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bottura muzzarelli
LA FOTO PUBBLICATA E’ DI LUIGI ESPOSITO GAZZETTA DI MODENA

L’intervista pubblicata dal Resto del Carlino rivela tutta la sensibilità politica e l’intelligenza manageriale dello sceriffo Muzzarelli. Il livello è veramente minimo, ma non vorrebbe in questa sede affrontare questo argomento. Ci interessa di più andare subito al sodo della questione, quindi riportiamo testualmente due dichiarazioni che ci sembrano di una gravità inaudita.
Se Modena fosse una città normale l’opposizione dovrebbe essere in piazza a chiedere le dimissioni immediate del sindaco. Ma vediamo cosa ha detto.

Il giornalista dice:
Altra obiezione: il valore delle opere, trattandosi di arte contemporanea, aumenterà dopo l’esposizione. E i proprietari, tanti pare siano clienti di Mazzoli, avranno un vantaggio economico ‘pagato’ dal pubblico”
Lo sceriffo risponde:
«Guardate che è stato difficilissimo ottenere queste opere! Se non ci fossero stati rapporti di amicizia non ce l’avremmo mai fatta. Noi non diremo di chi sono, questo rischio non c’è».

Come rapporti di amicizia ? In quale città normale il sindaco si permette di dichiarare pubblicamente che la mostra sarà allestita in base a rapporti di amicizia ?
E’ sempre per amicizia che sono state scelte le opere da esporre ? E se è così a cosa serve e per cosa viene pagato il critico di valore internazionale che costa 50 mila euro ?
E, se è lecito, chi sono questi amici ? Amici di chi ?
Lo sceriffo dice che rimarranno anonimi. In questo modo ci autorizza a pensare che tra di loro ci sia anche qualche finanziatore della campagna elettorale. O no ?

Citiamo ancora dall’intervista in questione.
Il giornalista ribatte:
Il valore aumenta anche se il proprietario resta anonimo”
Lo sceriffo a questo punto afferma:
«Non hanno intenzione di vendere, fidatevi di me. Garantisco io».

Garantiasce lui ? Sulla base di quale potere occulto il sindaco Muzzarelli può garantire che i proprietari dei quadri non lucreranno mai sul valore che oggettivamente si vedranno attribuire se non altro per la semplice pubblicazione del catalogo ?
Caro sceriffo, in una democrazia normale ci sono degli ormanismi che hanno il compito di garantire nei confronti dei cittadini la trasparenza delle iniziative pubbliche, in particolar modo quando tali iniziative prevedono l’esborso di soldi provenienti dalle loro tasche.
Mi scusi, ma la parola del sindaco da questo punto di vista vale zero.

L’intervista rilascita da Muzzarelli e le gravissime affermazioni che abbiamo riportato sono tali da far sì che in una città normale l’opposizione almeno batta un colpo. Non è possibile che nessuno intervenga sul fatto che il sindaco, in deroga a qualsiasi regola democratica, decida di affittare per 6 anni i locali della Manifattura, che nessuno vuole, impegnando una cifra di 300 mila euro – che cadrà in parte sui bilanci dei prossimi anni – e decida, senza nessun bando pubblico, di organizzare una mostra con opere private provenienti da sue amicizie personali con la consulenza di un cuoco anche lui con le mani in pasta essendo un collezionista.

In una città normale l’opposizione, il mondo della cultura, le associazioni dei cittadini chiederebbero le dimissioni dello sceriffo.
Peccato che a Modena non ci sia il mare.

 

 

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