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… e continuano a farsi del male.

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Sembra il titolo di un film, ma è la cruda rappresentazione della realtà politica del centrodestra. Si vota per un ente, la Provincia, in via di abolizione, e i partiti del centro destra prendono tante direzioni diverse. Divisi come sempre.

Lo spazio nella imminente contesa, complice anche un marchingegno elettorale aberrante, è certamente angusto, ma due posizioni ragionevoli, entrambe politiche, ci sarebbero state: 1. non partecipare all’elezione in quanto sostenitori dell’abolizione delle Province; 2. parteciparvi uniti per evitare l’en plein della sinistra. Il M5S, coerentemente, ha sposato la prima.

I partiti di centro destra hanno invece optato per una terza via, fantozziana, autolesionista: entrare in concorrenza tra loro mettendosi uno contro l’altro, in una sorta di autoscontro in cui è salito di tutto, anche qualche solitario dinosauro in via di estinzione, travestito da lista civica.  Possibile  che nessuno si renda conto che i poveri  che si contendono le briciole cadute dal tavolo sono destinati a soffrire la fame?  Ma voglio guardare un poco più in là. Con le premesse di cui sopra vedo le elezioni regionali di novembre molto nere per i partiti del centrodestra.  E dire che la situazione mai è stata tanto favorevole come oggi, con un PD in affanno per le divisioni interne, le condanne e gli avvisi di garanzia.

Per questo l’imbarazzante e inaccettabile caos del centrodestra mi sgomenta ancora di più. Evidentemente i rigurgiti della vecchia politica sono duri a morire. Consapevoli che il capolinea si avvicina vecchi politici mettono in atto un gioco al massacro al grido: dopo di me il diluvio. Io preferisco non partecipare ad un simile dramma, o farsa. Alle passate Amministrative una coalizione  di centrodestra è riuscita ad opporre una dignitosa resistenza allo strapotere della sinistra. E senza qualche assurda defezione sarebbe arrivata ad uno storico ballottaggio. La necessità di un vero spirito unitario è il messaggio politico che voglio lanciare agli elettori del centrodestra e in particolare ai giovani.

E in questa direzione orienterò  il mio impegno nel prossimo futuro. Perciò, coerentemente, in occasione delle elezioni per la  Provincia non ho firmato liste. Ne avrei firmata una unitaria, che però nessuno ha tentato di formare e nemmeno proposto. Il mio voto, di consigliere del capoluogo, in ogni caso, andrà a chi ha sostenuto la mia candidatura a Sindaco consentendomi di entrare in Consiglio. Dovendo scegliere, voterò un candidato di una lista che abbia la concreta possibilita di eleggere almeno un consigliere. Non voglio rassegnarmi a un consiglio provinciale monocolore PD.  

Giuseppe Pellacani, capogruppo UDC in Consiglio comunale di Modena

 

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