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MODENA FUTURA? SEMPRE MATTONI E CEMENTO, MA ANCHE NO!

consumo di suolo

Giovedì prossimo arriverà in Consiglio Comunale una delibera che – di fatto – dà il via alla realizzazione di quasi 360 nuovi alloggi nell’area F.lli Rosselli – S. Giuliano (dietro gli orti di via Panni). Si tratta di un terreno ad oggi NON urbanizzato, quindi suolo vergine, all’interno di quella fascia che il fantasmagorico progetto dell’ex-assessore Sitta (“Modena Futura”) voleva completamente edificata. Quali sono le motivazioni ufficiali di questo ennesimo consumo di suolo?

L’Amministrazione comunale accampa quelle solite: garantire disponibilità di case per le coppie giovani, invertire la tendenza secondo cui le persone lavorano a Modena ma abitano fuori, predisporre gli spazi abitativi necessari per fronteggiare un lieve incremento demografico ed una maggior frammentazione delle famiglie (nel 2012 erano stati previsti 8000 nuovi nuclei in 10 anni). Suggeriamo di verificare, tramite il portale Internet della Regione Emilia Romagna (http://intercenter.regione.emilia-romagna.it/aree/giovani-coppie/elenco-alloggi/at_download/file/ElencoAlloggiB9_v2.zip), la quantità impressionante di alloggi edificati in Provincia di Modena nell’ultimo quinquiennio che attendono uno o più compratori e che nel frattempo, restando vuoti per parecchi anni, sono soggetti al degrado della struttura e all’incuria del tempo.

La maggioranza che da sempre ci governa, dovrebbe certamente sapere che queste motivazioni ormai sono più vuote delle casse del Comune dopo i tagli di Renzi: tanti anni di “pane e mattone” e ci ritroviamo in città una numero spropositato di costruzioni invendute, qualche migliaio di appartamenti sfitti, i prezzi del nuovo ancora inaccessibili per la maggior parte delle coppie giovani (mentre sono crollati del 40% quelli dell’usato). L’ultimo esempio in ordine di tempo è il meraviglioso restauro della Manifattura Tabacchi… che rimane vuoto in attesa di tempi migliori.

Perché perpetrare una politica che non ha dato i risultati attesi? Perché questo “accanimento” verso il ‘suolo vergine’? ….che è considerato dalla Commissione Europea una delle risorse più preziose del pianeta, ed i cui tempi di formazione sono talmente lunghi da potersi considerare NON più recuperabile: cioè, se lo edifichiamo resterà sempre un suolo ‘violentato’,….mai più ‘vergine’.

Perché, quindi, non scommettere -come è scritto anche negli indirizzi di governo del PD- sulla riqualificazione (energetica e non solo) dell’esistente, nell’ottica però di renderlo accessibile alle fasce più in difficoltà della popolazione modenese? Perché non privilegiare decisamente il recupero di zone abbandonate (ma già urbanizzate) anziché sottrarre terreno agricolo ad un quartiere già di suo destinato a diventare l’ennesimo dormitorio satellite?

In buona sostanza: non c’è alcun reale vantaggio per la città di Modena ed i suoi cittadini; quindi -come direbbero gli antichi romani- “a chi giova”? Probabilmente (…evidentemente?) alla solita catena del cemento: cavatori, immobiliaristi, costruttori (e le onnipresenti banche), ma lo approfondiremo meglio nella seconda parte.

Nel frattempo invitiamo le Associazioni che si sono sempre battute per la difesa del suolo, i Comitati sorti in questi anni per opporsi alla cementificazione selvaggia e tutti i cittadini che abbiano un’idea del futuro di Modena diversa da quella del mare di cemento, a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale di giovedì 13 Novembre (con inizio alle ore 15.30).

E’ la nostra occasione per far sentire a chi governa che ‘vogliamo percorrere un’altra strada

Movimento 5 Stelle Modena

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