A Modena non si può manifestare

sentinelle in piedi modena

Quello che è accaduto in Piazza Grande con la manifestazione delle Sentinelle in piedi, movimento che intende manifestare in modo pacifico contro il disegno di legge Scalfarotto, è la riproposizione di un pensiero ideologico, seppellito dalla storia, ma ancora vivo e vegeto all’interno di alcune componenti della sinistra. 
A Modena in particolare, appena qualcuno prova a manifestare il proprio libero pensiero, scattano immediatamente commenti offensivi, contromanifestazioni, qualcuno corre ad abbracciare la Ghirlandina. L’idea stessa che possano esserci manifestazioni organizzate da altri non è ammessa.
Il commento della Querzè è semplicemente scandaloso: “Ci si mettono in parecchi, Sindaco in testa, a far sì che il problema sia risolto e che, per la terza volta in pochi mesi, un movimento fascista e omofobo manifesti a Modena”

Chiunque osi manifestare una opinione contraria al conformismo dominante viene come sempre etichettato subito e irrimediabilmente come fascista. Non solo, la libertà di opinione e di manifestazione del proprio pensiero è talmente intollerabile che si organizza subito una contromanifestazione non autorizzata per disturbare quella che viene ritenuta una una cosa a Modena non accettabile e cioà che qualcuno la pensi in modo diverso e libero. 

Inaudito “per la terza volta in pochi mesi”
Sel rincara la dose esaltando la contromanifestazione dell’Arci Gay “Modena ha risposto ancora una volta …..” e via con la solita retorica trita e triste che indipendentemente dall’argomento finisce sempre per richiamare i valori della resistenza. 

Ogni cittadino libero si augura che finalmente anche a Modena si possa sviluppare e diffondere un pensiero creativo capace di buttare via tante cianfrusaglie ideologiche.

 

 


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