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Chi decide la cultura e gli spazi culturali a Modena ?

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Il progetto di un polo culturale che non tiene conto in nessun grado dei futuri protagonisti di quegli spazi, di coloro che avrebbero dovuto essere coinvolti fin da subito, ossia i cittadini, tradisce da subito un’idea di cultura pensata altrove, tra pochi, per un pubblico smaterializzato e virtuale. Che non coincide con nessuna realtà.

Ecco perché un progetto privato che stravolge uno spazio storico e fortemente identitario per la città, avviato senza alcuna condivisione, noncurante dei fruitori, non può che proseguire e prendere forma come un corpo estraneo rispetto alla comunità.

Eppure sorgerà nel suo centro, e conta di abitarne dal nulla la quotidianità, con la pretesa persino di accentrarne la più attraente offerta culturale e inglobare una parte fondamentale del nostro patrimonio al suo interno. In un assemblaggio di contenuti per sempre divergenti eppure costretti a stare insieme in un progetto che nasce disarmonico ed è condannato a restare stonato e invasivo.

Così si è voluto imporre alla città, senza alcuno spazio di manovra, senza alcuno spazio di parola, il progetto meno condiviso, meno urgente, ma in compenso più inutilmente costoso e più scorrettamente sbandierato come una panacea di tutti i mali turistico-culturali, che si sia visto (anzi: intravisto) negli ultimi anni.

L’assemblea cittadina prevista per settembre e che sarà organizzata con Italia Nostra chiede la partecipazione di tutti. Non perché si annunci risolutiva. Infatti come Movimento 5 Stelle pensiamo che non sia più il tempo dei dibattiti sulle firme architettoniche e su previsioni turistiche improvvisate. Ma quell’assemblea sarà l’occasione, che ci auguriamo l’amministrazione colga pur fuori tempo massimo, per comprendere come sia indispensabile trasformare quel progetto prima che sia troppo tardi. E come sia quanto mai necessario ora seguire le proposte più sensate che da tempo prevedono la naturale estensione della biblioteca Estense nel retrostante ospedale Estense, che garantiscono la salvaguardia dei vincoli storico-artistici e il rispetto del piano regolatore. E, non da ultimo, permettono che i cittadini si riapproprino della loro città e che le fondazioni seguano il loro statuto senza smanie possessive, limitandosi ad opere di sano mecenatismo ad ampio raggio, conservando appunto per questi scopi gran parte degli oltre 60 milioni di euro destinati invece ad un inutile mausoleo contemporaneo in mezzo al deserto della crisi. 

Movimento 5 Stelle Modena
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