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Assessore ma dov’è il piano per la mobilità ? Smart City 

Assessore ma dov’è il piano per la mobilità ?

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Il Consiglio Comunale di Modena ha affrontato un dibattito in merito al Piano Mobilità Ciclabile, peccato però che oltre ad una presentazione da parte dell’Assessore non esista in Comune nessun documento relativo al suddetto Piano. Consideriamolo per il momento un “indirizzo”.

Questo “indirizzo di Mobilità” è carente dal punto di vista politico: la neo-Amministrazione è in linea con la precedente (d’altronde l’immagine della “marcia in più” diceva già tutto): si favoriscono sempre le vetture a motore, che consumano, inquinano e producono rumore, a differenza della mobilità dolce, ecologica e poco impattante nei confronti dell’ambiente.

Il Piano dovrebbe avere come telaio il PUM (Piano Urbanistico della Mobilità) guidato e sorretto (ruote) dalle politiche ambientali e urbanistiche, con la direzione (manubrio) verso le richieste del PAIR (Piano Aria Integrato Regionale): riduzione dei veicoli a motore, aumento delle piste ciclabili, zone30 e pedonali.

Per fare numeri sui km ciclabili si fanno rientrare nel calcolo non solo l’anello del NoviSad, ma anche i sentieri dei parchi Ferrari e Amendola, con tutte le loro biforcazioni, e i percorsi natura!

Non vengono proposte nuove zone30 per calmierare il traffico, rendere la zona vivibile ed accessibile in punti trafficati, densamente abitati e/o ricchi di servizi e commercio. Nemmeno sono previsti interventi di piste ciclabili sulle strade con il maggior numero di incidenti: Via Emilia Ovest (Bruciata-Madonnina), Via Morane, Via Vignolese, Via Nonantolana, Viale Gramsci e Canaletto e completamento asse Viale Amendola – Via Don Minzoni – Via Gobetti. Non sono state minimamente prese in considerazione piste ciclabili a costo 0 (tranne la proposta di Via Jacopo Barozzi, esigenza emersa negli incontri con i cittadini durante la discussione della pista ciclabile di Via Giardini).

E’ un indirizzo non adeguato anche dal punto di vista tecnico: “non si può pensare, se non c’è la sicurezza”, e con le attuali piste ciclabili, con attraversamenti mal segnalati, senza diritto di precedenza sulle strisce pedonali, con barriere che ostacolano, con interruzioni continue, viene meno la SICUREZZA di tutti coloro che utilizzano la carreggiata: pedoni, ciclisti, automobilisti.

Nella presentazione vengono riconosciute alcune criticità, senza ipotizzare nessuna relazione tra le criticità evidenziate, la localizzazione degli incidenti e le cause dei sinistri. Tanto meno vengono definiti obiettivi e modalità di risoluzione degli incidenti e in quali tempistiche; da qui discende una scarsità di proposte di intervento che non può lasciarci soddisfatti.

Il Mo5S ritiene e definisce metaforicamente le piste ciclabili presenti in città come pezzetti di tubo – alcuni dei quali necessitano di urgente manutenzione – di un “acquedotto che perde acqua”. Appare ancora troppo debole la dichiarata volontà di mettere in rete, a sistema, le piste ciclabili: nessun intervento concreto sui raccordi tra ciclabili esistenti.

Rimane evidente l’incapacità dell’amministrazione di pensare ad una gestione della mobilità dolce partendo da presupposti differenti che si sleghino da una visione prettamente automobilistica: manca l’agevolazione di percorrenza all’interno dei quartieri e si tende ad intervenire solo in direttive di percorrenza all’interno delle città est-ovest nord-sud.

Inoltre spesso la pista ciclabile risulta improvvisamnete interrotta e i ciclisti sono obbligati ad immettersi nella parte della carreggiata utilizzata dalle auto. Questa è la prima fonte di mancanza di sicurezza! (come trovarsi improvvisamente davanti ad un burrone, al vuoto, al nulla). D’altronde siamo ancora in attesa, insieme a tutti i cittadini, della pista ciclabile di Via Giardini, co-finanziata dalla regione, che doveva essere terminata all’inizio dell’anno scolastico 2014, poi, secondo la risposta ad una nostra interrogazione, i lavori sarebbero dovuti partire entro novembre 2014… e a febbraio 2015 siamo sempre in attesa!

Ci chiediamo quali tipi di controllo vuole mettere in atto l’Amministrazione nei quotidiani casi di piste ciclabili o attraversamenti abusivamente utilizzate come parcheggio da auto, poichè le regole non hanno nessun valore, senza controllo e se ha un programma per la sistemazione della pavimentazione poco curata e di difficile percorribilità presente nella maggior parte delle piste ciclabili modenesi.

L’Assessore propone una presentazione senza un piano: mancano un’analisi della situazione attuale delle piste ciclabili, un cronoprogramma, dati relativi alle risorse che si possono investire, le modalità di controllo e valutazione, quali interventi per risolvere i punti critici.

Un piano presentato dall’amministrazione comunale che riteniamo carente sia dal punto di vista politico che tecnico.
Sarebbe come presentarsi ad un esame con una presentazione carente di dati e senza tesi.

Per questo il Mo5S ha presentato diversi ordini del giorno con la finalità di: adeguamento segnaletica per zone30, attraversamenti ciclo-pedonali e semaforici, controllo e manutenzione delle piste esistenti con frequenza puntuale, messa in sicurezza contro i furti (portabici più diffusi e deposito custodito per i dipendenti pubblici).

Movimento 5:Stelle Modena


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