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Le aziende e le organizzazioni hanno le pagine, le persone hanno il profilo Facebook. Stop. Non aggiungo altro e chiarisco subito il punto: solo le persone in carne e ossa possono avere un profilo personale.

Ciò significa che le aziende che usano il profilo Facebook per promuovere beni e servizi, magari eliminando nome e cognome a favore del brand, stanno sbagliando. E stanno sbagliando alla grande.

Ma sta sbagliando anche chi crede che il proprio profilo sia una protesi intima e personale, nascosta dagli interessi del potenziale cliente o del cacciatore di teste. Il profilo Facebook non è un’entità autonoma.

Anzi, curare il tuo profilo vuol dire fare personal branding. Vuol dire mostrare a chi cerca informazioni sulla tua persona quello che tu decidi di far vedere e comunicare. Ma c’è un dettaglio da approfondire.

Prova a immaginare: qual è la prima soluzione che ti viene in mente per sfruttare un profilo Facebook? Condividere link, condividere collegamenti che portano a risorse utili (blog, e-commerce, siti).

Anche io lo faccio, anche io condivido link di My Social Web sul mio profilo Facebook. E non solo: condivido anche articoli pubblicati su blog che curo per i miei clienti. Basta che ci siano, almeno dal mio punto di vista, coerenza degli argomenti, libero arbitrio e intenti chiari.

Ma un profilo FB non può limitarsi a questo se vuole fare personal branding. Non può solo condividere link: la qualità dei contenuti è importante, la coerenza anche, ma i tuoi amici hanno bisogno di altro.

Hanno bisogno di ispirazione

Hanno bisogno di un personaggio capace di ispirare. Ho già parlato dell’ispirazione nel mondo del blogging: è un elemento chiave per creare seguito, per fidelizzare, per formare una community intorno alla tua firma.

Tutto questo vale anche per il profilo Facebook. Qui la scelta dei contenuti diventa fondamentale: video, foto e aggiornamenti testuali si muovo o verso la costruzione di un’immagine coerente con quella che vuoi proporre ai lettori del blog, ai clienti, ai direttori del personale.

Facebook è luogo personale, non professionale. Quindi puoi pubblicare contenuti della tua vita, delle vacanze, dell’ufficio o della casa. Ma l’idea da seguire è semplice: devi comunicare un’immagine positiva, autorevole.

Devi mostrare il lato migliore della tua vita quotidiana. Ed ecco quello che non devi fare:

  • Pubblicare foto volgari e balorde.
  • Rendere noti aspetti intimi della tua vita.
  • Offendere in qualsiasi modo il prossimo.
  • Pubblicare insulti e parole dure nei confronti del prossimo.

C’è chi usa il profilo Facebook per criticare senza logica, per creare distanza e polemica. Non posso giudicare ogni singola azione, un profilo personale resta tale, ma io ho deciso di seguire la linea della noncuranza.

Personal branding con il profilo Facebook: è possibile?

La mia ricetta è questa: mostrare il lato migliore della mia vita. Non mentire, non creare personaggi farlocchi, non alimentare polemiche inutili ma – al tempo stesso – non lasciare che tutto passi senza reagire: puoi ispirare anche mostrando gli errori altrui. Basta farlo con educazione, competenza, tatto.

Il profilo Facebook non è un elemento separato dalla tua esistenza social: è il primo approdo per chi cerca informazioni sulla tua attività, sul tuo lavoro, sulle tue abilità. Tu hai già ottimizzato questa pagina?

Vuoi una consulenza su questi temi ? Scrivi a modenacome@gmail.com

viaUsa il tuo profilo Facebook per fare personal branding.

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