Il progetto “Modena Smart City” della giunta Muzzarelli è intelligente ?

smartCity

Il piano che verrà discusso in consiglio comunale il prossimo 4 settembre prevede l’installazione di
30 hotspot, punti di accesso alla banda larga, entro l’anno. Successivamente il piano sarà completato con complessivi 180 hotspot in modo da coprire l’intero territorio comunale.
Dal punto di vista tecnologico nulla da dire, finalmente in ritardo si colma un vuoto.
C’è qualcosa che non torna nel nome che si è voluto dare all’iniziativa, Modena Smart City.
Da questo punto di vista vorremmo saperne molto di più dell’intero progetto, sperando che si esaurisca nella distribuzione di tecnologie. La smart city è ben altro che qualche punto di connessione alla banda larga. E’ innanzitutto un percorso che prevede la partecipazione attiva di cittadini e amministratori intelligenti.
La partecipazione dei cittadini alle scelte che l’amministrazione dovrà compiere è l’elemento centrale di un processo che prevede la possibilità di consultare i dati amministrativi in forma aperta e liberamente utilizzabile.  Occorre sviluppare una enorme attività di alfabetizzazione di massa per acquisire consapevolezza piena dell’uso delle nuove tecnologie.
Occorre invertire completamente la direzione su come si progetta il futuro della città, sul piano urbanistico e sul piano sociale. Fino ad oggi si è sempre proceduto per luoghi con progetti a lungo termine. Smart city significa avere la capacità di progettare, creare e realizzare sul breve periodo, adattandosi ai cambiamenti socio culturali sempre più rapidi, con una visione di sostenibilità che fino ad oggi non abbiamo visto nelle scelte dell’amministrazione.
Su questi punti e altri vorremmo avere maggiori informazioni per sapere se siamo in presenza di un piano veramente intelligente.

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