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PRESENTAZIONE PROGETTO PARCO RIMEMBRANZE_page36_image20

Per il Movimento 5 stelle, il capogruppo Marco Bortolotti ha evidenziato come la normativa non sia così chiara. “Si parla di non realizzare edifici in muratura – ha spiegato – mentre la proposta prevede strutture più leggere ma comunque con fondamenta in muratura. Inoltre, non si definisce il numero di chioschi e un domani qualcuno potrebbe decidere di aggiungerne. Infine è stata raddoppiata la superficie coperta dei chioschi”.

Mario Bussetti ha ricordato che “il parco delle Mura rientra nell’area del centro storico e una legge del 2000, dettando le regole dei sistemi insediativi storici, non permette aumenti edificatori. Solo una variante al Psc può introdurre modifiche in tal senso. A nostro avviso ci stiamo incamminando in una strada pericolosa con elementi di illegittimità”.

Per Luca Fantoni “mettere una pezza non serve a nulla. Fare chioschi da poter usare anche d’inverno supera abbondantemente quanto permesso nel parco delle Rimembranze – ha aggiunto – mentre servono strutture leggere e un progetto con bagni mobili di maggior decoro rispetto a quelli in plastica”. Il consigliere ha infine posto attenzione anche al rispetto dei residenti della zona in termini di rumore: “Serve un ampio confronto con tutti i cittadini prima di approvare una delibera di questo genere”.

Giuseppe Pellacani dell’Udc ha evidenziato che il calo di superficie complessiva destinata ai chioschi “deriva dal fatto che alcuni non esistono più, mentre aumenta in modo significativo l’area di quelli che rimarranno. Con una modifica di questo genere intravedo il rischio che si adotti un provvedimento di dubbia legittimità. Per l’assegnazione dei chioschi – ha aggiunto – la via da percorrere è il bando”.

Per Adolfo Morandi di FI la variante al Rue “non introduce una semplice interpretazione, ma una vera e propria modifica, perché l’articolo 13.21 specifica chiaramente che non è consentita la realizzazione di chioschi in muratura. Il Rue viene assoggettato al Poc – ha proseguito – ma può essere vero anche il contrario. È evidente che questa operazione serve a regolarizzare quanto fatto e a ottenere il dissequestro”. Andrea Galli, sempre di FI, ha annunciato la sua non partecipazione al voto in quanto direttamente coinvolto nella vicenda chioschi come proprietario di uno di quelli sequestrati. “L’ampliamento dei chioschi – ha precisato – è dovuto essenzialmente alla modifica delle regolamentazioni urbanistiche e commerciali che obbligano gli esercenti ad avere spazi indispensabili, come bagni e magazzini. Io ho seguito tutte le indicazioni e ora l’Amministrazione deve trovare una soluzione”. 

Anche Luigia Santoro del Ncd ha sottolineato che “modifiche come aumenti dei volumi preesistenti e nuove edificazioni si possono fare solo previo variante al Psc e non al Rue. Prima tutto era illegittimo e dopo non cambierà nulla, perché in contrasto con la normativa regionale. La nuova norma – ha aggiunto – non è lecita né legittima, non sanerà niente e si dovrà iniziare tutto da capo”.

Secondo Antonio Montanini di CambiaModena, “ci saranno ricadute non solo per i singoli operatori ma anche per la collettività per i costi necessari a uscire da questo stallo. Andava definito prima cosa si voleva fare di questo parco – ha continuato – che è un’aiuola tra due strade ampiamente trafficate, e sollecito l’Aula a cercare in futuro di trasferire tale progetto in uno più ampio su come vogliamo la città, altrimenti si tratta di interventi spot senza coerenza”

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