La depressione di Modena Expo

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Cattive notizie sul fronte turistico. EXPO2015 annunciato come occasione per portare a Modena ondate di turisti, richiamati dai nostri gioielli gastro-meccanici e veicolati da iniziative travolgenti e fantasmagoriche, alla resa dei conti non funziona. I visitatori non mancano ma, come al solito, sono diretti solo ai Musei Ferrari, di Maranello in particolare. Purtroppo anche questa è l’amara conclusione di un’altra iniziativa “fortissimamente voluta” dal sindaco Muzzarelli e annunciata come “svolta decisiva”.

Il turismo è una cosa seria, linfa vitale e irrinunciabile componente per lo sviluppo del territorio. Solo che a Modena, dopo tanti roboanti annunci, siamo ancora al palo (ricordano i modenesi l’iniziativa della Camera di Commercio con il famoso studio Mailander?). Il turismo non si inventa un giorno per l’altro, ma si costruisce con progetti e persone lungimiranti. Non si può pensare di andare lontano con gli eventi organizzati dai soliti “fenomeni”, che hanno l’unico merito di essere “conformi alla politica locale”, con Modenamoremio e con le previste aperture del punto di informazione alla stazione ferroviaria e la mostra alla Manifattura. Troppo poco.

Si smetta di prendere in giro i modenesi dando numeri di fantasia come le 27 mila presenze in due mesi agli eventi dei “Giardini del gusto e delle arti”, che “premiano l’organizzazione ma dall’estero ancora pochi visitatori” o come i 150 turisti stranieri al giorno che diventano 250 dal venerdì al sabato. La raccolta dei numeri non può essere estemporanea “contando le sedie occupate, mentre per quanto riguarda l’interno ….. i conteggi arrivano appunto dalle hostess.” Roba da matti.

Dai nostri amministratori sarebbe lecito attendersi un po’ di verità e di onesta autocritica. Riconosciuto il fallimento sarebbe ora che decidessero una buona volta di affidarsi ad esperti veri e non ai soliti amici “politicamente corretti”. Perché non si può sperare di trovare sempre qualcuno disposto a tappare i buchi e a rimediare agli errori, come la Ferrari con il MEF.

Non vorrei che di questa estate rimanesse nella memoria solo la desolazione del Centro Storico, con qualche gruppo di anziani turisti stremati dalla fatica sfornati, l’indegno spettacolo dei bagnanti urbani davanti alla Scuola Militare, i bivacchi notturni ai Giardini Ducali e al Parco delle Rimembranze, la nascita di moschee abusive condominiali.

Forza Sindaco si dia una mossa! Neppure il sacrificio umano del direttore della Galleria civica sull’altare del turismo ha portato fortuna. Molli la zavorra del suo orticello politico rinsecchito di idee e di personalità, guardi oltre i confini del pubblico o della cooperazione, si affidi a professionisti che sanno guardare lontano, che a Modena per fortuna non mancano. Basti pensare ad esempio all’ing. Antonio Ghini, direttore dei Musei Ferrari, che con buone idee ed elevata professionalità ha già salvato e rilanciato il MEF. Nella difficile partita per rendere Modena veramente attrattiva non abbia paura a richiedere di nuovo l’intervento del “soccorso rosso Ferrari”, perché un vero sviluppo turistico del territorio fa buon gioco anche a lei. La convergenza di obiettivi e di interessi c’è senz’altro. Si dia una buona volta la scossa giusta.

Giuseppe Pellacani, consigliere comunale di Forza Italia nel Comune di Modena