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statistiche

Curiose le statistiche! Mi riferisco all’ultima del quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” sulla qualità della vita, che vede Modena piazzata al terzo posto a livello nazionale.

Ognuno vi legge quello che più gli aggrada e la politica specialmente non perde occasione di distinguersi per senso del ridicolo.
Lucia Bursi, segretario provinciale del Pd, riesce persino a trovare una connessione tra il buon piazzamento della nostra citta e la recente istituzione di un registro privo di valore legale per le unioni civili. Una fantasia impressionante

Meglio di lei riesce a fare un euforico Pighi che con un colpo di spugna riesce a cancellare quella crisi che da sindaco non è riuscito a contrastare. “Dov’ è finita la sindrome da declino?”, si domanda, aggiungendo poi “ Questa classifica è la dimostrazione più lampante delle strumentalizzazioni dei numeri da parte degli avversari politici. Dove sono finiti ora i sostenitori della “sindrome da declino?”

Cerchiamo però di riportare i piedi per terra. La terza posizione nella qualità della vita è senz’altro un dato positivo e incoraggiante. I posizionamenti non erano peraltro male neppure negli anni passati, anche perché quello della qualità della vita è uno dei parametri che poco dipende dai nostri amministratori. E’ nelle altre classifiche che si rinvengono le note dolenti: 58° posto nella sicurezza (86° per scippi, 84° per furti in abitazioni, 82° per rapine); 32° posto nell’emigrazione ospedaliera (Sanità); 52° nella giustizia, 40°nell’ecologia, 41° nella formazione. Un domanda: ma sicurezza, sanità, ambiente e formazione a chi competono?

Inoltre, sempre ieri il presidente degli Industriali, Valter Caiumi, presenta con preoccupazione uno studio «Modena in cifre» dal quale emerge che “la situazione congiunturale della nostra provincia non brilla particolarmente”, con un perdurante calo del numero delle imprese, (6.000 in meno dal 2013) nche artigiane (732 in meno) e della la produzione e un aumento della disoccupazione (7,6% contro il 5,8% nel 2012). Solo l’export resiste.

Notizie incoraggianti, peraltro, non arrivano nemmeno dal contesto nazionale dove la crisi economica continua a mietere vittime: 11.000 imprese fallite, 14% in più rispetto al 2013.
Allora mi viene da pensare che la qualità della vita rispetto al 2013 a Modena, come in tutto il Paese, è sicuramente calata. Qui però meno che nelle altre provincie. Vi è una generale e inarrestabile discesa verso il declino, checché ne dica Pighi, solo che la velocità è diversa. Modena resiste ancora, resiste con i denti. Ma fino a quando? Forse sarebbe ora che i nostri amministratori, sindaco in testa, ne prendessero coscienza e incominciassero a smontare i tavoli e a costruire fatti perché la ripresa non si fa con enunciati, parole, patti, Stati generali e via discorrendo. Il Sindaco lasci perdere i triti e consunti riti della sinistra.

Oggi occorre governare con le idee non con le ideologie, ci vogliono provvedimenti concreti, incominciando con una riduzione delle tasse per dare un po’ di ossigeno a cittadini e imprese e con nuovi investimenti, a partire dalle scuole (Sigonio), anche a costo di sacrificare qualche “gioiello di famiglia”. D’altra parte, non così che si fa anche nelle famiglie in tempi di crisi?

Giuseppe Pellacani

 

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