“Si scrive Modena… Si legge turismo?” Una domanda tutta da ridere

cavazza

Pubblichiamo ampi stralci tratti dal comunicato di Confesercenti in occasione della elezione del nuovo presidente di ASSHOTEL-CONFESERCENTI MODENA
Nulla di nuovo se non ila stanca ripetizione dei soliti discorsi sul marketing territoriale, la promocommercializzazione, la rete di imprese, la governance ecc.
Nel comunicato si accenna a strani calcoli e congetture della serie “se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata una cariola”
Citiamo in modo letterale ” un incremento del 20% delle presenze di turisti stranieri nella nostra provincia, considerato che i flussi turistici internazionali crescono con una percentuale annua del 5%, significherebbe un contributo aggiuntivo all’economia modenese di circa 30 milioni di €. “
Peccato che manchi a questa ipotesi il parere favorevole e il conforto dei turisti che a Modena sembra proprio che non voagliano arrivare.
Niente paura però, la situazione è sotto controllo perchè “Vantiamo eccellenze uniche al mondo e nonostante questo i visitatori sono in calo” (citazione letterale)
Del resto nessuna meraviglia considerata la vivacità del management locale.


Si scrive Modena… Si legge turismo?” Di certo non è facile dare risposta a questa domanda in modo esaustivo. Le attrattività ci sono, come pure il forte interesse su quello che ha da offrire il territorio. Anche se i flussi risultano in calo e una promo-commercializzazione adeguata fatica a decollare. A maggior ragione considerate le sfide che attendono nell’immediato futuro, città e provincia.

 L’obiettivo è quello sì di trovare risposte, ma pure di localizzare soluzioni e direzioni da seguire. “Dai dati della Banca d’Italia relativi alla spesa turistica – premette Asshotel-Confesercenti Modena – si riesce a calcolare che: un incremento del 20% delle presenze di turisti stranieri nella nostra provincia, considerato che i flussi turistici internazionali crescono con una percentuale annua del 5%, significherebbe un contributo aggiuntivo all’economia modenese di circa 30 milioni di €. Un obiettivo importante, ma non irraggiungibile verso cui impegnarsi tutti – Associazioni, Enti, Istituzioni – per eliminare in un lasso di tempo abbastanza breve, quel punto interrogativo che oggi ancora doverosamente dobbiamo inserire in ‘Si scrive Modena… si legge turismo’.”

 Se stiamo ai dati ISTAT, relativi ai pernottamenti nelle strutture ricettive, si registra un calo, sia nell’alberghiero che nell’extra alberghiero. Solo Modena capoluogo ha tenuto, con un aumento di 14.000 presenze annue pari al +3%; l’area della pianura ha invece perso dal 2008 ad oggi circa 70.000 presenze all’anno, pari al -10,8% e l’Appennino, sempre nel medesimo periodo ha avuto un tracollo di 223.000 presenze pari al -65%. E’ pur vero che eventi come il terremoto e le straordinarie condizioni meteo avverse delle ultime stagioni hanno pesantemente condizionato i flussi turistici, ma restano comunque numeri preoccupanti.”

“Il turismo negli ultimi otto anni – rileva Alessandro Tortelli, direttore CST, Centro Studi Turistici che ha condotto una ricerca sul territorio modenese – ha subito una forte evoluzione così come di conseguenza è mutata fortemente la domanda. Cambiamenti destinati, secondo le previsioni, a consolidarsi, andando a polarizzare le fasce dei flussi turistici: con una continua richiesta di miglioramento degli standard per chi richiede qualità sempre più elevate, ed una attenzione dalla parte opposta sempre più spinta al low cost.. Anche il crescente utilizzo delle tecnologie multimediali che porta ad un aumento dell’organizzazione individuale di viaggi e soggiorni, contribuisce a cambiare le abitudini del turista – è il caso dell’incremento della frequenza degli ‘short break’ – Rendendo sempre più indispensabile comprendere ed anche anticipare i cambiamenti, se l’ obiettivo è quello di accrescere il successo della destinazione turistica. Occorrerà quindi che Modena ed il suo territorio recuperino competitività se il fine è quello di un vero sviluppo turistico. E questa competitività dovrà essere frutto del contributo di un elevato e solido rapporto sinergico tra operatori turistici e territorio. Intendendo i soggetti pubblici, ma anche tutti quegli ambiti economici che rappresentano il territorio come lo possono essere la ceramica a Sassuolo o la moda a Carpi. Discorso a parte va fatto per l’enogastronomia che già oggi è un importante driver d’attrazione turistica e soprattutto la meccanica ed il motorismo che rappresenta già un unicum a livello mondiale.”

“Ed è proprio l’unicità del nostro prodotto turistico che può costituire il più importante fattore di successo – dichiara Gabriella Gibertini presidente di Asshotel-Confesercenti Modena e Asshotel Emilia Romagna – Dobbiamo però operare nella realizzazione di un’identità ben precisa, in grado di definire il territorio in modo distintivo, privilegiando al tempo stesso però innovazione e qualità. Così come è avvenuto per il ‘Discover Ferrari & Pavarotti Land’: progetto interessante oltre che idea pilota per la valorizzazione delle nostre eccellenze e delle nostre tante emergenze turistiche. La formazione dell’identità del ‘prodotto Modena’ va governata, con la collaborazione e il contributo di tutti i soggetti presenti sul territorio. È quindi la Governance il punto: tema su cui si dibatte da troppo tempo senza arrivare ad una decisione condivisa. E per noi il modello di governance, dovrebbe essere costituito da reti di impresa che collaborano tra loro e che si rapportano con i soggetti pubblici col fine di realizzare una politica di marketing territoriale che operi sulle motivazioni del turista. Cercando di incrementare la percentuale di quelli che scelgono di fermarsi in città e sul territorio oltre la singola giornata.”

“Asshotel-Confesercenti Modena – conclude Cavazza – dal canto suo non mancherà d’impegnarsi in modo attivo, per stimolare questa tipo di cultura imprenditoriale che vede nell’aggregazione un valore aggiunto e soprattutto un’opportunità di crescita per il territorio. Oltre ad offrire il proprio contributo affinché alla promo-commercializzazione turistica sia dato la giusta importanza e siano destinate risorse utili a tal senso. Attingendole magari dagli introiti della tassa di soggiorno imposta da quei comuni della provincia che l’hanno adottata.”