Il giovedì nero del PD. Prove di Demolizione.

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“Vacca ragazzi” che brutta giornata per il PD lo scorso giovedì 9 luglio.

Si parte al mattino con la dichiarazione della Regione di non aver nulla a che fare con la mostra alla Manifattura Tabacchi. Tradotto: la Regione si preoccupa di prendere le distanze da un’iniziativa densa di criticità e chiarisce subito che non metterà un soldo.

Il clima peggiora con la minaccia di SEL Modenese di rompere con la maggioranza se non si rivede il ruolo dei privati nella gestione della scuola 

Si arriva così al primo pomeriggio in consiglio comunale, con le opposizione che partono all’attacco sulla mostra di fronte ai consiglieri di maggioranza che fischiettano indifferenti. Nessuno interviene in soccorso di un assessore (che poi li bacchetterà) in evidente affanno.

Per fortuna però c’è l’alleato SEL, che interviene e aiuta sindaco, assessore e PD … ad affogare, svelando imbarazzanti retroscena sulla mostra.

Poco dopo, sempre in Consiglio comunale, altra bufera. Viene approvato il nuovo regolamento per la sosta a pagamento sulle strisce blu in centro storico. Non quello partorito dalla Giunta però, bensì uno diverso, modificato in commissione Seta prima e in consiglio poi su iniziativa congiunta di alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione, in cui la penale subisce una netta sforbiciata alla penale, che in caso di ravvedimento non può superare il doppio del mancato pagamento. Un salassino di meno per i cittadini

Ma non è finita qui. Due Odg (il primo di Forza Italia e il secondo del M5s) chiedono di intervenire sul regolamento delle nomine in enti, aziende, istituzioni e partecipate al fine di assicurare una reale trasparenza e porre fine ad una prassi che dura da 70 anni, con una sinistra che tra finti moralismi e altrettanto falsi buoni proposti occupa ogni poltrona e poltroncina con amministratori e controllori di comprovata fede. Messo alle corde dalle opposizioni il PD è costretto a ricorrere al solito giochetto delle tre carte: nascondere quelle di FI e M5S ed estrarne una propria. L’ardua operazione di mascheramento è affidata ai consiglieri “democratici” Forghieri e Morini. Dopo avere respinto i due Odg e un emendamento delle opposizioni, si arriva così a un Odg con un emendamento “addolcito” di  marca PD (la solita furbata che mi ha spinto a votare contro) che impegna Sindaco e Giunta a rivedere il sistema delle nomine, prevedendo l’audizione dei candidati presso la commissione consiliare competente per ambito e rendicontazioni annuali per i nominati. Di per sé non è un gran che, e molto dipenderà dal meccanismo di attuazione che verrà adottato, ma sicuramente costringere il PD a modificare un regolamento dopo pochi mesi significa metterlo alle corde (o alla reputazione).  

Conclusione: il commino del PD in consiglio giovedì scorso, dalle ore 14 alle ore 21, è stato una vera via crucis. Ad ogni stazione (interrogazioni, delibere, Odg) giù bastonate da tutte le parti. E poi qualcuno dice che l’opposizione è inesistente.

Comunque,  cari modenesi, per a Modena tutto resta immobile. Allibiti, preoccupati, ma fermi. Sindaco e Assessori restano al loro posto, topi e balordi continuano a invadere l’ex diurno di Piazza Mazzini e ad assediare i negozianti, nel Parco delle Rimembranze tra macerie e bivacchi prolifica lo spacci, davanti al Palazzo Ducale i bagnanti prendono il sole, l’assessore Giacobazzi prosegue con gli annunci con l’ennesima conferma della priorità della realizzazione  dello scalo merci di Marzaglia, i progetti “ex” (exAMCM, ex Fonderie, eccetera) ristagnano.  Però a forza di scrollare l’albero anche le pere cadono.

Una vena speranza ci viene dalla Toscana. Sara Biagiotti, una delle“ragazze del camper” di Renzi, sindaco di Sesto Fiorentino, è sotto il capestro di una mozione di  sfiducia presentata da 13 consiglieri su 24 di cui ben 8 di fede democratica come il primo cittadino. Cosa impensabile. Almeno fino ad oggi. E a Modena, quando?

 

Giuseppe Pellacani, Consigliere di Forza Italia in Consiglio comunale di Modena