Il Parco della Rimembranza appartiene alla collettività

chioschi parco rimembranze Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota da parte del Comiitato per la tutela del Parco della Rimembranza, in risposta alle dochiarazioni dell’assessore Vandelli rese in Consiglio Comunale nel corso della seduta di approvazione della variante RUE palesemente in contrasto con il PSC .
Da poco è passato un anno dalla data del sequestro dei cantieri che ha fermato un progetto sbagliato sotto ogni angolazione Sbagliato perchè sono abusive, variante o no, le costruzioni con fondamenta in cemento in un parco storico tutelato. Sbagliato anche sul piano commerciale in quanto tali costruzioni aperte tutto l’anno e attrezzate per la ristorazione, collocate in prossimità delle strade di accesso al centro storico rappresentano un ulteriore colpo ad una città ormai moribonda per effetto di decenni di politiche commerciali avvilenti.
Sul Parco della Rimembranza deve rimanere alta l’attenzione da parte di cittadini, il parco in fondo appartiene all collettività, per impedire che venga traformato con qualche espediente in un’area commerciale ufficializzando così, come vorrebbe l’assessore Vandelli, un abusivismo edilizio e urbanistico da parte dell’amministrazione comunale.


 

Certo che l’assessore Vandelli, già avvocato del consorzio dei concessionari dei chioschi, non finisce mai di stupirci e di sorpresa in sorpresa non ci sorprende che in Consiglio Comunale si sia prodigata per far approvare le variazioni alle disposizioni di legge riguardanti le costruzioni di manufatti edilizi  nei parchi.

Per il Parco della Rimembranza la volontà di perseguire con ogni mezzo ciò che la legge non consente facendo apparire legittimo ciò che non è, conferma ancora una volta che l’arroganza dei nostri amministratori non conosce fine.


Non si rimedia con un errore ad un altro sbaglio.
E’ chiaro che in Consiglio Comunale se le suonano e se le cantano, ma devo dire ancora una volta che malgrado la pervicacia  la pezza è peggiore del buco.
I nostri amministratori non si rassegnano, neppure a fronte dei giudizi della Magistratura, a vedere mutati i loro progetti sull’appetibile  Parco della Rimembranza e continuano con ogni mezzo a volere imporre una gestione, direi padronale, di un bene della collettività.
Ora come un abito sartoriale si sono confezionati su misura  un progetto che non funziona e che da sempre, fin dall’inizio è stato sbagliato e per fortuna fermato dalla Magistratura, ma le modifiche  proposte ed approvate, vogliono stravolgere il risultato ultimo con l’inevitabile conseguenza che la confezione finale risulterà di cattiva qualità.

In tutto questo affannarsi di presentazioni di modifiche e di variazioni ai vari articoli e commi (variante al RUE in contrasto con il PSC)   la nostra amministrazione vuole convincersi e convincere della correttezza e convenienza di un progetto che da ogni parte lo si guardi non va bene, senza contare che ai cittadini modenesi interesserebbero ben  altre variazioni.
Perdipu’ nelle ultime settimane c’è un gran da fare sul verde sopravvissuto mediante interventi radicali di potature ed abbattimenti di piante, anche secolari, come il cedro abbattuto il 27 marzo per motivi, mi viene detto dagli esperti del comune,di sicurezza e stabilità.
Tutto questo rientrerebbe in una gestione programmata e nell’attenzione al bene comune, se ci fosse però subito dopo, la volontà alla sostituzione delle vecchie piante con nuovi esemplari, ma questo non avviene ormai da anni sostenendo ripetutamente che mancano risorse economiche o che la stagione non è propizia.
 E’ difficile da credere dopo tanti anni di promesse disattese.
 
Cordialmente
Rita Del Vecchio
presidente Comitato per la tutela del Parco della Rimembranza