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Novi Park, si consuma il grande imbroglio News 

Novi Park, si consuma il grande imbroglio

 Best Parking - Parcheggi Italia

Qualcuno si ricorderà delle stramplate dichiarazioni del sig. Sitta, in arte geometra e per la sventura di tutti i modenesi assessore all’urbanistica delle due ammnistrazioni Pigni, 10 anni che che hanno fatto sprofondare nel declino delle scelte sbgliate tutta la città.
Allora quando il Novi Park, ostinatamente voluto dal sg. Sitta, contro ogni logica funzionale e urbanistica, fu inaugurato le dichiarazioni erano tutte improntate al tronfalismo: il parcheggio più grande d’Italia, quello con le tariffe più basse, un grande investimento per la città, un piano sosta rivoluzionario che avrebbe cambiato definitivamente le abitudini dei modenesi.

Balle spaziali.
In estrema sintesi la storia del Novi Park è la seguente. Il Comune spende oltre 4 milioni di soldi dei cittadini per rilevare dal Demanio l’area dell’ex ippodromo Novi Sad dove esisteva nell’anello un parcheggio gratuito.

Il progetto prevede la distruzione di un bene culturale e la distruzione dell’impianto verde costruito nel tempo. Viene creata la società Modena Parcheggi che in cambio della gestione delle tariffe dell’intero piano sosta comunale per 39 anni, si impegna a costruire i due piani di parcheggio sotterraneo. Nasce così il Novi Park, un parcheggio progettato con criteri vecchi e superati, brutto e inutile. Da quando è stato inaugurato non si è mai riempito se non per un terzo dei posti disponibili.

Non solo, i reperti archeologici trovati durante i lavori di costruzione vengono malamente collocati, in parte, nell’area sovrastante andando a costituire quello che pomposamente è stato chiamato Novi Ark, in realtà una archeo patacca terrificante. Si è impedito così di costruire un vero museo archeologico che avrebbe al contrario presentato notevole interesse culturale e turistico.

Ora si arriva al gran finale dell’opera tragicomica, dopo un paio d’anni di pesanti passivi gestionali, il pool delle cooperative e aziende  che hanno costruito l’opera si ritira e cede le quote ad una società austriaca leader in Europa nella gestione di parcheggi.
Nel frattempo scattano gi aumenti tariffari già previsti nel contratto iniziale tra la Giunta Pighi e Modena Parcheggi che ora in vista del cambio di gestione subiranno ulteriori aumenti.
Considrato che Best Parking – Parcheggi Italia era già presente nel pool delle aziende che hanno dato vita al progetto, viene spontaneo pensare che tutto fosse già ambiamente previsto fin dall’inizio.
In sostanza l’amminitrazione comunale avrebbe pilotato un progetto di parcheggio e di piano sosta collegato, progetto di cui nessuno sentiva l’esigenza, per arrivare alla gestione da parte di una società austriaca la  Best Parking – Parcheggi Italia, garantendo così alle coop e aziende impegante nella costruzione di rientrare completamente dell’investimento effettuato e costrimgendo i modenesi a pagare ogni aumento tariffario che il nuovo gestore deciderà di praticare nei prossimi 36 anni.

Non c’è che dire, un ottimo risultato perseguito con tenacia. Al termine il fallimento della città arà assicurato.

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