proposte prima di redigere il documento programmatico di Governo del Comune di Modena 2014-2019 che presenterà in una delle prime sedute del Consiglio comunale. Cogliere il meglio da tutti sarebbe il segnale di volontà di ritorno alla politica in sostituzione e rifiuto di pressioni esterne, che i modenesi si attendono.

La seconda, aspettando a formare la Giunta dopo la stesura del documento programmatico. In questo modo il Sindaco assumerebbe in proprio la responsabilità di governare la Città con una sua squadra costruita per realizzare gli indirizzi sulla base solamente di competenze e meriti. Sul giudizio negativo dato da tutta la Città alla precedente gestione ha pesato enormemente una Giunta costituita (con qualche eccezione) da assessori individualisti e inadeguati, scelti con il manuale Cencelli regolatore degli equilibri interni, che poi in realtà sono saltati immediatamente.

Si aprirebbe un nuovo corso, una nuova storia che sarebbe positiva per Modena.


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