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Il restauro di Villa Ombrosa quanto costerà ancora?

Memo

E alla fine rimasero solo in quattro…

Giovedì in Consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno del PD con soli quattro voti contrari (i due di Forza Italia, quello di NCD e il mio,). Il tema era apparentemente “neutro”: applicazione dei principi e delle norme della legge regionale quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere,  presentata dalla consigliera regionale Mori.

In linea di massima le affermazioni di principio potevano anche essere condivisibili (chi non auspica la realizzazione di un’effettiva parità di opportunità fra uomo e donna?).
Senonchè, dopo una lunga presentazione e tra proclami e dichiarazioni altisonanti ecco che esce il vero obiettivo di tutta la messa in scena, abilmente mascherato in un ordine del giorno più lungo del solito e denso di impegni. Tra questi due in particolare sono i punti che mi hanno fatto alzare le antenne: l’uno e il nove. Al punto uno si impegna la Giunta a sostenere la diffusione della cultura paritaria attraverso (anche) la realizzazione di progetti di formazione in collaborazione con Memo, Centro antidiscriminazione, Centro per le famiglie, Centro antiviolenza, Centro documentazione donna e associazioni femminili. Al punto nove si afferma la necessità di completare il restauro di Villa Ombrosa, già destinata a futura “Casa delle donne”.

Questo consiglio e questa giunta, come le precedenti, continuano cioè ad alimentare soggetti inutili come Memo, struttura creata nella prospettiva tutta ideologica di garantire una formazione politicamente corretta degli insegnanti e gestita da dirigenti a fine mandato, e a sostenere associazioni amiche, portatrici di voti e di consensi e talvolta anche utili per creare poltroncine inutili ben pagate per gli amici.

Ma la situazione è, se si vuole, persino peggiore degli anni passati.  Non solo perché la crisi richiederebbe di tagliare ogni spesa inutile o,  meglio, meno che necessaria, e di alleggerire il carico fiscale su cittadini e imprese, ma anche perché ad accorgersi di questo scempio e ad alzare la voce in consiglio siamo rimasti solo in quattro.

Possibile che nessun altro si sia posto queste semplici domande: il restauro di Villa Ombrosa quanto costerà ancora? Quale prodotto indispensabile sarà erogato da quelle associazioni? Quanto denaro pubblico sarà necessario per i previsti progetti di formazione? E intanto gli edifici scolastici cadono a pezzi…

 Giuseppe Pellacani

Capogruppo UDC in Consiglio comunale

 

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