Coop e politica

coop

 

 

Il PD faccia autocritica e si chiami fuori dal rapporto con il mondo della cooperazione

Oggi è la giornata della redenzione. Scendono in campo i big della sinistra piddina a pontificare su come “curare il marcio” delle coop. Ma nessuno, dico nessuno, ha avuto il coraggio di mettere in primo piano  la causa vera delle deviazioni: lo stretto legame tra mondo della cooperazione e PD, che inquina il mercato e imptangenti coopedisce una sana azione politica.

E’ questo legame che il PD deve immediatamente interrompere, prendendo le distanze dal mondo degli affari e rimettendo nelle mani della sola politica il compito di amministrare il territorio. Questa dissociazione deve avvenire in modo netto e palese. Faccia il PD pubblica autocritica e si dissoci dal rapporto con il mondo degli affari. Ma faccia presto.

Quello che farà il mondo della cooperazione per recuperare i troppo famosi e strombazzati “valori” del movimento sono affari suoi. Se ne stiano alla larga i tanti suggeritori di buone intenzioni targati PD che con la loro affollata ingerenza altro non fanno che ribadire un’imbarazzante vicinanza e un’inopportuna resistenza al distacco dal barattolo della “marmellata”, oggi divenuta piuttosto amara.

Per quanto riguarda i finanziamenti elettorali il problema non è più quello della trasparenza, dovendo i candidati rendicontare cifre e rendere noti i nominativi dei finanziatori. Non credo quindi che il problema verrebbe risolto se si facessero gestire i contributi al partito, come qualcuno del PD suggerisce, anziché direttamente al candidato. Così non si va alla radice della questione. Il problema nasce quando i finanziatori sono  imprese che hanno o avranno o sperano di avere un qualche appalto o altro rapporto con la PA. Credo che abbia colto nel segno l’assessore regionale del PD Giuseppe Boschini quando sui finanziamenti afferma: “sono contrario che lo facciano quelle imprese che hanno un rapporto di attuazione lavori, servizi o di concessione con la PA, e assolutamente NO se hanno rapporti con la PA governata o governabile dal loro “beneficato””. Concordo, e aggiungo: i regolamenti comunali dovrebbero contenere una norma che preveda l’esclusione a priori dalle gare pubbliche bandite in quel territorio le imprese che hanno erogato finanziamenti elettorali  a candidati eletti. Così si eviterebbero a monte improprie cointeressenze, inopportuni conflitti d’interesse, dannosi stravolgimenti delle regole del mercato.

Giuseppe Pellacani
Consigliere di Forza Italia nel comune di Modena