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Solito intreccio tra affari e politica

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Che le cose a Modena vadano male è sotto gli occhi di tutti. Che chi è istituzionalmente deputato a migliorare la situazione ben si guardi dall’intervenire è altrettanto evidente. Il problema è che in questa Città paralizzata si fa finta di non vedere dove stia realmente di casa il potere decisionale. Qualcuno crede ancora alle favole, cioè che sia il sindaco Muzzarelli o la Giunta a decidere quello che si deve fare a Modena?

La realtà è purtroppo ben diversa e ci mostra che anche a Modena esiste un cerchio magico. Quello leghista partiva dalla politica per approdare agli affari, quello modenese parte dagli affari per gestire la politica. Per rendersene conto è sufficiente guardare ai maggiori interventi edilizi realizzati  negli ultimi anni a Modena in ambito pubblico. I protagonisti sono sempre gli stessi: Politecnica e CCC, quest’ultima a capo di Ati di cui fanno parte  altre imprese tra le quali Ing. Ferrari Spa. Questi “monopolisti”, una volta vinta la gara col massimo ribasso, in corso d’opera lo recuperano sempre.

Vedi il S.Paolo, dove il ribasso del 15% viene recuperato con un bel 18%. E il gioco è fatto. Se succederà anche al S.Agostino, dove pare che il ribasso sia stato del 5%, con un 10% di recupero prevedibile (la dimensione, i tempi, qualche cambiamento più o meno opportuno in corso d’opera, ecc. ecc.) il costo aggiuntivo raggiungerà la bella cifra di oltre 6 milioni di euro. Tanto pagherà la Fondazione CDRMO, ovviamente in silenzio e senza clamore. Così stanno le cose, anzi gli affari! Da anni nella nostra Città subiamo un gravissimo vulnus rappresentato dalla prevaricazione del mondo degli affari sulla politica.

E da anni lo denunciamo inutilmente! Ora anche il M5s se ne è accorto: ben venga nel circolo dei vedenti. Certo ora il mondo degli affari è uscito allo scoperto senza alcun pudore, mettendo un suo uomo prima in Giunta Pighi (mezzo mandato), poi Muzzarelli. Tale situazione di privilegio e il suo perdurare li dobbiamo al PD, il vero protagonista, il garante e il protettore di questa forma di monopolio, di questo aberrante modello, ben radicato, che sta portando l’intero sistema modenese al collasso ma si rivela altamente funzionale alla conservazione del potere.

Un vero tradimento all’ideale del bene comune. Cosa può fare l’opposizione più che denunciare a voce alta in ogni occasione queste abnormità, nel deserto delle coscienze dei tanti che si comportano come le famose tre scimmie: una si copre gli occhi, l’altra si tappa le orecchie e la terza si chiude la bocca (forse a Modena ce ne è una quarta che si tura anche il naso)? Sveglia modenesi, datevi una mossa, prima della catastrofe! Pretendete che chi avete eletto si riappropri della dimensione decisionale della politica, la sottragga a chi la usa per fare affari, altrimenti dopo non resterà che recitare il de profundis. Ma, mi raccomando, preceduto da un doveroso mea culpa.  

Giuseppe Pellacani, capogruppo UDC in Consiglio comunale di Modena   15 agosto 2014  

 

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