CASO CPL: SI RIFERISCA IN CONSIGLIO COMUNALE

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«CASO CPL: SI RIFERISCA IN CONSIGLIO COMUNALE»

Movimento 5 Stelle Modena: «Chiarire tutti i punti di questa oscura vicenda in cui è coinvolta una cooperativa “rossa” con possibili rapporti con la camorra. E’ plausibile che politici locali e nazionali non sapessero nulla? Strana la posizione di Violante: perché parla solamente adesso?»

MODENA 10 LUG – Il clamore scoppiato intorno alla vicenda della metanizzazione dell’isola di Ischia, e di altri comuni nel casertano, in cui è coinvolta la nota cooperativa Cpl Concordia è presto uscito dal «dibattito e dall’agenda politica per finire nelle pagine di cronaca giudiziaria», spiega il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Modena.

«Quello che è successo con la metanizzazione nel sud Italia è un puzzle che adesso la Giustizia cerca difficilmente di ricomporre, e dove ogni pezzo corrisponde a politici, amministratori pubblici, dirigenti Cpl, ma anche al mondo dell’illegalità, come la camorra. In questo quadro complesso e dai risvolti inquietanti per l’economia legale, non possiamo non notare il tentativo di portare avanti una strategia molto intelligente: i nuovi vertici della Cpl affermano una netta discontinuità rispetto al passato. Una tale dichiarazione dovrebbe indurre tutto il sistema cooperativo ad atti conseguenti. Chi ha avuto ruoli di collaborazione dovrebbe lasciare. Ma è pensabile che ciò accada? Vediamo i fatti. Casari nonostante le predette dichiarazioni dei nuovi vertici, stando alle ultime dichiarazioni dei suoi difensori, avrebbe negato gli addebiti. Chi ha ragione? Siamo in presenza di una accorta regia per veicolare la versione di incapacità della magistratura nella ricerca della verità? Luciano Violante infatti entra in questa vicenda dichiarando di diffidare dei pentiti. Sono scaltri, tradotto possono indurre in errore il giudice poco esperto. Forse stiamo esagerando, ma allora perché interviene solo ora Violante? Perchè è stato coinvolto Giovanni Diana ex-senatore dei DS? Il punto irrinunciabile è sempre la difesa dell’immagine del partito?

Il punto che non possiamo trascurare è il seguente. Gli appalti che sono stati affidati alla Cpl nelle zone di camorra devono far riflettere. Si tratta di zone dove purtroppo la criminalità organizzata svolge un ruolo devastante, e contemporaneamente fa affari molto remunerativi. Perchè dobbiamo ritenere impossibile che una forma di pizzo sia stato pagato anche dalla Cpl? Perchè legata al PD e dunque sotto uno “scudo morale”? I difensori di Casari sembra che stiano pensando al teorema secondo cui non necessariamente il vertice sia in grado di conoscere cosa avviene ai piani più bassi. E’ accaduto anche ai tempi di mani pulite. Strategia processuale ma per chi fa politica questi argomenti vanno valutati per ciò che sono: depistaggi. In quelle zone la presenza di una criminalità organizzata è in grado di dettare legge, per evitare questo occorrono anticorpi molto robusti che la Cpl sta mostrando di non avere.

Proprio in questi giorni i vertici delle associazioni di categoria dei costruttori hanno dichiarato che l’ottanta per cento degli appalti sono stati attribuiti con procedure illegittime. La Cpl sta nel venti per cento dei contratti regolari? Una difesa risibile. Da una parte si tenta di legittimare con la difesa di Casari tutto il passato. Contemporaneamente il nuovo corso si ri-legittima a difesa dei posti di lavoro. Ideologia contro concretezza. Due mondi diversi che stanno lavorando per lo stesso risultato: la difesa ad oltranza del partito.

Ma di fronte a certe affermazioni contenute negli atti depositati in questi giorni, quali “La strategia della Cpl era infatti tesa a mascherare l’accordo col clan, evitando contatti ‘diretti’ tra l’ azienda modenese e gli affiliati, creando una sorta di filtro” (ordinanza del gip Federica Colucci), oppure “un vero e proprio patto ‘a monte’ tra l’azienda modenese e la camorra casalese” (giudici di Napoli), non possiamo certo stare tranquilli. Le responsabilità penali sono sempre individuali, ma quella della politica oggi è di tagliare ogni legame tra criminalità e economia legale, senza riguardi per eventuali rapporti di amicizia e soprattutto senza preoccuparsi di difendere a spada tratta l’onorabilità della politica aspettando la panacea del Cantone di turno. Le scelte che si impongono per stabilire come sono stati gestiti i fondi pubblici sono un tema squisitamente politico.

Per questo chiediamo al Sindaco di riferire in Consiglio Comunale in merito a una vicenda che ci ha già mostrato fin troppo dove può condurre l’ipocrisia di chi si trincera dietro la questione morale di turno.

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