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La svolta di Muzzarelli, far pagare più tasse

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Se la svolta “muzzarelliana” sta nell’aumentare le tasse sulle abitazioni siamo a posto”.

“I modenesi come gli altri italiani sono seppelliti sotto una valanga di tasse locali, che dal 1997 secondo la CGIA di Mestre sono aumentate del 190%, ovvero quasi triplicate. In una città stremata, dove imprese e negozi chiudono, disoccupazione e ricorso ai servizi sociali sono in costante crescita e sempre più famiglie, il maggiore ammortizzatore sociale italiano, sono allo stremo, il sindaco Muzzarelli annuncia per il 2015 un nuovo aumento della pressione fiscale sulle abitazioni per compensare le minori entrate dallo Stato.

Eppure in campagna elettorale il Sindaco aveva annunciato una svolta, un cambio di marcia o qualcosa di simile rispetto ai suoi predecessori.

Ecco quindi che alla prima “prova bilancio” il bluff viene a galla e assistiamo alla proiezione di un film già visto: la mungitura di cittadini e imprese.

Invece di organizzare continui tavoli di confronto, incontri ed assemblee, dove il profluvio di parole è inversamente proporzionale ai risultati, sarebbe il caso che Muzzarelli provasse a studiare e a proporre misure concrete di risparmio e taglio strutturale della spesa, come richiesto dalla spending review, attraverso la sburocratizzazione, l’ottimizzazione della gestione dell’ente, l’apertura nella gestione dei servizi ai privati e alla sussidiarietà, la revisione del sistema di incentivazione ai dipendenti (da erogarsi solo a chi è chiamato ad operare oltre i propri compiti istituzionali), la riduzione delle consulenze, l’eliminazione dei contributi e concessioni alle associazioni amiche e di tutte le altre regalie, utili solamente ai fini della conservazione del potere.

E’ beffardo che il sindaco pensi di tranquillizzare i modenesi dicendo loro che in questo modo (con l’aumento delle tasse) avremo una città più bella, perché l’unica cosa certa è solo che saremo tutti più poveri! L’imperativo categorico, oggi, è ridurre la pressione fiscale locale sui cittadini, i commercianti e le imprese. Perché tutti sono in difficoltà. Non si combatte le povertà con l’inaugurazione festante della riapertura di una mensa per indigenti (via Leodoino) o con l’elaborazione di fantasiosi piani sperimentali per la promozione dell’economia solidale sul territorio, come richiesto in Consiglio comunale da SEL e PD. Questo non è contrasto alle povertà, ma solo rassegnazione verso un fenomeno che Sindaco e amministrazione comunale non sanno né affrontare, né contener.

Modena ha bisogno di un Comune che eroghi gli stessi servizi qualitativi e quantitativi spendendo di meno, accettando il coinvolgimento dei privati, selezionando con maggior cura i bisogni reali e con maggior rigore i beneficiari. Non può continuare a presentare bilanci fotocopia con spese pari a quelle che sosteneva negli anni delle vacche grasse. Non può distinguersi solo come  ufficio di collocamento degli ex politici di Modena e provincia, che pur devono campare, ma non a spese dei cittadini. Sono tutti copioni già noti. Vorremmo vedere qualcosa di nuovo.”

Giuseppe Pellacani – Consigliere di Forza Italia – Comune di Modena

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