Modena dove un cuoco programma mostre d’arte, un avvocato è assessore all’urbanistica e un agronomo alla cultura

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Muzzarelli, utilizzando l’arroganza di sempre e ignorando di essere stato eletto con solo apporto di voti del 25% dei cittadini modsenesi,  ha deciso che la mostra di opere private sarà allestita alla Manifattura, in un luogo privato preso in affitto dal Comune. Insomma una città privata a misura di qualche privato.
Sarà ugualmente una mostra che avrà successo ? Lo vedremo. Certo la collocazione è ancora una volta sbagliata e compressa tra due luoghi degradati, la stazione e il vecchio scalo merci da una parte e via Sgarzeria dall’altra.
Non si capisce per quale motivo non potevano essere utilizzati i locali del Foro Boario. Misteri e miserie della mancanza di competenza.
La cosa che sconcerta di più in questa vicenda è il metodo utilizzato. In assenza del direttore della Galleria Civica che si è dimesso in seguito all’altra scelta sbagliata della Palazzina Vigarani, Muzzarelli ne assume i poteri e coadiuvato dall’amico cuoco mette in scena una rappresentazione di decisionismo completamente fuori luogo.
Il cuoco in questa storia ha un conflitto di interessi grande come tutta la Manifattura essendo lui stesso un collezionista di quadri. Anche lui insieme agli altri privati cikttadini proprietari delle opere d’arte ne trarranno un enorme vantaggio sul piano della rivalutazione dei loro tesori in seguito alla pubblicazione del catalogo.
I soldi per fare tutto questo, naturalmente quelli dei cittadini.
Un suggerimento il prossimo Festival della Filosofia facciamolo organizzare a Ermes.
Dimenticavo, noi siamo quelli a cui non va mai bene niente. Ce lo diciamo da soli prima di sentircelo ripetere da qualli a cui va sempre bene tutto.