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Sant’Agostino un progetto da fermare Smart City 

Sant’Agostino un progetto da fermare

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Il progetto di intervento sull’ex ospedale Sant’Agostino inizia finalmente a far discutere. Alcuni hanno già preso posizione criticando vari aspetti collegati al progetto di riqualificazione.
Innanzitutto c’è da chiedersi quanto esso rappresenti una priorità in questo momento per la città di Modena oppure sia in realtà il risultato del solito intreccio tra affari e politica che in questa città ha sempre governato. Sulla questione vi rimandiamo alla lettura dell’ottimo intervento di Pellacani che sintetizza al meglio i termini della questione.

Difficile senza fare varie acrobazie sostenere che tale progetto è talmente urgente da far iniziare i lavori per un importo previsto di 60 milioni il prossimo autunno.
Da più parti si è già fatto notare quanto assurdo sia spendere una cifra così impegnativa per creare un unico polo culturale, spostando da una parte all’altra della strada i libri della biblioteca estense che potete ammirare forse per l’ultima volta nell’attuale sede guardando la foto sottostante.
biblioteca estenseL’intera biblioteca estense dovrebbe finire nelle torri. 
Ha senso ? Personalmente non credo.

La questione ovviamente va oltre il fatto di traslocare dei libri da una parte all’altra di via Emilia e riguarda una metodologia di progettazione dei centri e dei percorsi culturali culturali all’interno della città che privilegia l’edilizia rispetto alla cultura stessa.
Nell’era della comunicazione multimediale e di internet non si può scegliere la strada dell’intervento di riqualificazione con costruzione ex novo delle torri, quindi un intervento esclusivamente di tipo edilizio, nemmeno urbanistico.
Siamo di nuovo d fronte al solito vecchio modo di progettare le scelte di politica culturale che invece di condividere il dibattito e il progetto con i cittadini fruitori finali dell’intervento, agisce in base a precisi rapporti della politica con il mondo degli affari locali. In altri termini per dare lavoro ad un cartello di cooperative locali si progetta e realizza un monumento all’incapacità stessa di progettare il futuro.
Se vogliamo lavorare per le nuove generazioni abbiamo bisogno di valorizzare i luoghi della città con interventi digitali e multimediali, di rendere disponibili e fruibili su internet le opere del passato come i prodotti culturali attuali creando conoscenza diffusa e condivisa. Esattamente il contrario del progetto di “non luogo” del polo di Sant’Agostino.

Il recente furto della tela del Guercino dimostra che a Modena abbiamo ben altre priorità, se non altro quelle di rendere pubblico e di valorizzare il patrimonio culturale attuale. Quanti cittadini sapevano dell’opera del Guercino  ?

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