You are here
Mostra: Bottura, Mazzoli, Miana… Quanto conta essere ‘figli di’ News 

Mostra: Bottura, Mazzoli, Miana… Quanto conta essere ‘figli di’

bottura muzzarelli 1

 

 

 

 

 

 

 

Tratto da Prima Pagina ripubblichiamo, condividendone lo spirito e i contenutim l’ottimo intervento di Adriano Primo Baldi

Il sindaco, Giancarlo Muzzarelli, lo aveva promesso: «Vi stupirò!». Promessa mantenuta. La mostra di pittura per la quale si è impegnato a sborsare 550mila euro, intitolata: «Il manichino della storia», si arricchisce di stupefacenti particolari. L’ha pensata assieme al cuoco Massimo Bottura e al gallerista Emilio Mazzoli. Alla strana coppia e al convivium, tanto per restare in famiglia, si è aggiunto un altro gallerista, destando stupore. Si tratta del figlio di Mazzoli. Oltre all’impegno economico per questa esposizione, Muzzarelli, sborserà altri 800mila euro destinati a Marco Miana e Marco Panini per la realizzazione di incontri e spettacoli ai giardini pubblici.

A Mazzoli e Bottura inizialmente sarebbe dovuta andare l’organizzazione dell’esposizione e la relativa somma da loro stessi preventivata per le spese. Così come avvenne per i 630mila euro della mostra del pittore-bidello Gino Covili: ad incassare per l’organizzazione fu la società del figlio, la Coviliarte. Allora come oggi ignorata la Galleria Civica. Ma le polemiche di questi mesi hanno costretto il sindaco a trasferire organizzazione e costi della mostra da Bottura–Mazzoli e figlio, alla Civica. Fin qui si trattava di esporre i pittori di Mazzoli, e comunque di artisti che ruotano intorno alla Transavanguardia. L’esclusione della Civica, la somma strampalata messa a disposizione di un privato, i pittori visti e rivisti e le proteste, hanno costretto Muzzarelli a modificare una procedura anomala, e passare al coinvolgimento della galleria comunale.

IChBinJude

Anche la scelta dei pittori aveva suscitato reazioni: già visti, roba di Mazzoli, il Comune non dovrebbe spendere tutti quei soldi per fare l’interesse di un gallerista privato e di un cuoco suo collezionista; basta riproporre sempre questa transavanguardia che imperversa da anni, ecc. In questi giorni il sindaco ha stupito tutti con un coup de théâtre. Non si tratta più di una mostra della stravista transavanguardia ma di opere del «neoespressionismo, dell’astrattismo, fino alla figurazione e all’iperrealismo». Quindi, opere varie di tutti i linguaggi artistici.

Senza accorgersene, Muzzarelli, impegnato in un mestiere che non è il suo, è passato dalla sorpresa allo scherzo. Dalla padella alla brace. Se una mostra della transavanguardia aveva il problema di uno strampalato investimento economico, fatto a favore di un privato e con l’aggravante del visto e rivisto, il rimedio per fermare le critiche, è molto peggiore del male. Si è snaturata una mostra per passare ad un’altra ancora più inutile: non c’è città in Italia che non abbia gallerie private che per accontentare il gusto dei diversi clienti, non abbiano messo insieme astratti, figurativi, espressionisti, transavanguardisti ecc. Le case d’asta lo fanno tutti i giorni. Se per arrivare a una collettiva che non ha né capo né coda, si fossero preventivati 30-40mila euro, senza dire, come fanno i venditori di pentole, che avrebbero rivoluzionato il mondo, nessuno avrebbe obiettato nulla; ma 550mila euro, promessi all’insaputa di tutti, danno nell’occhio anche all’unione italiana ciechi.

E’ però giusto chiedersi perché mai queste mostre vengono decise fuori dalla Civica, istituzione che paghiamo, e non poco. Far rientrare queste scelte nell’ambito della Civica sarebbe dovuto valere per Covili allora, e per Mazzoli-Bottura e figlio, oggi. Così per la mostra «Contaminazioni», affidata alla pensionata dell’assessorato allo sport, Maria Carafoli. Le annunciate mostre di Franco Guerzoni e del grande Carlo Mattioli nell’ambito del Festival filosofia, sostenuto dal denaro pubblico, dovrebbero essere materia della Civica fin che si tiene aperta. Insomma, perché pagare un’istituzione per poi agire fuori dalla stessa con combinozzi fatti all’osteria o altrove? 800mila euro dati a Panini e Miana per gli spettacoli ai giardini sono sottratti ad istituzioni che già paghiamo. Perché? Forse perché Marco Panini è della famiglia Panini imparentato con Marco Miana che a sua volta è figlio del senatore Pci Silvio Miana? Scrivo Miana alzandomi in piedi, ma il rispetto è un conto e i soldi che paghiamo per Tari e Tasi sono altro.

AnastasiIchBenJude_resize093625__093625

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per l’organizzazione di spettacoli c’è il teatro comunale, e cosa c’entrano Panini e Miana, benché figli di cotanti genitori? E cosa ci sta a fare il teatro Storchi? E l’Ater (Associazione Teatri Emilia Romagna) pagata anche da Modena, perché ignorarla? E l’Ert (Emilia Romagna Teatro) con sede a Modena dove il solo direttore ci costa 130mila 600euro l’anno più altri 7mila di rimborsi, per Muzzarelli che paga con i nostri soldi, non esiste? Per chiamare i vari Paolo Poli si doveva utilizzare l’Ert e non mettere in mano a Panini e Miana 800mila euro. Qualcosa non va. Che sia come diceva il comico Ferrini: «abbiamo le mani legate … ci sono cose che non si possono dire?» Mantenere gli enti citati e dare i soldi a Panini e Miana, desta pensieri di diverso tipo, e fa venire voglia di prendere la residenza a Lugano. Altro stupore: il catalogo della mostra del sindaco verrà distribuito e edito da Panini. Ma va là, sempre quello a cui sono stati dati gli 800mila euro per gli spettacoli? Si, sempre quello. E i biglietti li incassa Miana? Non lo so. Altro stupore: a fare il catalogo sarà il gallerista figlio di Mazzoli.

Si resta sempre tra amici e in famiglia. Sono tutti figli di qual(k)uno! La Coviliarte era del figlio di Gino. Il curatore Richard Milazzo, noto in Italia solo per i 48mila euro che gli darà Muzzarelli, è in rapporti con la galleria Mazzoli e pare con la galleria del fratello della moglie di Bottura in America. Del figlio di Miana, di Marco Panini (suo parente), e di Maria Carafoli, ho già detto. I tempi cambiano, ma l’essere ‘figli’ di conta sempre.

Ancora quattro anni con questo sindaco e Modena sarà colpita dalle tasse, dagli sprechi, dalle clientele, dagli adulatori, e altro ancora … Quando l’iniquità diventa parte della realtà, la protesta bisogna averla in conto.

Adriano Primo Baldi

Gabriele Morelli

Gabriele Morelli

Social media Manager at GMComunicazione
Gabriele Morelli

Latest posts by Gabriele Morelli (see all)

Related posts

Modena Come giornale online Modena Come giornale online Emilia Romagna. GMComunicazione - modenacome@gmail.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: